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Il Regno di Dio si instaura con la Seconda Venuta di Gesù Cristo

Capitolo 10: I Dogmi Di Fede Cattolica Sulla Seconda Venuta Di Gesucristo

Indice generale del libro


Capitolo 1: Gli Avvenimenti Precursori Della Seconda Venuta Di Gesù
Capitolo 2: Il Tempo Dell'Avvertenza Della Misericordia Di Dio
Capitolo 3: Il Giudizio Di Dio Ai Santi
Capitolo 4: La Materia Del Giudizio Di Dio Ai Santi
Capitolo 5: Il Giudizio Di Dio Nella Terra Al Resto Dei'Uomini
Capitolo 6: La Parusía Del Signore
Capitolo 7: L'Instaurazione Del Regno Di Dio
Capitolo 8: Il Giudizio Finale Ed Il Regno Di Dio Eterno
Capitolo 9: Il Compimento Delle Profezie Messianiche
Capitolo 10: I Dogmi Di Fede Cattolica Sulla Seconda Venuta Di Gesucristo
Epìlogo

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Capitolo 10: I Dogmi Di Fede Cattolica Sulla Seconda Venuta Di Gesucristo


  1) Dogma della Seconda Venuta di Cristo
  2) Dogma della resurrezione dei morti.
  3) Dogma del Giudizio Finale Universale.
  4) Riassunto dei dogmi.
  5) Il Millenarismo
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Per terminare questo lavoro sulla Seconda Venuta di Gesù Cristo per instaurare il suo Regno, vediamo quale è la cornice dogmatica e dottrinale che ci dà la teologia cattolica su questo tema. Avremo così un riferimento sicuro che ci permetterà di contrastare lo sviluppo dottrinale realizzato in quest’opera, quello che faremo rispetto ad ognuno dei dogmi commentati.

1) Dogma della Seconda Venuta di Cristo.

“Cristo ritornerá con gloria per giudicare i vivi e i morti”

Questo è quell'enunciato del dogma di fede divina e cattolica riferito alla Parusía o seconda Venuta del Signore alla terra. Il Credo della Chiesa cattolica espressa:

"Gesucristo salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente, di la ha da venire a giudicare i vivi e i morti.”.

Questo dogma c'espone due verità di fede distinta: la Seconda Venuta di Gesù Cristo, o "Parusia", ed il Giudizio che effetuarà il Signore. Come ci spiega ufficialmente la Chiesa questo dogma attraverso il Catechismo 1992? Lo fa nei seguenti numeri:

N° 670, 671, 672, 673, 674, 675, 677, 678 y 679.

I punti più importanti che sostiene il Catechismo in questi articoli sono i seguenti:

a) Il Regno di Cristo è già presente nella sua Chiesa, ma in assoluto in forma finita, quello che soltanto succederà col ritorno del Signore alla terra (N° 671).

b) Cristo stesso insegnò prima della sua ascensione al cielo che ancora non era il tempo di stabilire il glorioso Regno messianico annunciato per i Profeti e che aspettava Israele (cf. Atti 1,6 -7), ma cominciava un tempo di attesa e veglia. (N° 672).

c) Prima della Seconda Venuta di Cristo la Chiesa passerà per una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti, con l'impostura religiosa dell'Anticristo. (N° 675).

d) Il Regno di Dio non raggiungerà la sua pienezza attraverso un trionfo storico della Chiesa, in base ad un processo di crescita, ma si produrrà un intervento di Dio che sconfiggerà il male e scenderà dal cielo una nuova creazione. (N° 677).

e) Cristo Redentore ha il pieno diritto di giudicare definitivamente le opere e i cuori degli uomini, quello che farà per il Giudizio dell'ultimo giorno. (N° 679).

In generale la dottrina cattolica aggrega i seguenti elementi maggiormente accettati:

f) Il momento in che si produrrà la Parusía di Cristo è ignorato dagli uomini, e la sua conoscenza corrisponde solo a Dio.

g) Tuttavia ci saranno certi segni che indicheranno che questo momento si sta avvicinando:

* La predicazione del Vangelo per tutto il mondo: non ci sarà una conversione di tutto il mondo, ma la fede cristiana sarà stata predicata a tutti i popoli.

* La conversione degli ebrei: questa dottrina sorge dall'interpretazione della Lettera ai Romani 11,25-32. Sant’Agostino, nella sua opera "La Città di Dio", libro 20, Capitolo 29, spiega:

"È molto comune nella bocca e cuore dei fedeli che spiegando loro la Legge questo profeta Elia, grande ed ammirabile, dovranno credere gli ebrei nel vero Cristo, cioè, nel nostro”

Sant’Agostino esprime un'opinione estesa in quanto a che la conversione a Cristo del popolo ebreo avrà relazione con una seconda venuta del profeta Elia.

