Il Regno Di Dio Si Instaura Con La Seconda Venuta Di Gesù

Per il fedele cattolico il tema del "fine" dei tempi o "fine" del mondo, poiché generalmente non si distingue tra questi eventi differenti, è qualcosa di quello che poco e niente si parla, e quando si menziona appare sempre un'ombra di timore davanti alle caratteristiche catastrofiche di distruzione e morte con le quali normalmente si dipinge questi avvenimenti.
Ma ogni volta sorgono con più forza nuove domande, specialmente motivate per la gran quantità di apparizioni della Vergine María, molte accompagnate da messaggi che annunciano che la Seconda Venuta di Gesù Cristo sia molto vicina, che tutto sommato rinnova il desiderio di cercare di capire più chiaramente quello che verrà, magari in un futuro che sembra già sempre più prossimo.
La dottrina cattolica tradizionale poco spiega su quello che succederà con la Parusía del Signore, e per questa ragione vediamo che molti fedeli cominciano a cercare risposte in altre correnti cristiane e pseudo cristiane, entrando in una confusione dottrinale che, a volte, fa che per distinti motivi lascino la sua Chiesa, integrandosi all'espressione religiosa che gli dà risposte più convincenti. Questo libro di Gianfranco Benedetto cerca di apportare nuova luce, da un'ottica eminentemente cattolica, sugli avvenimenti che segneranno il fine dell'attuale epoca storica, e, per soprattutto, cerca di risvegliare la speranza basata in in fatto concreto: l'attesa di un mondo migliore in tutti i sensi non è un'utopia irreale, bensì una realtà risplendente per ogni cristiano.


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Indice dei Capitoli

Capitolo 1: Gli Avvenimenti Precursori Della Seconda Venuta Di Gesù
Capitolo 2: Il Tempo Dell'Avvertenza Della Misericordia Di Dio
Capitolo 3: Il Giudizio Di Dio Ai Santi
Capitolo 4: La Materia Del Giudizio Di Dio Ai Santi
Capitolo 5: Il Giudizio Di Dio Nella Terra Al Resto Dei'Uomini
Capitolo 6: La Parusía Del Signore
Capitolo 7: L'Instaurazione Del Regno Di Dio
Capitolo 8: Il Giudizio Finale Ed Il Regno Di Dio Eterno
Capitolo 9: Il Compimento Delle Profezie Messianiche
Capitolo 10: I Dogmi Di Fede Cattolica Sulla Seconda Venuta Di Gesucristo
Epìlogo


Pròlogo

Che cosa rappresenta oggi per il cattolico, in questi principi del Secolo XXI, l'idea della seconda Venuta di Gesù Cristo alla terra?

Se facciamo questa domanda a fedeli cattolici comuni, ascolteremo varie risposte, ma la conclusione generale su esse sarà molto semplice e chiara: dicono poco e niente. È un tema del quale quasi non si parla, né nella catechesi tradizionale, né nei sermoni domenicali, né nell'insegnamento che si dà agli adulti nei diversi nuovi Movimenti della Chiesa.

Tuttavia, il fedele cattolico si trova circondato di persone che appartengono ad altre religioni cristiane o pseudo cristiane, come i Pentecostali nelle sue innumerabili denominazioni, gli Avventisti del Settimo Giorno, i Testimoni di Geova, ed altre sette diverse che sviluppano aggressive ed organizzate campagne di "evangelizzazione", o per meglio dire di “cattura” di nuovi membri, cercando specialmente pescare non nel mare aperto popolato di increduli ed atei, bensì piuttosto nell'acquario del cristianesimo in generale, e della chiesa cattolica in particolare.

La sua esca principale è costituita per le diverse dottrine rispetto a quello che succederà nel "fine" del mondo, che in un modo o nell'altro tutte queste denominazioni religiose considerano più o meno vicino. Il cattolico con una fede elementare, con poca crescita spirituale, con una dottrina ricevuta in qualche catechesi più o meno generale, e che ha appuntato con pochi spilli, passa così ad essere una preda relativamente facile davanti alla preparazione e convinzione con le quali è abbordato dai membri di questi vari gruppi religiosi.

Da una parte appaiono le immagini minacciose, che producono apprensione e paura, delle terribili catastrofi che succederanno nel fine del mondo, che precederanno la Seconda Venuta di Cristo, e d'altra parte offrono parallelamente dottrine che tranquillizzano, come il "rapimento della vera Chiesa", che normalmente è la denominazione religiosa che sta facendo conoscere il suo messaggio, con la salvazione dei eletti che saranno preservati di tutti gli avvenimenti di distruzione e dolore, che solamente rimarranno riservati per gli infedeli che non accettino il messaggio e dottrina di tale o quale fondatore visionario della chiesa in questione.

Questo panorama è ovviamente moltissimo più complesso ed ampio di questa sintesi, ma ella riflette, benché magari di un modo stereotipato, le realtà che affronta il fedele cattolico sommesso al bombardamento che gli casca sopra proveniente da distinte forme di comunicazione, partendo dall'abordamiento orale, "persona a persona", suonando i campanelli della casa o attraverso familiari, amicizie o colleghi, passando per una gran profusione di opuscoli, libri e videi, fino alla presenza nei diversi mezzi di comunicazione, come la televisione o internet.

