Artícoli sulla Parusìa ed il Regno di Dio

La Experiencia Mística y la Santidad

In questa sezione del Sito si pubblicano diversi Articoli di Gianfranco Benedetto, in relazione coi temi che sviluppiamo nel libro "Il Regno di Dio si instaura con la Seconda Venuta di Gesù Cristo", che si trova nella sezione principale.
Si tratta di studi vari che ampliano e completano il contenuto di questo libro, la cui lettura è specialmente utile per le persone che si sono interessate ed hanno letto il riferito lavoro, poiché apporteranno argomenti che amplieranno l'esegesi che lì si fa o aggregheranno elementi relazionati che non si approfondiscono nel testo.
Questa sezione è dinamica, poiché l’intenzione è di aggiungere nuovi articoli e ampliare alcuni già pubblicati, con l’obbiettivo di continuare a chiarificare le principali inquietudini di tutti coloro che accedano a questo Sito e facciano arrivare i suoi commenti. Si aggiunge in ogni articolo un formato PDF che permetterà la sua comoda impressione.


Articoli Pubblicati


Libro dell'Apocalisse: nuovo contributo per la sua interpretazione - Novembre 2010

Il Milenarismo: concetto e portata dell’espressione - Novembre 2010

I messaggi di María al P. Gobbi (Movimento Sacerdotale Mariano), e la seconda Venuta di Gesù Cristo - Ottobre 2010

La Venuta Intermedia di Gesù: un'analisi di questa dottrina - Gennaio 2011

La rivelazione di Gesù sul Regno di Dio per mezzo delle Parabole - Luglio 2010

La predicazione iniziale del Regno di Dio per Gesù: le Beatitudini evangeliche - Maggio 2010



Libro dell'Apocalisse: nuovo contributo per la sua interpretazione.


Indice:


A) Considerazioni generali
B) Grandi divisioni del Libro dell'Apocalisse
  1) Il Prologo e l'Epilogo del Libro
  2) Le Lettere alle sette Chiese
  3) La visione del Cielo
  4) Gli avvenimenti della fine
C) Sequenza cronologica nell'Apocalisse
  1) Visione del Agnello di Dio ed apertura dei sette sigilli
  2) Il tempo dell'avvertenza
    a) Babilonia la Grande: il suo sorgimento e la sua caduta
    b) I canti trionfali nel Cielo
    c) L'apparizione del Anticristo
    d) La predicazione dei santi eletti
    e) Il rapimento dei santi eletti
    f) Situazione nella terra dopo il período dell'avvertenza
    g) La Settima Tromba
  3) Il tempo del Giudizio di Dio nella Terra (le sette Coppe)
  4) Gli eventi nel cielo nel tempo del Giudizio di Dio sulla Terra
    a) La Nuova Pentecoste
    b) La resurrezione dei santi
    c) Le Nozze del Agnello con la Chiesa
  5) La Parusia del Signore
  6) L'instaurazione del Regno di Dio
    a) La Gerusalemme celestiale: Apoc. 21,1-8. 22,1-5
    b) La Gerusalemme Terrena: Apoc. 21,9-27
    c) Il Regno di Dio Terreno è instaurato
    d) Il Governo del Regno Terreno
  7) Il Giudizio finale ed il Regno di Dio eterno
    a) La Fine del mondo
    b) Il Giudizio Finale universale
D) Schema della sequenza cronologica dell'Apocalisse

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A) Considerazioni generali.

In questo Sito Web (www.la-parusia-viene.com.ar) presentiamo il nostro libro "Il Regno di Dio si instaura con la Seconda Venuta di Gesù Cristo". Gli avvenimenti lì studiati, relativi ai tempi della Parusia del Signore, si basano su gran parte nella rivelazione che Dio fa agli uomini per mezzo del Libro dell'Apocalisse, attribuito all'Apostolo San Giovanni, la cui autenticità come autore continua ad essere discussa per alcuni studiosi.

D’ogni modo, senza importare chi sia stato quello che lo scrisse, è certo che si tratta di una scrittura canonica, e pertanto non offre nessun dubbio che è stata inspirata per lo Spirito Santo, e che è la rivelazione più completa che ci offre la Bibbia sugli avvenimenti che sopravverranno nei "tempi della fine” della presente epoca o "eone" dell'umanità.

L'Apocalisse è l'unico libro realmente profetico del Nuovo Testamento, ed in lui si utilizza spesso il sistema profetico del "tipo" e "antitipo", dove fatti passati o contemporanei all'autore sono figura di altri che accadranno in un futuro che non è arrivato ancora (vedere “Il Regno di Dio si instaura con la Seconda Venuta di Cristo, Capitolo 9.A).

Ricordiamo brevemente che si menzionano in generali tre scuole o sistemi principali per interpretare il Libro dell'Apocalisse:

1°) Sistema Preterista: considera il libro come un compendio di fatti della storia contemporanea dell'autore, esposti con descrizioni concordi al colore apocalittico di scritti ebrei in boga nel primo secolo del cristianesimo. Ovviamente questa interpretazione esclude dagli annunci dell'autore ogni trascendenza profetica.

2°) Teoria della Ricapitolazione: vuole trovare nell'Apocalisse le diverse fasi della storia della Chiesa cristiana, dai suoi primi secoli fino al fine dei tempi

3°) Interpretazione profetico-escatologica: accetta le allusioni a fatti contemporanei dell'autore, come figura di quelli che succederanno posteriormente, ma prende al libro come una spiegazione profetica che amplia le rivelazioni di Gesù nei Vangeli sui tempi della sua Seconda Venuta al mondo, specificamente quelle che si trovano nel cosidetto "discorso escatologico" che riferiscono i vangeli sinottici.