* L'apostasia della fede: Gesù predisse già che prima della fine del tempo appariranno falsi profeti che inganneranno a molti con la sua predica bugiarda (Mateo 24,4 -5), quello che riafferma San Paolo parlando dell'apostasia della fede cristiana prima della Parusía (2 Tessalonicesi 2,3).

* L'apparizione e successo dell'Anticristo: L'Anticristo è una persona determinata, promotrice di una gran apostasia alla fine dei tempi, per la quale ingannerà a molti facendo credere che lui è il vero Cristo.

* L'apparizione di grandi calamità, naturali e provocate per l'uomo: guerre e violenza, fame, pesti e malattie incurabili, terremoti, maremoti ed altre catastrofi naturali simili saranno il preludio della Seconda Venuta del Signore, ed un avviso per l'umanità.

Vediamo con assoluta chiarezza che nessuno di questi punti dogmatici e dottrinali sulla Parusía sono contradetti nel nostro studio.

2) Dogma della resurrezione dei morti.

"Tutti gli uomini, reprobi ed eletti, resusciteranno coi suoi corpi nell'ultimo giorno”.

Questo è un altro dogma di fede cattolica, sintetizzato nel Credo della Chiesa cattolica: "Credo nella resurrezione della carne”.

Il Catechismo 1992 ci chiarisce questo dogma nei seguenti numeri:

N° 997, 998, 999, 1000 y 1001

È cosicché questo dogma di fede afferma il fatto della resurrezione, significando che i corpi di coloro che sono morti, già corrotti per il passo del tempo, ritorneranno alla vita unendosi con la sua stessa anima, di quello che risulterà la stessa persona umana che era prima della morte, benché il corpo avesse caratteristiche differenti.

Nel dogma niente si risolve in quanto alla simultaneità o non della Parusia e della resurrezione, benché in generale le dottrine tradizionali mettano più o meno insieme questi fatti. È evidente che la tesi che facciamo al presente lavoro, in quanto ad una resurrezione in due fasi, prima, nel momento della Parusia, i santi morti, e dopo gli altri morti alla fine del mondo, non contraddice nessuna definizione dogmatica della nostra Chiesa cattolica che non si è spedita su questo aspetto dottrinale.

3) Dogma del Giudizio Finale Universale.

"Nel giorno del giudizio compariranno tutti gli uomini coi suoi corpi davanti al tribunale di Cristo per rendere conto dei suoi atti, affinché ognuno riceva secondo quello che abbia fatto di bene o abbia smesso di fare durante la sua vita terrena”.

Nel Catechismo 1992 si riferiscono questi numeri al dogma del Giudizio Finale:

N° 1038, 1039, 1040 y 1041.

Cristo sarà il Giudice dei vivi e morti, quello che succederà dopo che il Signore ritorni glorioso. Solo il Padre conosce il giorno e l'ora in cui avrà luogo; solo Egli deciderà la sua venuta.

Noi conosceremo il senso ultimo di tutta l'opera della Creazione e di tutta l'economia della salvazione, e comprenderemo le strade ammirabili per le quali la sua Provvidenza avrà condotto tutte le cose alla sua fine ultima.

4) Riassunto dei dogmi.

Questo è quello che si può sintetizzare sui dogmi di fede della Chiesa cattolica in riguardo ai temi che abbiamo studiato. Come si osserva, abbiamo tre principi dogmatici innegabili:

1°) Cristo ritornerà al mondo in gloria per giudicare a vivi e morti.
C'è una seconda Venuta di Cristo (Parusia), col fine di giudicare ai vivi (niente si dice al riguardo), ed ai morti (è il dogma del Giudizio Finale Universale).

2°)Tutti i morti resusciteranno "nell’ultimo giorno” (reprobi ed eletti):
Non si definisce l'estensione o concetto del "ultimo giorno", benché la dottrina cattolica lo collochi dopo la Parusia di Cristo.

3°) Dopo la resurrezione dei morti ci sarà un Giudizio Finale Universale : si retribuirà ad ognuno secondo le sue opere, essendo Cristo il Giudice.

Tutti questi principi dogmatici si rispettano chiaramente durante l'esegesi sviluppata nella nostra opera, non trovandosi niente che contraddica queste grandi verità della fede cattolica, per quello che crediamo che niente può obiettarsi da questo punto di vista fondamentale.

5) Il millenarismo.