Ma non dobbiamo parlare solo di quelli che potremmo denominare "cristiani con rischio", come chiama il Papa Giovanni Paolo II nella sua Lettera Apostolica "Novo millenio ineunte", N°34, al comune dei cristiani che si accontenta con una fede e preghiera superficiale, incapace di riempire la sua vita, per cui corre costantemente "il rischio insidioso che la sua fede si debiliti progressivamente, magari finendo per cedere alla seduzione dei surrogati, accogliendo proposte religiose alternative”.

Anche per i cristiani più maturi, di fede più ferma, sorgono oggi molte domande e questioni, per le quali non trovano maggiori risposte nella pratica. Il caso più palpabile lo presentano le innumerevoli apparizioni e rivelazioni Mariane, che stanno proliferando in maniera straordinaria, specialmente nell'ultimo secolo trascorso, ovviamente soltanto considerando quelle che sono state più seriamente studiate e documentate per la Chiesa.

In esse appaiono, come un "leit motiv" praticamente costante, i riferimenti ai tempi del fine, alla Seconda Venuta di Gesù Cristo o "Parusía", al Giudizio di Dio, ed ad una Chiesa che, dopo di grandi persecuzioni e tribolazioni, sopportando una gran apostasìa nel suo seno, apparirà vincitrice, pura e santa, risaltando di diverse maniere l'intervento della Vergine María come "precorritrice" di questa seconda Venuta di suo Figlio Gesù Cristo alla terra.

Allora, all'improvviso, la Chiesa cattolica affronta il fatto reale che coi suoi dogmi di fede e dottrina escatologica tradizionale, le risulta difficile d’incastrare queste rivelazioni private nei suoi schemi accettati e stabiliti.

Nel mio caso particolare mi trovai un giorno di fronte a questo problema. Dopo più di quindici anni di impegno nella formazione spirituale avanzata di laici adulti, nell'ambito del Rinnovamento Carismatico Cattolico dell'Argentina, mi internai sempre di più nella devozione mariana, riconoscendola come il cammino necessario a percorrere per ogni cattolico che cerca la crescita nella sua vita spirituale, tanto per viverla come per insegnare altrui.

Così, tra molte cose, mi informai sul fatto appassionante delle apparizioni della Vergine María e le sue rivelazioni, e fui particolarmente attratto per il fenomeno che si conosce come "Movimento Sacerdotale Mariano", nato attraverso i messaggi della Vergine Santissima al Padre Stefano Gobbi.

Meditando sul contenuto di quelli messaggi apparve all'improvviso davanti a me un nuovo scenario per la mia vita spirituale, consistente nella seconda Venuta del Signore e l'era di pace, giustizia e santità che la succederà, con una speciale effusione dello Spirito Santo denominata "la Seconda Pentecoste."

Come quasi nessuno di tutti questi elementi incastrava nella mia conoscenza dottrinale sul tema degli ultimi tempi, mi dedicai affannosamente a cercare e studiare tutto quello che potei trovare relativo all'escatologia cattolica, così che inevitabilmente sboccai nello studio del Libro dell'Apocalisse.

In quest’epoca mi trovavo già per dieci anni lavorando con una nuova esperienza spirituale in gruppi di preghiere, che cercava di inserire il gran impulso dello Spirito Santo che offre la "esperienza" dello Spirito conosciuta nella maggioranza dei nuovi Movimenti nella Chiesa dopo il Concilio Vaticano II, nel percorso tradizionale della crescita spirituale che sviluppa la Teologia Ascetica e Mistica.

Approfittiamo a questo punto per ricordare che questa esperienza originò cinque anni fa quello che abbiamo denominato “Scuola di Preghiera e Crescita Spirituale", al cui Sito può accedersi da qui: www.it.contempladores.com.ar.

Fino a quest’epoca della mia vita spirituale non mi avevo interessato maggiormente sull'ultimo Libro del Bibbia, ma allora si svegliò in me la sete per conoscerlo. Mi immersi nella sua lettura, accompagnata per lo studio e la consultazione di vari autori cattolici sul argomento, benché continuavo senza riuscire a trovare le risposte che cercavo in relazione alle assilanti questioni che mi apparivano derivate dal tema delle apparizioni Mariane ed i suoi messaggi e rivelazioni.

Cominciai anche a leggere studi sull'Apocalisse di autori cristiani non cattolici, ma mi apparivano molti concetti che si allontanavano dalla mia formazione cattolica, oltre agli attacchi alla mia Chiesa che trovavo, più o meno espliciti, e per questa ragione non mi interessò seguire per quella via.

Finalmente sboccai nell'unica uscita chiara che incontrai: mettermi personalmente a studiare il tema dell'escatologia, partendo in primo luogo dell'Apocalisse, ma anche fermandomi in tutta la rivelazione sul fine dei tempi del Nuovo Testamento, quello che mi portò anche, come era di sperare, allo studio delle profezie messianiche dell'Antico Testamento.