In realtà questa ultima interpretazione è quella che prevale oggigiorno nella maggioranza dei teologi cattolici, benché non ci sia unanimità nei criteri riferiti al significato di quello che esprime l'Apocalisse.

Questa diversità di interpretazioni nasce da due difficoltà intrinseche che presenta questa magna opera profetica: in primo luogo, l'uso molto frequente che si fa dei simboli che, evidentemente, si prestano ad essere interpretati diversamente per gli studiosi, in quanto al suo significato reale.

In secondo luogo appare la difficoltà, che consideriamo che è la maggiore, in quanto a che la narrazione degli eventi che effettua il libro non segue una sequenza chiara, ma gli stessi si sviluppano in un ordine che non corrisponde alla successione in cui sono riferiti nel testo.

A partire da questi due elementi nasce la gran quantità di interpretazioni dei numerosi autori che hanno cercato di approfondire nelle acque molte volte oscure di questo testo ispirato, e dei tanti annunci che si sono fatti che si è trovata finalmente la chiave per interpretare questo libro profetico.

Nel nostro caso non annunciamo niente di questo, ma quello che pretendiamo di fare è presentare un'interpretazione dei simboli e la sequenza di avvenimenti dell'Apocalisse che consideriamo come un nuovo contributo per lo sviluppo di un'esegesi cattolica attuale del testo profetico.

In questo studio daremo solamente le basi che si sono considerate e lo schema risultante degli eventi che narra profeticamente, poiché l'analisi particolareggiata è precisamente quella che sviluppiamo già con ampiezza nel nostro libro menzionato.

In realtà sarebbe più logico leggere in primo luogo il libro, ed utilizzare questo studio come una guida rapida e sintetica per visualizzare la sequenza corretta ed il significato dei diversi passi del Libro della Rivelazione. Altrimenti, leggendo solamente questo studio non rimarrebbe sicuramente chiara la nostra interpretazione, poiché mancherebbero tutti i dettagli esegetici che contiene l'opera citata.

Rispetto al punto cruciale di quale è la sequenza corretta che bisogna considerare nelle distinte visioni che presenta il libro attribuito all'Apostolo Giovanni, noi partiamo per determinarla dalle seguenti premesse:

1°) Le visioni che narra Giovanni sono in generale quadri che non sono in sequenza cronologica, ma sono indipendenti le une dalle altre.

Per prendere un esempio attuale, è come se il veggente stesse osservando contemporaneamente numerosi schermi di cinema o di televisione, dove in ognuno di essi si proiettano scene differenti. Non esiste una sequenza tra quello che si vede, né un ordine determinato di tempo.

Pertanto, Giovanni scrisse una quantità grande di visioni indipendenti, non sappiamo se perché gli apparvero in quell'ordine, o se lo fece ex professo, per obbligare a trovare la chiave per comprendere la reale sequenza degli avvenimenti che, d'altra parte, non può essere né complicata né difficile da trovare. Questo è particolarmente certo rispetto alle visioni che si sviluppano dal capitolo 7 fino al 21.

2°) Un stesso avvenimento si trova descritto per visioni differenti, che, benché sembrino riferirsi ad eventi diversi, in realtà sono come aspetti o angoli di visione diversi di quello che si sta narrando in esse.

È per questa ragione che molti autori di studi sull'Apocalisse dicono che molte volte il libro ritorna ad un avvenimento anteriore, come se cominciasse di nuovo una stessa descrizione. Ma in realtà non "ritorna", ma sta mostrando un stesso evento da un angolo differente.

3°) Le visioni indipendenti si vanno unendo in una sequenza cronologica in base ad indicazioni contenute in esse.

Evidentemente non ha potuto essere intenzione dell'autore dell'Apocalisse, né di chi l'inspirò, lo Spirito Santo, scrivere le profezie ricevute da parte di Dio di maniera tanto pasticciata ed ermetica in modo che nessuno potesse capire il suo significato. È logico pensare che deve avere nessi di unione tra le visione che siano sufficientemente chiari affinché non risulti difficile trovare il filo conduttore degli avvenimenti che si annunciano.

4°) La sequenza cronoñogica principale delle visioni è data per gli eventi che succedono nel cielo.

Questo non potrebbe essere altrimenti, poiché tutto il libro sottolinea la sovranità delle decisioni e dell'azione di Dio Trinità. Pertanto, la linea direttrice delle visioni è data per l'ordine chiaro degli avvenimenti che succedono nel cielo, ai quali si subordinano tutti gli eventi che si sviluppano nella terra.

A partire da questi quattro principi basilari sviluppiamo lo schema completo dalla sequenza cronologica delle visioni dell'Apocalisse, e quello che di lì risulta è quello che abbiamo applicato, come già lo menzioniamo, nel nostro libro sull'Instaurazione del Regno di Dio.

In quanto all'interpretazione dei simboli dell'Apocalisse, non ci sono molte novità nel nostro lavoro, poiché senza dubbio è un aspetto di questo libro che è stato studiato molto a fondo durante l'esistenza del cristianesimo.

B) Grandi divisioni del Libro dell'Apocalisse.

Nell'Apocalisse possiamo trovare quattro grandi divisioni principali:

1) Il Prologo e l'Epilogo del Libro:

Capitoli 1 e 22,6-21

Il Prologo dà il titolo del libro ("Apocalisse", cioè, "rivelazione") ed il suo senso: "manifestare per Gesù ai suoi servi quello che deve succedere presto", rivelazione che fu data da un Angelo al suo servo Giovanni. Si stabilisce anche quale l'evento sarà a quello che si riferisce: "Gesù Cristo verrà nelle nuvole e tutti nella terra lo vedranno."