Rispetto al tema del cosidetto "millenarismo", sebbene non è oggetto di dichiarazioni dogmatiche nella Chiesa, abbiamo alcuni aspetti dottrinali e decreti disciplinari che dobbiamo considerare.

a) Decreti disciplinari :

In primo luogo esistono i famosi Decreti della Suprema Congregazione del Sant’Uffizio di 1941 e 1944, come risposta ad un'interrogazione dell'Arcivescovo di Santiago del Cile, che sorse in fronte alla diffusione dell'opera del P. Manuel Lacunza "La Venuta del Messia in gloria e maestà", e che tanto sono stati utilizzati per perseguire e condannare qualunque dottrina che si propone rispetto alla possibilità dell'esistenza di un Regno terreno di Cristo (millennio).

Il primo Decreto è del 11/07/1941, e stabilisce questo:

"Il sistema del milenarismo, anche il mitigato, cioè, quello che insegna che, secondo la rivelazione cattolica, Cristo Nostro Signore, prima del Giudizio finale, deve venire corporalmente a questa terra a regnare, già sia con resurrezione anteriore di molti giusti o senza essa, non può insegnarsi senza pericolo”.

Cioè, quello che “non può insegnarsi senza pericolo" è che Cristo deve venire a regnare corporalmente in questa terra, prima del giudizio finale. Ovviamente questo è un decreto con obbietivo disciplinare per applicare alla dottrina cattolica, e non una definizione dogmatica.

Il 21 di Lulio di 1944 il Sant’Uffizio emette un Decreto chiarificatore dell'anteriore che troviamo nel Denzinger N°3839:

"In questi ultimi tempi si ha domandato più di una volta a questa Suprema Sacra Congregazione del Sant’Uffizio cosa si debba interpretare del sistema del milenarismo mitigato, cioè, di quello che insegna che Cristo Signore, prima del Giudizio Finale, previa o non la resurrezione di molti giusti, deve venire visibilmente per regnare nella terra.
Risposta: il sistema del millenarismo mitigato non può insegnarsi con sicurezza”.

Questi decreti si riferiscono alla "milenarismo mitigato", cioè, quello che non parla di piaceri carnali nella terra per i santi risuscitati (millenarismo crasso), bensì solamente di "piaceri spirituali" (vedere al riguardo il nostro articolo “Il millenarismo: concetto e portata”).

Ma quello che si obietta è la presenza del Signore nella terra, che nell’ultimo decreto si definisce come "visibile", invece della menzione nel decreto anteriore come presenza "corporale." In ogni modo, quello che evidentemente si presenta come che “non può insegnarsi con sicurezza" è la presenza di Cristo nella terra, eventualmente insieme ai santi risuscitati, dopo della sua Parusia, in mezzo ai vivi, quello che effettivamente porta ad interpretazioni dottrinali molto strane e difficili da accettare che ripugnano in molti aspetti alla dottrina cattolica.

Giustamente questo problema non esiste nell'esegesi che sviluppiamo al presente lavoro, poiché non sosteniamo in nessun momento la presenza visibile e corporale di Cristo nella terra, né al momento della sua Parusia né dopo, poiché siamo convinti che non è possibile giustificare doctrinalmente un miscuglio nella terra di vivi mortali insieme a santi risuscitati ed allo stesso Gesù Cristo.

b) Chiarimenti del Catechismo1992:

Il Catechismo della Chiesa cattolica 1992 ha un numero, il 676, che fa riferimento al milenarismo:

N° 676: “Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può esser portata a compimento che al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del Regno futuro sotto il nome di “millenarismo”, [Cf Congregazione per la Dottrina della Fede, Decreto del 19 luglio 1944, De Millenarismo: Denz. -Schönm. , 3839] soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato “intrinsecamente perverso” [Cf Pio XI, Lett. enc. Divini Redemptoris, che condanna il “falso misticismo” di questa “contraffazione della redenzione degli umili”; Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 20-21.]”

In questo articolo del Catechismo si espongono due aspetti sul millenarismo:

1°) Si respinge il millenarismo definito come la presenza visibile di Cristo regnando nella terra dopo della sua Parusia, facendosi riferimento al decreto disciplinare che abbiamo commentato nel punto anteriore.

2°) Si respinge anche la "falsificazione del Regno futuro" prodotta per speranze messianiche portate a compimento nella storia, specialmente sotto la forma di "messianismi secolarizzati." Cioè, si obiettano soprattutto le posizioni che propugnano la possibile esistenza nel mondo di una specie di Regno di Dio raggiunto per lo sforzo dell'uomo, sopratutto quando si presenta questo "Regno messianico" dall'ottica di religioni falsificate, alla maniera di quella che proporrà alla fine dei tempi l'impostura dell'Anticristo.

Rimangono di questa maniera assolutamente chiari gli aspetti del cosidetto "millenarismo" che la Chiesa respinge e condanna, ma che in assoluto scartano la possibile esistenza di un Regno terreno o milleniale di Cristo sulla terra che nella sua dottrina non cada in questi errori, che è quello che abbiamo proposto con fermi fondamenti durante la presente opera.

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