Sono stati nove anni di intenso lavoro, dentro le mie possibilità di tempo che sono quelle di un laico che ha famiglia ed un lavoro per mantenerla, dove fui studiando, meditando, scrivendo ed anche pregando, quello che poco a poco mi permetteva di avanzare con distinte "idee" e "conclusioni" che continuavano a "sorgere", che furono a sua volta maturando col tempo, con una metodologia che spiego con più dettaglio nell'Introduzione di questo libro.

Questo lavoro non è finito, né credo che possa finirlo prima di culminare la mia vita, ma sentii che era arrivato il momento di farlo conoscere nello stato in cui si trova attualmente, a partire di un Sito Web. Seguiranno più avanti successivi aggiornamenti, emendamenti e cambiamenti, approfittando della duttilità degli attuali mezzi informatici.

Spero che lo Spirito Santo ispiri i lettori che arrivino a questo libro affinché approfittino di tutto quello che può avere di ispirato, e sappiano rifiutare quello che è puramente umano, e, pertanto, sicuramente lontano della Verità.

Le persone di fede cristiana necessitano oggi più che mai depositare la sua fiducia e speranza nel Signore Gesù Cristo che tornerà al mondo per instaurare il suo glorioso Regno di amore, di giustizia, di pace e di santità. Si comincia a prendere sempre di più coscienza della pesante eredità che è stata trasmessa alla teologia cattolica per Sant’Agostino, più di 16 secoli fa.

Quando il santo Dottore, nella sua sana intenzione di screditare al millenarismo crasso che promulgava che dopo la Parusía i santi risuscitati avrebbero nella terra un millennio di piaceri carnali di ogni tipo, per "compensare" le sofferenze e tribolazioni passate in questo mondo, elimina di schianto l'interpretazione letterale del passo di Apocalisse 20,1-6, definendo che il millennio in realtà comincia con l'incarnazione di Gesù Cristo ed ha il suo termine col fine del mondo, e senza cercarlo elimina anche la gioiosa speranza cristiana che fino a lì aveva imperato nella Chiesa, in quanto all'attesa ansiosa del Regno di pace, giustizia ed amore che porterebbe il Signore alla terra come conseguenza della sua Seconda Venuta, terminando con l'attuale era di peccato generalizzato.

Così rimarranno solo in piedi la paura e l'angoscia per il "fine" del mondo, per le catastrofi, cataclismi e morte di tutta l'umanità, generando una visione di un Dio che punirà all'umanità intera, soffrendo lo stesso destino giusti e peccatori. Ovviamente esistirà in realtà la consolazione per quelli che raggiungano la Salvazione, sapendo che resusciteranno ad un'eterna vita di beatitudine nel cielo, ma questa visione è un tanto estranea all'esperienza dell'uomo comune.

Quando tutto quello che è attorno di noi ci mostra che il mondo e sempre peggiore, quando i tempi affinché il peccato si impadronisca in percentuali crescenti dell'umanità sono sempre più brevi, quando uno non ha finito di meravigliarsi per la crescita dell'impurità e l'immoralità, della violenza e dell'ingiustizia, dello sfruttamento dei poveri e diseredati, della corruzione in tutti i livelli della società, e della manipolazione quasi totale dell'informazione con fini disonesti, arrivando a profondità che pochi anni fa sembravano impossibili da raggiungere, appaiono già nuovi segni che presagiscono cose ancora più terribili; e, soprattutto, quando la persona di fede guarda intorno di lei e praticamente la unica cosa che vede è una dimenticanza quasi radicale di Dio e della sana dottrina evangelica, allora appare con una necessità assoluta il potere alimentare la speranza che gli afferma che un mondo migliore che l'attuale è possibile.

Questa speranza comprende che questo mondo migliore non sarà raggiunto per lo sforzo umano, che la unica cosa che otterà il uomo por sè sarà la degradazione morale e la distruzione della terra che Dio gli ha dato in eredità, ma che sarà Gesù Cristo stesso che interverrà per torcere questa storia umana che solamente può sboccare nei peggiori abissi che hanno preparato Satana e la sua corte di demoni.

È necessario oggi, più che in altre epoche, parlare, insegnare, predicare e gridare a grande voce, se fosse necessario, le verità di Dio sui tempi del fine di questa età presente, di questa "età malvaggia” (Galati 1,3-5), per alimentare la speranza di quelli che ne hanno bisogno per continuare ad avanzare nelle sue convinzioni cristiane, a dispetto di tutto ed a tutti, sapendo che non è in vano, e che santificandosi essi ed aiutando a santificarsi ad altri, non soltanto aspetteranno in pace il ritorno di Cristo nella sua Parusía, ma "affretteranno la venuta del Giorno di Dio", (2 Pietro 3,12), essendo strumenti affinché arrivi più presto possibile l'instaurazione del Regno glorioso di Cristo in questo mondo.