Quindi l'autore descrive la visione di "uno simile a Figlio di uomo", che possiede una serie di attributi che non lasciano dubbio in quanto a che si tratta di Gesù Cristo, il cui, con una voce forte “come di tromba" le raccomanda scrivere su tutto quello che gli sarà mostrato in visioni.

L'Epilogo, che comprende parte dell'ultimo capitolo (22,6 -21), espone la conferma della veracità delle profezie contenute nel libro.

Si ripete la promessa di Gesù sulla sua seconda Venuta: "Ecco, io verrò presto”, e c'è un'esortazione dove il Signore invita a pregare, imitando la supplica dello Spirito Santo e della Chiesa, Sposa dell'Agnello: "Vieni, Signore Gesù! (" Maranatha!").

2) Le Lettere alle sette Chiese:

Questa sezione abbraccia i capitoli 2 e 3, con il formato di sette lettere dirette ad altrettante Chiese dell'Asia: Efeso, Smirne, Pèrgamo, Tiàtira, Sardi, Filadelfia e Laodicèa.

Sonoo attualmente in boga certe interpretazioni che danno a queste sette lettere il valore descrittivo di sette epoche della Chiesa, dal principio del cristianesimo fino ai tempi escatologici, che possono includere alla Parusía ed il Regno milleniale o terreno di Cristo.

Crediamo che bisogna forzare troppo i distinti simbolismi per arrivare al risultato finale, e, d'altra parte, risulta un cammino inverso al quale dovrebbe percorrersi in realtà: si parte qui da una presunzione generale (“si tratta di sette periodi della vita della Chiesa") sulla quale non c’è nessuna indicazione nel testo, e dopo si cerca sistemare gli elementi allegorici o simbolici che si trovano in ogni lettera ad un determinato periodo storico della Chiesa. Questa interpretazione si presta anche a fare volare l'immaginazione, e non crediamo che risponda ad un'esegesi molto seria.

Nel nostro libro, nel Capitolo 4.B, sviluppiamo l'interpretazione che diamo a queste sette lettere:

La prima cosa che dobbiamo puntualizzare è che in nessun modo può aggiudicarsi una relazione univoca tra quello che la Chiesa deve compiere, e la ricompensa che meriterà tale compimento. Le sette Chiese che si menzionano non costituivano la totalità delle chiese dell'Asia di quell'epoca, esistevano molte altre, per quello che esse rappresentano, attraverso il numero sette che simbolizza la pienezza, la totalità della Chiesa.

Queste sette chiese sono il "tipo" o la "figura", in quanto ai suoi problemi e difficoltà, di tutti quelli scogli e tentazioni che affronterà la Chiesa universale durante la sua vita al presente tempo, e, specialmente, nei tempi vicini alla fine. Pertanto le osservazioni e correzioni dobbiamo prenderle nel suo insieme, trovandosi con sicurezza in ogni chiesa particolare più di una di esse. Solo colui che compia nella sua totalità queste correzioni di Gesù sarà considerato "vincitore."

La stessa cosa succede con le ricompense: non corrisponde una o un'altra, ma sono tutti aspetti di una stessa realtà: il Regno di Dio, in due dimensioni differenti:il Regno terreno ed il Regno celestiale, al quale accederanno gli eletti.

Pertanto il senso che diamo a queste Lettere è molto chiaro: rappresentano in primo luogo la materia del giudizio di Cristo nella sua Parusia, riferito, in primo luogo, ai santi vivi, e dopo, ai cristiani morti. Formano un insieme armonico con le Parabole del discorso escatologico di Gesù.

3) La visione del Cielo:

Il capitolo 4 dell'Apocalisse ci mostra in una visione alla Trinità Santa nel cielo, nella sua immutabile eternità, in una magnifica liturgia celestiale di adorazione al Padre, al Figlio e lo Spirito Santo.

Nel nostro libro facciamo l'analisi di questo passo nel Capitolo 1.A.1, che abbiamo intitolato "la visione della Santa Trinità prima dell'ascensione di Gesù Cristo."

4) Gli avvenimenti della Fine.

Il resto del libro dell'Apocalisse, cominciando dal Capitolo 5 fino al 22,5, mostra in visioni profetiche, cariche di simboli, gli avvenimenti della fine del tempo presente o attuale "eone" e la sua consumazione nella "fine del mondo”.

È una successione degli avvenimenti escatologici (espressione proveniente dal greco "esjaton" o tempo finale) che incominciano con la decisione sovrana di Dio di dare principio ai tempi che prepareranno la seconda Venuta di suo Figlio Gesù Cristo (apertura dei sette sigilli) e che culminano con l'instaurazione dell'unico ed eterno Regno celestiale.

Questo è il percorso che facciamo durante le pagine del libro "Il Regno di Dio si instaura con la seconda Venuta di Gesù Cristo", allacciando le descrizioni dell'Apocalisse con altre del Nuovo Testamento, e con molti riferimenti a brani dell'Antico Testamento, delle quali l'Apocalisse è un vero catalogo.

Quello che faremo nel estensione che rimane di questo Articolo, come appoggio allo sviluppo realizzato sul precitato libro, sarà spiegare di che maniera, ed in base a quali ragioni esegetiche, crediamo che si produrrà la sequenza cronologica degli eventi che comprendono le distinte visioni descritte nell'Apocalisse.

C) Sequenza cronologica nell'Apocalisse.