Che la Vergine María Santissima, "Madre del Secondo Avvento", guidi i passi di quelli che con cuore aperto e sincero, sentono il desiderio di trovare le risposte che lo Spirito vuole dare nella nostra epoca alle questioni che sorgono ovunque sulla seconda Venuta del Signore, affinché tutti i cristiani di buona volontà sappiamo prepararci adeguatamente per questo magno avvenimento, tanto se succedesse durante la nostra vita terrena o dopo la nostra partita del mondo.




Gianfranco Benedetto

Buenos Aires – Argentina

Ottobre 2010



[ Sopra ]

Introduzione

A) Schema del libro.

Quando si vuole scrivere su un tema come l'instaurazione del Regno di Dio per Gesù Cristo nella sua seconda Venuta alla terra, nella prima cosa in che si imbatte è con l'ampiezza e complessità degli argomenti a trattare, difficoltà che inoltre aumenta quando si considera che si sta lavorando su eventi che ancora non succederono, che appartengono al futuro, e sui quali non possediamo nessuna certezza constatabile, essendo la Parola di Dio l'unica base sulla quale possiamo costruire, in quanto rivelazione profetica di quello che un giorno succederà per volontà del Creatore.

Dato che tutto il Bibbia contiene, di una maniera o di un'altra, rivelazione profetica, dal Genesi, nelle parole di Yahveh al serpente ed Eva ed Adamo, conosciute come "il protoevangelio", fino all'ultimo Libro del Nuovo Testamento, la profezia per eccellenza, l'Apocalisse di Giovanni, è necessario riferirsi ad un'enorme quantità di passi biblici.

Per questi motivi, in un primo schema questo libro comprendeva una Prima Parte, denominata "Il Regno di Dio si rivela nell'Antico Testamento" che ora si trova incorporata nel capitolo 9, ed una Seconda Parte, il cui titolo era "Il Regno di Dio si avvicina con la prima Venuta di Cristo", e che conteneva due capitoli, il primo studiando la predicazione iniziale di Gesù Cristo composta per le Beatitudini ed il Discorso della Montagna, ed il secondo riferito alla rivelazione di Gesù sul Regno di Dio per mezzo delle parabole.

In ragione all'estensione di questa Seconda Parte, e per centrare più il libro in forma esclusiva sulla seconda Venuta del Signore e l'instaurazione del Regno di Dio, questi scritti si presentano in un'altra sezione della Pagina, come articoli indipendenti, benché ovviamente siano molto importanti per la migliore comprensione di questo studio.

Nell'organizzazione del libro abbiamo deciso di seguire un ordine dei capitoli basato nella cronologia che presenta il Libro dell'Apocalisse, la cui struttura secondo il nostro criterio la troviamo sviluppata e spiegata nell'articolo compreso in questo Sito con il titolo "Libro dell'Apocalisse: nuovo contributo per la sua interpretazione."

Come si dettaglia in questo scritto, consideriamo che il filo conduttore degli avvenimenti narrati nelle visioni dell'Apocalisse si trova negli eventi che trascorrono nel cielo, poiché sono Dio Padre e suo Figlio, l'Agnello, chi detengono la sovranità sulla storia dell'umanità.

Di questa maniera nel Capitolo 1 si analizzano le visioni del trono di Dio e la corte celestiale, fino al momento in che Dio Padre prende la decisione di iniziare gli avvenimenti che sboccheranno nel "Giorno del Signore" e la Parusía del Figlio dell'uomo, con la visione dell'apertura dei sette sigilli del rotolo che si trova nella mano di Dio.

Liberata l'azione degli strumenti divini per i tempi escatologici, analizziamo quali saranno nella terra i segni indicativi della vicinanza della Parusía, quelli che gli uomini di fede potranno discernere per cominciare a prepararsi per questo magno avvenimento della storia dell'umanità.

Il Capitolo 2 esamina il periodo di tempo che abbiamo denominato "Il tempo dell'avvertenza della misericordia di Dio", che corrisponde agli avvenimenti scatenati nel mondo per gli angeli che suoneranno le sette trombe di Dio.

Ci troviamo di fronte al panorama dell'umanità nei tempi vicini alla Parusía, con la spaventosa realtà di un mondo materialista che idolatra le creazioni e la scienza umane, e che è fortemente scristianizzato, simbolizzato per una metropoli dominante, la "Gran Babilonia", influenzata per un spirito pseudo-religioso personificato nella "Gran Meretrice", strumento docile nelle mani di Satana, il padrone del mondo, il cui unico obiettivo è allontanare totalmente da Dio agli uomini, come egli e la sua corte di demoni, angeli caduti, sono irrevocabilmente separati del suo Creatore.

Per riuscire il compimento di questo obiettivo, il diavolo deve ottenere, attraverso i suoi seguaci che assecondano la sua azione nel mondo, la distruzione dei cristiani, cioè, l'eliminazione della Chiesa, che costituita per un piccolo “resto” fedele a Cristo ed il suo vero Vangelo, continua a resistere in mezzo ad un'umanità lontana di Dio ed ostile in molti casi verso il cristiano che difende la sua fede.

Questo periodo della storia umana finirà con la distruzione della Gran Babilonia in mano dei suoi antichi alleati, tra i quali sorgerà chi erediterà il potere nel mondo: l'Anticristo, il falso Cristo che farà credere alla maggior parte degli abitanti della terra che egli è il vero Gesù Cristo che è ritornato al mondo nella sua Parusía tanto attesa.

Con l'Anticristo ed il falso Profeta che l'asseconda situati nella sommità del suo potere, e, per tanto, con Satana trasformato finalmente nel padrone totale del mondo, finisce questo periodo, dando luogo alla venuta del Giudizio di Dio, nel cosidetto “Giorno dell'ira di Dio".

Il Capitolo 3 sviluppa il giudizio di Dio ai "santi", esponendo inizialmente il senso di questo Giudizio, tanto per i santi che vivano al momento della Parusía, come di quelli che siano già morti. In primo luogo abbordiamo un tema che, da una parte ha un sviluppo ed una diffusione molto grande in praticamente la maggioranza delle denominazioni religiose cristiane, e che, d'altra parte, è quasi "tabù" nella dottrina cattolica: il "rapimento" dei santi all'incontro con Gesù nell’aria prima della sua manifestazione visibile a tutta la terra.

Benché questo fatto si basi chiaramente nel passo della Prima Lettera di San Paolo ai Tessalonicesi, Capitolo 4,15-18, si trova una gran quantità di riferimenti biblici rispetto alla realtà di questo evento, che analizziamo con molta profondità, e specialmente lo facciamo con un elemento che è fondamentale e che normalmente è abbastanza trascurato: quale è il destino finale di questi rapiti, argomento che, in definitiva, spiega la ragione per la quale si produce questo avvenimento.

Sorge qui il fondamento che si trova nella Scrittura d’un altro evento sul quale oggi si parla molto, specialmente in ambiti cattolici: la manifestazione di una "Seconda Pentecoste", cioè, di un'effusione dello Spirito Santo tanto straordinaria come quella che originò la Chiesa, dopo l'Ascensione gloriosa del Signore al cielo.

In questo stesso contesto si studia anche un altro tema controverso in certi circoli cattolici: la resurrezione dei santi come una resurrezione prima dell'Universale. Il capitolo include un studio particolareggiato di quello che San Paolo denomina "trasformazione", nel suo conosciuto testo della Prima Lettera ai Corinzi 15,51: "non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati", applicabile al tempo della Parusía di Cristo e complementare con la rivelazione del "rapimento" degli eletti.

Terminiamo con la descrizione ed analisi del senso d’un altro magno evento, conosciuto come "le Nozze dell'Agnello con la Chiesa", che si localizza in questo periodo del "Giorno di Dio" che studiamo nel capitolo che si sta considerando.

Nel Capitolo seguente, il N° 4, si sviluppa il complemento dal capitolo anteriore, in quanto allo studio della materia del Giudizio di Dio dei santi vivi attraverso Gesù Cristo, chi verrà nuovamente alla terra "per giudicare ai vivi ed i morti."

Per ciò si studieranno le parabole escatologiche di Gesù, in primo luogo, e dopo le Lettere alle Sette Chiese dell'Apocalisse. Già questo Capitolo comincia ad apportare molta luce sull'aspetto centrale che pretendiamo di chiarificare in questo libro, da una prospettiva eminentemente cattolica: l'instaurazione del Regno Terreno di Dio, oltre al Regno Celestiale.

Questa è la tesi principale che sviluppiamo e sostentiamo, con aspetti innovativi che non erano stati definiti fino ad ora nella dottrina cattolica, almeno in forma più o meno esplicita e con un appoggio esegetico di base completamente cattolica, d’accordo a tutti i nostri dogmi di fede.

Sono sicuro che molti, leggendo queste affermazioni, immediatamente penseranno: "Ah, qui appare un altro millenarista che vuole difendere questa sbagliata dottrina!". Se questo fosse il caso, invito ai lettori a proseguire, affinché almeno si rendano conto, benché finalmente non la condividano, che si tratta di una posizione dottrinale seria, sviluppata con molti elementi, in base a dogmi e dottrine cattoliche accettate, e che può apportare luce in vari aspetti relativi agli eventi degli ultimi tempi ed ai segni che si stanno percependo attualmente nel mondo, specialmente con riferimento alle apparizioni Mariane ed i suoi messaggi.

Seguiamo col Capitolo N° 5, studiando gli eventi che si producono come conseguenza del Giudizio di Dio sui vivi che rimangono nella terra, che non fanno parte del gruppo dei santi "rapiti", e che nell'Apocalisse comprende il settenario delle Coppe con le piaghe che i sette angeli di Dio verseranno sul mondo.

Si esamina lì la situazione nella terra dopo il periodo dell'avvertenza, dove fu distrutto l'impero della Gran Babilonia, e l'Anticristo prende la potestà assoluta del mondo, con la spaventosa realtà dell'apparente trionfo totale di Satana, benché in realtà comincerà la sua sconfitta finale.