Applicheremo ora i quattro principi visti nel punto A, al fine di mostrare quale è la sequenza corretta degli avvenimenti descritti nelle visioni di Giovanni. Il nostro approccio implica lasciare da parte la maggioranza delle interpretazioni della struttura dell'Apocalisse più diffuse, come quella della struttura "in spirale" dei distinti settenari, che tornano a cominciare nel settimo elemento.

Studieremo quello che abbiamo descritto come Quarta sezione dell'Apocalisse che denominiamo "gli avvenimenti della fine" che abbracciano dal Capitolo 5 fino al 22,5.

Il Capitolo 4, come già l'abbiamo osservato, ci presenta a Dio Trinità nell'immutabile eternità, circondato per la liturgia celestiale. Sarà a partire da questa magnifica ed imponente scena, che difficilmente possiamo comprendere con le limitazioni della nostra intelligenza ed immaginazione umana, che le successive visioni continueranno ad aggregare nuovi elementi ed azioni, che sorgeranno come un riflesso degli eventi che succederanno nella terra, stando sempre tutti essi sotto la sovrana autorità e potere del Padre e del suo Cristo.

1) Visione dell'Agnello di Dio ed apertura dei Sette Sigilli:

Arriverà il tempo nella storia dell'umanità che si rifletterà nella seguente visione di Giovanni, dove avrà successo un avvenimento straordinario: l'incarnazione del Figlio di Dio in Gesù Cristo, e la sua conseguente vita, passione, morte e resurrezione, seguita per l'ascensione al cielo, di cui presenza in questo luogo il veggente di Patmos è testimone privilegiato.

La completa visione è continuità dell'anteriore, con la novità della presenza dell'Agnello. Ma un dettaglio che non si era menzionato prima c'ubica, in un tempo indeterminato, ma già in cammino verso i tempi della fine: il Padre ha nella sua mano destra un rotolo chiuso con sette sigilli. Nel nostro libro si presenta l'esegesi dettagliata di questa scena (Capitolo 1.A.2 y 1.B), per quello che riassumiamo qui solamente i concetti più importanti.

Noi sosteniamo che in questo Libro sono scritti gli avvenimenti della fine del tempo ed il giudizio di Dio sugli uomini, mentre i sigilli rappresentano i distinti strumenti di Dio che saranno liberati per arrivare allo sviluppo e compimento effettivo dei avvenimenti menzionati.

Pertanto, togliere i sigilli ed aprire il libro per potere leggerlo simbolizza la decisione sovrana del Padre, il cui momento solo Egli conosce, di dare inizio agli eventi precursori della Parusia del Figlio, mediante quello che potremmo chiamare la "liberazione" degli strumenti dei quali Dio si servirà. E questa missione gli sarà affidata a Gesù Cristo, Figlio di Dio, l'unico degno di portarla a termine.

Gli è permesso a Giovanni, in questa visione celestiale, conoscere gli avvenimenti descritti nel libro che sostiene il Padre, quelli che precisamente egli farà conoscere, per espressa ordine di Gesù, nel Libro dell'Apocalisse. Qualche giorno, nel divenire della storia umana, quando il Padre lo decida, effettivamente incominceranno questi fatti della fine, e la scena della quale fu testimone il veggente avrà corrispondenza con un'epoca determinata dell'umanità.

I quattro primi sigilli, che formano un'unità, mostrano il primo strumento che Dio utilizzerà negli avvenimenti della Parusía: Satana ed i suoi demoni.

Il quinto sigillo rivela ad un altro degli strumenti di Dio che avrà partecipazione negli avvenimenti della fine, non per male bensì per bene: i santi che sono già morti, e che con le anime separate dal corpo si trovano nel cielo.

Il sesto sigillo mostra a Giovanni l'azione distruttrice delle forze della natura, che saranno usate in realtà come elementi per una specie di nuova creazione del mondo, e che conformano anche un strumento di Dio.

Il Settimo Sigillo indica qualcosa di essenziale: gli strumenti di Dio già si sono liberati e si trovano in azione secondo la disposizione di Dio, e cominceranno ad agire sul mondo, per un certo tempo, simbolizzato per la "mezz'ora", che conosciamo come l'apparizione dei segni della fine.

Ancora non si scateneranno gli avvenimenti irreversibili che precederanno la Parusia, che saranno ordinati per Dio ai suoi angeli, ma questi segni saranno sempre più evidenti, secondo quell'annunciato per lo stesso Gesù.

2) Il tiempo della avvertenza.

Al terminare l'apertura dei sigilli col settimo, e dopo di un lasso di tempo indeterminato in cui si vedrà ogni volta con maggiore chiarezza l'apparizione dei segni precursori del tempo della Parusia del Signore, Dio prenderà la decisione di mettere in moto gli avvenimenti che Egli stesso controlla attraverso gli angeli, che produrranno in forma irreversibile l'arrivo del tempo della fine.

Il principio di questo tempo, che denominiamo "il tempo dell'avvertenza della misericordia di Dio" si descrive in Apocalisse 8,2-5. Quindi appaiono le visioni degli avvenimenti che si produrranno come conseguenza del suono delle sette trombe: 8,6-13 e 9,1-21.

Consideriamo che gli avvenimenti in simboli che descrivono le sei prime trombe devono prendersi nel suo insieme; non sono descrizioni di eventi con un ordine cronologico, ma costituiscono aspetti di un stesso avvenimento centrale.

C'è un elemento importante che ci permette di appoggiare questa idea: le tre primi trombe mostrano catastrofi che colpiscono la terza parte della terra con incendi, inquinamento delle acque, distruzione delle imbarcazioni del mare e fenomeni cosmici, ma appena nella sesta tromba si menziona che muore la terza parte dell'umanità. È molto difficile pensare che siano avvenimenti successivi e che colpendo tanto fortemente la terza parte della terra non producano perdita di vite umane.