L'ultima coppa che rovesceranno gli angeli segnerà il fine del Giudizio di Dio sui vivi, e culminerà con la manifestazione gloriosa e visibile di Gesù Cristo al mondo, conosciuta come la "Parusía" o seconda Venuta del Signore, che si presenta nel Capitolo N°6. Si analizzano dettagliatamente gli eventi che accompagnano questo straordinario evento, cominciando per le caratteristiche che possiederà questa manifestazione, passando per l'accompagnamento che avrà Gesù nei suoi santi, fino alla sconfitta finale dell'Anticristo ed i suoi seguaci.

Di seguito, il Capitolo 7 tratta circa il tema più importante del libro, poiché si riferisce all'instaurazione del Regno di Dio, tanto nella sua fase terrena come nella celestiale; è per questo motivo che qui troviamo il capitolo più esteso dell'opera, dato che risulta veramente cruciale l'adeguata esposizione dottrinale, affinché la sua comprensione sia chiara e non lasci dubbi o punti di oscura interpretazione.

Si esaminano successivamente i seguenti argomenti: la differenziazione chiara tra la Gerusalemme celestiale e la Gerusalemme terrena, come immagini della Chiesa, nel passaggio di Apocalisse 21,1 fino a 22,5; la rivelazione biblica sull'esistenza di una nuova età terrena ("eone") dopo la Parusía, e come sarà instaurato nella pratica il Regno di Dio terreno, con il ruolo fondamentale dei santi "rapiti" che ritornano accompagnando Cristo nella sua seconda Venuta, nel governo del Regno mileniale esercitato dalla Chiesa purificata e santificata.

Finisce questo capitolo fondamentale con una spiegazione particolareggiata e con fondamenti dottrinali nettamente cattolici sul senso e la convenienza del Regno di Dio terreno, in relazione col grado di gloria eterna di tutti quanti si salveranno lungo la sua durata, e dell'importante ruolo del popolo ebreo convertito, secondo la conosciuta esposizione di San Paolo nel Capitolo 11 della Lettera ai Romani.

Segue il Capitolo 8, dove si sviluppano molti aspetti relazionati con la vita nel Regno di Dio terreno, e del destino di coloro che muoiono nel suo decorso, e degli avvenimenti che porteranno al fine della storia umana, con la realizzazione del Giudizio Finale Universale e la discesa della Nuova Gerusalemme Celestiale, affinché finalmente "Dio sia tutto in tutti" (1 Corinzi 15,28).

Il seguente capitolo del libro presenta un'analisi del compimento delle profezie dell'Antico Testamento in riguardo ai tempi messianici, e lo stabilimento del Regno del Messia, alla luce dello sviluppo effettuato nel libro, e prendendo anche in considerazione nuovi principi di interpretazione basati nella dottrina del "tipo" ed il "antitipo." Si danno anche i fondamenti biblici che diedero origine al concetto del "Regno di Dio" nell'Antico Testamento.

L'ultimo capitolo, per completare il panorama dell'argomento del libro, presenta i dogmi di fede cattolici sul tema della seconda Venuta di Gesù Cristo, la resurrezione dei morti ed il Giudizio Finale, e si contrasta la sua dottrina con quello che si è sviluppato in questo studio, verificandosi che si rispettano assolutamente tutti gli aspetti della nostra fede cattolica.

Chiude il libro un Epilogo che cerca, a modo di sintesi, di abbracciare con un sguardo più elevato l'insieme di quello che si è esposto durante il libro in forma particolareggiata, per assicurarci che per guardare l'albero non smettiamo di vedere il bosco. In questa ultima parte esponiamo le grande idee direttrici che guidarono questo lavoro, oltre alcune conclusioni generali riferite all'insieme dottrinale presentato.

Speriamo che l'esposizione che facciamo, organizzata della maniera che abbiamo descritto, sia comprensibile e sufficientemente agile nella sua lettura, benché necessariamente appaiano ripetizioni di certi passi in capitoli distinti, poiché in essi si analizzano i suoi elementi da angoli od obiettivi diversi, secondo l’argomento che si tratta in forma preponderante in ogni segmento del libro.

B) Metodologia utilizzata in questo studio.

Mi interessa chiarire come fu scritto questo libro, cercando che quelli che lo leggano sappiano in che maniera sono apparsi i distinti concetti ed interpretazioni dalla Scrittura che lo compongono.

In primo luogo voglio lasciare chiarito che non sono un teologo, nel senso di possedere studi sistematici ed un titolo in questa specialità, e, pertanto, neanche sono un esegeta, con la portata abituale che è data a questo termine, come quella persona che è dedivata allo studio ed interpretazione della Scrittura come occupazione abituale, utilizzando i moderni attrezzi di questa scienza (analisi storico-letteraria, studi linguistici, religioni comparate, etc.)

La mia formazione in teologia non è stata sistematica, ma per interesse proprio, e per dovere sviluppare un ministero, come laico, addetto dell'insegnamento e formazione spirituale di adulti cattolici in gruppi di preghiera, ho fatto corsi e seminari vari, in relazione con diversi temi dottrinali cattolici, benché l’aiuto principale sia stato la lettura e studio di libri di Teologia Dogmatica e di Teologia Ascetica e Mistica, oltre ad opere di autori classici su spiritualità cattolica.

Come parallelamente, durante gli ultimi venti anni, ho lavorato nella formazione spirituale avanzata di laici adulti, in un progetto che crebbe finchè sboccò nell'attuale “Scuola di Preghiera e Crescita Spirituale", (vedere il suo Sito Web: www.it.contempladores.com.ar), dove siamo arrivati all'esperienza della contemplazione infusa, io stesso ho vissuto, almeno nei suoi stadi iniziali, questo processo di trasformazione interna.

Scoprii allora quello che significa l'azione dei sette doni dello Spirito Santo sull'intelligenza e volontà umane, e come si va a poco a poco eliminando il ragionamento discorsivo naturale dell'intendimento dell'uomo, essendo rimpiazzato per la luce intuitiva che danno i doni "intellettuali" (intelletto, sapienza, scienza e consiglio), nella chiamata "contemplazione infusa", che è necessario chiarire che, sebbene è un'esperienza nella preghiera, dopo si trasforma in un'azione che impregna in altri momenti le azioni della meditazione, specialmente quando si riferisce alla Parola di Dio.

Credo che potrebbe denominarsi "lettura spirituale" della Scrittura, quello che significa stare leggendo sotto la grazia dello Spirito Santo, che produce la visione intuitiva della virtù della fede e, per ende, la conoscenza delle verità divine. Sotto questo processo di "lettura spirituale" ho continuato a studiare e scrivere il contenuto di questo libro, oltre a molti altri compiti simili che ho affrontato su altri temi.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica di 1992 spiega con chiarezza come nella vita della Chiesa continua a crescere l'intelligenza della fede, partendo da quello che definisce la Costituzione dogmatico "Dei Verbum":

94 “Grazie all'assistenza dello Spirito Santo, l'intelligenza tanto delle realtà quanto delle parole del deposito della fede può progredire nella vita della Chiesa:
- Con la riflessione e lo studio dei credenti, i quali le meditano in cuor loro”; [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 8] in particolare “la ricerca teologica... prosegue nella conoscenza profonda della verità rivelata” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 62; cf 44; Id., Dei Verbum, 23; 24; Id., Unitatis redintegratio, 4].
- Con la profonda intelligenza che” i credenti “provano delle cose spirituali”; [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 8] “Divina eloquia cum legente crescunt - le parole divine crescono insieme con chi le legge” [San Gregorio Magno, Homilia in Ezechielem, 1, 7, 8: PL 76, 843D].
- Con la predicazione di coloro i quali, con la successione episcopale, hanno ricevuto un carisma certo di verità” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 8].”

Pertanto è necessaria l'applicazione di questi tre principi per l'adeguata comprensione delle verità della fede: lo studio delle scritture appoggiato nella teologia cattolica sviluppata, la comprensione delle parole divine per l’esperienza interna risultato della "lettura spirituale", e l'accettazione dei dogmi proclamati per il Magistero della Chiesa, e precisamente tutto questo è quello che ho cercato di portare a termine in questo studio.

Significa questo così spiegato che tutto quello scritto è stato inspirato per lo Spirito Santo? In nessun modo, poiché l'azione dei doni dello Spirito Santo, in coloro che non sono arrivati ad una contemplazione avanzata fino ai gradi di unione con Dio più profonda, come è nel mio caso, che appena mi trovo nelle prime tappe di questa sperienza, si manifesta in forma intermittente, in forma parallela al ragionamento naturale, per quello che inevitabilmente si mischiano entrambe le cose, e, diremmo, l'azione dello Spirito Santo si "contamina" permanentemente col ragionamento proprio dell'individuo, a partire dal quale appaiono errori e concetti umani che finiscono per confondersi con le mozioni raccolte per i doni.

Per quel motivo il risultato è un miscuglio che deve essere discernito, usandosi solamente quello che risulti essere vero, e rifiutando e rimpiazzando quello che provenga nient'altro che del ragionamento umano, influenzato senza dubbio per le idee esterne, quelle del mondo. Pertanto bisogna avere chiara la portata di quello che si sviluppa in questo studio, il cui obiettivo, come già esposi nel Prologo, è che quello che ci sia di ispirato in lui serva da base per ulteriori studi e sviluppi per coloro che si dedicono a queste attività con maggiore capacità che la mia.

Ovviamente preparando questo lavoro ho anche letto e consultato una buona quantità di letteratura disponibile sul tema, cioè, non si è rifiutato niente di quello che esiste, specialmente dei autori più riconosciuti in lingua spagnola ed italiana, utilizzando i concetti che hanno rilevanza in quanto alla dottrina che ho sviluppato. Al riguardo voglio precisamente riferirmi ai metodi "moderni" della teologia, della critica scritturistica attuale, che esamina a fondo lo storicismo dei passi biblici, realizza l'analisi letterario particolareggiato dei testi, studia la linguistica ed utilizza altri attrezzi esegetici disponibili in questi tempi.