Pertanto prenderemo gli eventi che provocano queste sei prime trombe come un unico avvenimento, che risulta essere con chiarezza una terribile guerra a scala mondiale. Le prime quattro trombe mostrano in visione a Giovanni quello che succede sulla terra quando si scateni la guerra descritta nella sesta Tromba.

Invece, la quinta Tromba presenta quale è il motivo scatenante di questa terribile conflagrazione: l'azione del Diavolo e della sua milizia di demoni, che si dedicano all'attacco finale all'umanità (secondo i quattro cavalli descritti nei primi sigilli).

a) Babilonia la Grande: il suo sorgimento e la sua caduta.

Essendo arrivato questo tempo, la strategia ed azione di Satana, idoneo a riuscire che gli uomini si allontanino da Dio, avrà propiziato la nascita di una gran metropoli anticristiana, dominatrice nella politica e nell'economia di gran parte del chiamato "mondo occidentale", che l'Apocalisse denomina simbolicamente "Babilonia la Grande", descritta in dettaglio nel Capitolo 17, allacciando così l'esistenza di questa potenza con la tradizione profetica dell'Antico Testamento. Sarà nel momento di maggiore potere ed influenza nel mondo della “Gran Babilonia”, che darà principio il tempo di avvertenza della misericordia di Dio.

Malgrado l'inquinamento del mondo che lo circonda, completamente scristianizzato e materialista, ancora sussiste un "resto" di cristiani fedeli, che non permettono il trionfo totale del Diavolo. Allora il nemico dell'uomo concepirà il suo piano finale per sradicare la religione cristiana dal mondo. Il principio di questo piano l'abbiamo descritto nel suono della Quinta Tromba, come vedemmo prima nel passo di Apoc. 9,1-12. Satana lancia un attacco generalizzato contro la terra coi suoi demoni, a somiglianza di una piaga di aragoste che si stende e tutto lo divora.

In che cosa consiste quell'attacco? È simbolizzato per la puntura delle sue code con pungiglioni simili a quelli degli scorpioni, iniettando un veleno che tormenterà gli uomini per un certo tempo, senza ammazzarli.

Non attaccano né danneggiano all'erba né gli alberi (alimento naturale delle aragoste), per quello che risulta che non è un attacco materiale, bensì spirituale. È il tormento della tentazione, dell'incitamento al peccato, dove un'umanità già degradata e corrotta arriverà fino a limiti mai sospettati.

Apparirà in tutta la sua magnitudine lo spirito di ambizione, di discordia, di violenza, che sboccheranno in una terribile conflagrazione che abbraccerà tutto il mondo, descritta nel seguente suono di tromba.

In questa terribile scena c'è un elemento che richiama l'attenzione: l'attacco dei demoni agli uomini, come una piaga di aragoste, ha una limitazione, poiché non colpisce gli uomini che hanno nella fronte il sigillo di Dio. Chi sono queste persone? Troviamo la spiegazione nell'Apocalisse 7,1-8.

La visione ci mostra quattro angeli nei quattro estremi della terra, cioè, coprendo la totalità della stessa, che secondo il concetto dell'epoca era piana. Questi angeli stanno contenendo le calamità che verranno sulla terra a partire dall'inizio del suono delle sette trombe, per permettere che un altro angelo metta una marca nella fronte dei "servi del nostro Dio." Questo significa che c'è un'elezione di Dio di un certo numero di credenti, che per la sua dimensione spirituale e la sua santità, sono riconosciuti come "servi di Dio."

La sesta tromba descrive come la Gran Babilonia sarà spianata per una gran guerra nucleare. Come otteniamo la conclusione che la guerra descritta per la sesta tromba è diretta contro la Babilonia? Vediamo quali sono i grandi peccati che troviamo nella descrizione della "Babilonia la Grande":

*Malìe "per le quali furono sedotte tutte le nazioni" (18,23).
*Omicidi: "in essa fu trovato il sangue dei profeti e dei santi e di tutti coloro che furono uccisi sulla terra" (18,24).
*Fornicazione e prostituzione: "con lei si sono prostituiti i re della terra, e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione." (17,2).
*Abomini (adorazione di idoli): "Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso:« Babilonia la Grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra»”. (17,5).

Se esaminiamo la descrizione della sesta tromba, troviamo che alla fine s’indica che dopo lo sterminio della terribile guerra nucleare il resto degli uomini non si convertirono dei suoi peccati, che definisce come i seguenti:

*Stregonerie (9,21)
*Omicidi (9,21)
*Fornicazione (9,21)
*Abomini: “non cessò di prestar culto ai demoni e agli idoli d’oro, d’argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono nè vedere né udire né camminare" (9,20).
*Ruberie (9,21)

Questi peccati sono esattamente quelli che si commettevano nel mondo influenzato e sedotto per la Gran Babilonia! Pertanto crediamo che non offra dubbi l'ipotesi che la guerra descritta per la sesta tromba si sviluppa nell'umanità sottommessa alla Gran Babilonia.

Aggiuntivamente si provvede un altro argomento per rinforzare la conclusione anteriore: Giovanni si trattiene nella descrizione minuziosa dei materiali coi che l'umanità idolatra che ha sofferto la guerra descritta nella sesta tromba, costruisce "le opere delle sue mani" (gli idoli); troviamo la seguente lista:

*Oro
*Argento
*Bronzo
*Pietra
*Legno

Nel lamento dei mercanti che commerciavano con la Babilonia (18,12-13), dopo della sua distruzione, si enunciano i carichi di mercanzie che comprava la Gran Città, tra cui troviamo esattamente questi materiali:

*Oro
*Argento
*Bronzo
*Marmo
*Legni odorosi.