Di tutto questo sorgono a volte conclusioni che, almeno per me, provocano solo confusioni ed errori, almeno quando trascendono gli ambiti puramente accademici, come quando si dice che tale o quale evangelista prese quello che scrisse da determinate fonti della sua epoca, o che un passaggio integro dei vangeli non riflette parole o fatti veri di Gesù, ma è qualcosa aggiunto da chi scrisse il testo, con alcuna intenzione teologica o pastorale propria.

All'improvviso il cristiano comune affronta queste cose, che lo riempiono di dubbi ed interroganti: saranno queste parole di Gesù o sono state inventate da cui scrisse il Vangelo per riflettere le sue idee personali o quelle della sua comunità? Fino a dove devo credere che quella scritta nellla Bibbia è “Parola di Dio”, e non semplicemente parole di uomini interessati in trasmettere la sua versione?

Leggendo i Vangeli con queste idee presenti nella mente, si perde il godimento di vivere quello che ha detto ed insegnato il Signore, e quando uno interpreta qualcosa relativa ad un passo biblico, non sa realmente se corrisponde a quello che Gesù pensava o diceva, o si riferisce ad una cosa aggiunta per qualcuno altrui a Gesù.

Io, personalmente, continuo a credere che bisogna leggere tutta la Bibbia come Parola di Dio, avendo chiaro che è lo Spirito Santo che ha ispirato gli autori sacri, benché in essa non troviamo versioni stenografiche o magnetofoniche delle parole versate per Yahveh ai profeti nell'Antico Testamento, o per Gesù ai suoi apostoli e discepoli nel Nuovo. Senza dubbio gli attrezzi esegetici moderni sono utili, ma per sè stessi non possono riflettere più che in maniera incompleta e parziale quello che Dio ha voluto rivelare.

Come sintesi di quello espressato, voglio riferirmi a quello che su questo tema ha manifestato qualcuno con moltissima più autorità e conoscenza che io, niente meno che il Predicatore del Papa, il Padre Raniero Cantalamessa. In opportunità della quaresima del 2007, il P. Cantalamessa, nella sua predicazione davanti al Papa Benedetto XVI e la Curia, il 23 marzo di quell'anno, espresse i seguenti concetti, come introduzione al tema delle Beatitudini:

“La ricerca sul Gesú storico, oggi tanto in auge - sia quella fatta da studiosi credenti che quella radicale dei non credenti – nasconde un grave pericolo: quello di indurre a credere che solo ciò che, per questa nuova via, si potrà far risalire al Gesú terreno sia “autentico”, mentre tutto il resto sarebbe non-storico e quindi non “autentico”. Questo significherebbe limitare indebitamente alla sola storia i mezzi che Dio ha a disposizione per rivelarsi. Significherebbe abbandonare tacitamente la verità di fede dell’ispirazione biblica e quindi il carattere rivelato delle Scritture.
Pare che questa esigenza di non limitare alla sola storia la ricerca sul Nuovo Testamento, cominci a farsi strada tra diversi studiosi della Bibbia. Nel 2005 si è tenuto a Roma, presso l’Istituto Biblico, una consultazione su “Critica canonica e interpretazione teologica” (“Canon Criticism and Theological Interpretation”), con la partecipazione di eminenti studiosi del Nuovo Testamento. Essa aveva lo scopo di promuovere questo aspetto della ricerca biblica che tiene conto della dimensione canonica delle Scritture, integrando la ricerca storica con la dimensione teologica.
Da tutto ciò deduciamo che “parola di Dio”, e quindi normativo per il credente, non è l’ipotetico ”nucleo originario” variamente ricostruito dagli storici, ma quello che è scritto nei vangeli. Il risultato delle ricerche storiche va tenuto in grandissimo conto perché è esso che deve guidare alla comprensione anche degli sviluppi posteriori della tradizione, ma l’esclamazione “Parola di Dio!” continueremo a pronunciarla al termine della lettura del testo evangelico, non al termine della lettura dell’ultimo libro sul Gesú storico.”

Aderisco completamente a quell'espresso per il Predicatore della Casa Pontificia, che ci ricorda nuovamente che è lo Spirito Santo che ha ispirato tutto quello scritto nella Bibbia, ed Egli è chi desidera che lo comprendiamo allo stesso modo, cioè, leggendo i testi sotto la luce che ci dà al nostro intendimento umano attraverso la virtù della fede, perfezionata per i doni di intelletto, scienza, sapienza e consiglio.

Rimangono così esposti gli elementi necessari per la migliore comprensione di questo studio, con la descrizione a volo di uccello del suo contenuto ed organizzazione. Rimane solo allora addentrarsi nella sua lettura che, ripeto ancora un'altra volta, va accompagnata per il desiderio che sia vantaggiosa per chi l'abbordi, e che possa apportare quello che stia cercando il lettore che ha deciso di percorrere queste pagine.

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