Cioè, le "opere delle mani” della Babilonia e degli abitanti della terra sedotti per la sua prostituzione trasformano in idoli questi materiali di gran valore che acquisivano.

Pertanto non rimangono dubbi che le descrizioni della caduta della Gran Babilonia (Apocalisse Capitolo 18) corrispondono al tempo della Sesta tromba.

b) I canti trionfali nel Cielo.

La caduta della Gran Babilonia rappresenta l'avvenimento decisivo che segnerà il principio del pieno regno di Gesù Cristo sulla terra, benché si presenti un paradosso enorme: come conseguenza della sconfitta della "Gran Prostituta", si produrrà la nascita dell'Anticristo (vedere punto seguente), chi porterà fino all'estremo, come mai si sarà visto prima, il dominio del suo padrone Satana sul mondo, dal quale rimarrà eliminata la presenza della Chiesa e del suo Cristo nell'Eucaristia. Tuttavia, Gesù Cristo già regnerà, perché avrà incominciato il suo giudizio sul mondo.

La gioia nel Cielo la presenta in primo luogo Apocalisse 19,1-6, coi tre Alleluia! trionfali, che riconoscono che "la gloria e la potenza sono del nostro Dio", perché "il Signore il nostro Dio, l'Onnipotente, ha preso possesso del suo regno."

Perché si dice che Cristo ha cominciato a regnare sulla terra? Perché Egli ha preso l'iniziativa ed il controllo totale degli avvenimenti nella storia dell'umanità.

Ha utilizzato Satana ed il suo seguace, l'Anticristo, per finire col dominio ed influenza della "Gran Babilonia", eliminando a buona parte degli infedeli dalla terra (nella sesta tromba si afferma che morì la terza parte degli uomini).

c) L'Apparizione dell'Anticristo.

Corrisponde anche ai tempi della sesta tromba un altro avvenimento molto importante: l’apparizione dell'Anticristo, raccontata nel Capitolo 17,11-18.

La Babilonia era sostentata per sette re (o leader mondiali), che erano quelli che formavano questo centro di potere mondiale (le sette teste). Ma questi furono perdendo il suo potere, e nel suo posto apparve un nuovo re, l'ottavo, che è precisamente la Bestia che salirà dal mare, l'Anticristo.

All'inizio questo re sembra essere uno di più tra quelli che sostengono alla Babilonia, ma dopo si alleerà con altri dieci re (le dieci corna), che hanno potere ma non governano, e finalmente faranno la guerra alla Babilonia, sconfiggendola con una gran guerra mondiale che produrrà una enorme devastazione, che crediamo che è quella che descrive il suono della sesta tromba.

Questa affermazione si sostenta nella descrizione della fine della Babilonia; la Gran Città è spianata con fuoco in un solo giorno, come effetto della terribile guerra nucleare. Si descrive anche che la Babilonia sparisce come una grande pietra gettata al mare, e nel suo posto rimarranno solamente morte e desolazione (Apocalisse 18,2.16-18.21).

Nel simbolismo della Bestia che sorge dal mare Giovanni esprime un'idea molto concreta: è il Diavolo che suscita la nascita di questa nuova Bestia, a totale e completa somiglianza di sé stesso. Troviamo qui un'imitazione completa di Dio: così come il Padre fa che suo Figlio, seconda persona di Dio Trinità, discenda dal cielo e si incarni in un uomo, Gesù Cristo, affinché porti la salvazione agli uomini, per dopo ritornare alla gloria del cielo, qui Satana suscita dall'abisso infernale un'altra Bestia simile a lui (suo "figlio"), affinché instauri il suo inganno e seduzione tra gli uomini, ma il suo fine sarà la distruzione.

Il personaggio che l'Apocalisse denomina "La Bestia del Mare", o semplicemente "La Bestia", non può essere una persona collettiva come molti sostengono, ma deve risultare un individuo determinato, poiché la sua azione principale consisterà in convincere al mondo che egli è il vero Cristo che è ritornato nella Parusia.

Quello che inmediatamente sorge da queste descrizioni è che la Bestia è una parodia chiara di Dio. Dio è denominato nell'Apocalisse diverse volte in una maniera determinata: "Quello che è, che era e che viene" (1,4; 1,8; 4,8). Apocalisse 17,8 descrive alla bestia como quella che “era ma non è più, e salirà dall’Abisso”, come parodia del nome divino.

Questo suggerisce che l'Anticristo era conosciuto come un re (o persona con molta influenza politica) che in un principio era seguace della Prostituta, ma che dopo si ribella e lotta contro lei, alleato con dieci re, ed in questa contesa in cui sconfiggono alla Babilonia perde la vita. Ma dopo, è guarito e resuscitato miracolosamente, essendo anche questo evento un'imitazione della morte e resurrezione di Cristo nella sua prima Venuta.

È allora che la Bestia si proclama come il vero Cristo che è arrivato nella sua attesa Parusia (questa proclamazione è quella che costituisce le parole di orgoglio e bestemmie che proferisce, vedere A´pocalisse 13,5), trasformandosi in colui che chiamamo l'Anticristo.

Molto probabilmente proclamerà che ha distrutto il potere corrotto, materialista ed anticristiano della Gran Babilonia, che sicuramente dirà che era l'Anticristo, per venire ad instaurare il Regno di Dio nella terra, come un regno di pace e giustizia, al contrario dell'anteriore dominio mondiale. Riceve il riconoscimento e l'adorazione di tutta la terra, quello che implica che stanno adorando Satana, perché egli fu chi diede l'autorità al falso Cristo.

d) La predicazione dei santi eletti.

In questo tempo si porterà a termine uno degli eventi che Gesù definisce che precederanno la sua Seconda Venuta: la proclamazione della Buona Novella del Regno nel mondo intero. Gli addetti di questa predicazione saranno i santi eletti per Dio, e la sua proclamazione conterrà tre annunci consecutivi, come consta in Apocalisse 10,1-11 e 14,6-13:

1°) La Buona Novella del Regno: Gesù annunciò che il Regno si era avvicinato con la sua prima Venuta (Matteo 4,17; Marco 1,14-15), mentre gli Apostoli degli ultimi tempi proclameranno che l'arrivo del Regno è imminente, cominciando col Giudizio di Dio.

2°) La caduta della Babilonia: si griderà al mondo che la "Gran Prostituta" sarà stata distrutta, facendo conoscere che è il principio del giudizio di Dio all'umanità.

3°) Avvertenza sull'Anticristo: si prevenirà ai cristiani e agli uomini in generale contro il dominio dell'Anticristo e la sua impostura.

La figura di questi predicatori la presenta Apocalisse 11,3-13, sotto il simbolo dei "due Testimoni", chi saranno "rapiti" al Cielo all’incontro col Signore dopo di compiuta la sua missione.

e) Il rapimento dei santi eletti: il giudizio di Dio sui vivi.

L'elevazione al cielo dei due testimoni resuscitati c'affronta ad uno degli eventi che appariranno nei ultimi tempi che provocano più discussioni e controversie: il rapimento degli eletti.

Nel nostro libro dimostriamo che questo episodio, del quale si trovano radici nella rivelazione profetica dell'Antico Testamento, ed è alluso in diversi brani del Nuovo, cominciando dal testo capitale di 1 Tessalonicesi 4, 15-18, nell'Apocalisse si trova sotto diverse figure:

Apocalisse 12,1-6: il figlio maschio della Donna è rapito al cielo.

Apocalisse 4,1-2: l’esperienza di rapimento di Giovanni.

Apocalisse 3,7-11: porta aperta al cielo nella Lettera a Filadelfia.

Apocalisse 11,1-6: caratteristiche dei due Testimoni.

Apocalisse 11,7-13: elevazione al cielo dei due Testimoni./p>

La conclusione alla quale arriviamo nell'estesa sezione del libro nella quale analizziamo questo tema (capitolo 3.B.1), possiamo riassumerla in forma concisa così:

I santi che furono scelti, per avere compiuto le condizioni stabilite nelle Lettere alle sette Chiese (i "vincitori"), e che furono preservati della morte al essere sigillati, saranno rapiti alla presenza del Signore "nell'aria", e dopo ritorneranno alla terra accompagnandolo nella sua gloriosa manifestazione nella seconda Venuta.

f) Situazione nella terra dopo il periodo dell'avvertenza.

Ci troviamo nei tempi nei quali l'Anticristo, dopo la distruzione della Gran Babilonia, ha preso il potere, e la sua egemonia arriva fino a limiti insospettati, appoggiato nel "falso Profeta" o "Bestia della terra”.

Questo falso profeta simbolizza il potere religioso corrotto, la falsa Chiesa, e possibilmente rappresenti un pseudo Papa che sarà intronizzato quando assuma il potere totale l'Anticristo. È quello che stabilirà il culto all'Anticristo, come se fosse il vero Cristo, quando arrivi al climax il potere dell'usurpatore.

L'azione principale di questo "falso Profeta" sembra essere l'erezione di una statua dell'Anticristo, e crediamo che questo evento è quello che si descrive come "l'abominio della desolazione." Gesù annuncia che si vedrà la "abominio della desolazione” eretta nel "Luogo Sacro", quello che fu annunciato già per il profeta Daniele. Questo profeta annuncia “l’abominio della desolazione” che sarà collocata nel Santuario (9,27). Questo evento escatologico ha il suo tipo o figura nel sacrilegio commesso per Antíoco Epìfane installando un idolo (probabilmente Zeus Olimpico) sull'altare degli olocausti (1 Macabei 1,54).

Pertanto il significato dell "Abominio della desolazione” è chiaro: si riferisce ad un idolo sistemato nel Santuario, luogo dove sta la presenza di Dio, per rimpiazzare al vero Dio, ed a cui si da culto ed adora come se fosse realmente Dio.

Bisogna aggregare un altro evento profetico che rivela Daniele nella visione del montone ed il maschio caprino, complementare di quella della quarta bestia (Daniele 8,11-12): l'abolizione del sacrificio perpetuo.

Portando l'interpretazione dell'Antico Testamento a termini cristiani, possiamo dire che il "sacrificio perpetuo" è la messa. Il falso Profeta proclama che dato che Cristo è ritornato già al mondo, nell'impostura dell'Anticristo, non è oramai necessario il sacrificio della messa, dato che non ha senso commemorare una persona che è presente tra gli uomini.

Per questo cammino il falso Profeta decreta l'abolizione della messa e la consacrazione delle specie in tutto il mondo cristiano, raggiungendosi così il maggiore trionfo di Satana: sarà riuscito ad eliminare della terra la presenza fisica di Gesù Cristo nei tabernacoli di tutte le chiese della terra.

Come sarà allora il culto che si porterà a termine? Il passaggio dell'Apocalisse che stiamo studiando ci dà una buona indicazione: l’Abominio della desolazione si riferisce alla statua o rappresentazione dell'Anticristo che sarà messa in tutti i tabernacoli delle chiese e cappelle cattoliche in sostituzione del Santissimo Sacramento, che non esisterà oramai perché si sarà abolita la consacrazione delle specie.

Eliminata dal mondo la presenza eucaristica di Cristo, il mistero dell'empietà che agì sempre in lui, ora arriverà al suo punto culminante, con la proclamazione dell'Anticristo come il vero Cristo ritornato alla terra nella sua Parusia e la sua sacrilega adorazione.

Per la prima volta da quando il Verbo si incarnò in Gesù Cristo e visse sulla terra, rimanendo in lei dopo la sua resurrezione ed ascensione gloriosa al cielo nell'Eucaristia, il mondo si trova completamente privato della presenza reale di Gesù.

g) La settima Tromba.

Il suono della tromba del Settimo Angelo (Apoc. 11,15-19) segna la fine del tempo della misericordia e l'inizio del giudizio di Dio, consumato con la distruzione della Gran Babilonia col suono della sesta Tromba.

Questo passo rifletta la stessa realtà che vedemmo nel testo di 19,1-6, coi canti trionfali nel cielo ed i tre Alleluia! Si indica anche che "l'impero del mondo ha passato a nostro Signore; ed Egli regnerà per i secoli dei secoli."

È il principio del regno trionfale di Cristo, come commentiamo prima, e l'inizio del giudizio ai santi vivi eletti ("rapimento"), al resto dei santi ed agli uomini di buona volontà, come agli empi e peccatori.

3) Il tempo del Giudizio di Dio nella Terra: le Sette Coppe.

Dopo di finito il tempo della misericordia di Dio che, come avvertenza, chiamò agli uomini alla conversione prima che fosse troppo tardi, incominciò il giudizio sui vivi col giudizio alla Gran Babilonia. Preso il potere per l'Anticristo, quando tutto sembra indicare che Satana ha ottenuto il suo trionfo totale, il falso cristianesimo soffrirà la sua sconfitta finale. Il giudizio di Cristo è rappresentato per l'immagine della mietitura e della vendemmia di Apocalisse 14,14-20.

Questo tempo è quello che abbraccia la descrizione parallela delle Coppe che sono versate dai sette Angeli sull'impero dell'Anticristo ed il mondo sopravvissuto alla gran guerra nucleare precedente (Apocalisse 15,1.5-8; 16,1-21).

Nel nostro libro sviluppiamo l'esegesi dettagliata del significato dei sette flagelli delle sette Coppe, fino all'annichilimento finale descritto nella settima Coppa. Questa battaglia finale si presenta anche nell'Apocalisse sotto un'altra scena o visione, quella di Cristo apparendo trionfante nella sua Parusia, secondo il testo di 19,11-21, passo che commenteremo in dettaglio nel punto C.5.

La nostra interpretazione è che i cinque primi flagelli, che come le trombe non sono fatti successivi nel tempo, ma sono concorrenti, corrispondono alle terribili sequele della devastatrice contesa nucleare che menzioniamo prima.

È davvero impressionante la coincidenza che otteniamo applicando le conoscenze che possediamo oggi sugli effetti di una guerra nucleare globale, o almeno in gran scala, alle descrizioni dei cinque primi flagelli dell'Apocalisse, fatte col linguaggio ed i concetti di due mille anni fa.

La sesta Coppa ha un'altra interpretazione: il testo dell'Apocalisse ci dice che nella Coppa quarta e quinta gli uomini, davanti ai flagelli che soffrono, "bestemmiano il Dio del cielo". Molto possibilmente, questo bestemmiare contro i flagelli che li colpiscono, come vedemmo anche nella quarta Coppa, farà che molti non credano oramai nel falso Cristo, il quale, apparentemente, non ha il potere sufficiente per eliminare questi terribili effetti, nonostante i prodigi che realizza.

Di questa maniera, l'Anticristo ed il suo seguace, il Falso Profeta, comincerebbero a vedere che le basi del suo regno stanno barcollando, per quello che faranno un ultimo e disperato sforzo per riconquistare la credibilità del mondo. Tanto lo stesso Satana, come l'Anticristo ed il falso Profeta inviano ambasciatori ai re di tutto il mondo. Questi sudditi dell'Anticristo sono dominati come egli per spiriti immondi, che hanno il potere demoniaco, come la "Bestia della Terra”, per realizzare segni prodigiosi, tali che convincano ai poteri della terra che la "Bestia del mare” è il vero Cristo.

Per quello che si descrive si vede che hanno successo nella sua missione, riuscendo che i re rinnovino il suo appoggio all'Anticristo, fatto descritto con l’immagine di una gran congregazione di questi poderosi, che si riuniscono nel luogo chiamato "Armaghedòn."

Nella settima Coppa si descrive la conclusione del Giudizio di Cristo sui vivi nel momento della Seconda Venuta. L'angelo corrispondente non rovescia oramai la sua coppa, come gli anteriori, sopra obiettivi specifici (terra, mare, fiumi, sole, trono della Bestia) bensì “nell'ria", cioè, abbracciando tutta la terra. E la voce che esce dal Santuario, magari quella di Dio o quella di un angelo che sta al suo fianco, chiude questo tempo del giudizio, decretando: "È fatto".

Pertanto rimarrà consumato il giudizio di Dio, adesso utilizzando come strumenti alle forze della natura, come era stato anticipato nel sesto sigillo. La principale devastazione la produce un "grande terremoto, di cui non vi era mai stato l’uguale da quando gli uomini vivono sopra la terra”, cioè, sarà un cataclisma di grandezza assolutamente insospettata.

Così come sparì improvvisamente la Babilonia, "come una pietra di mola gettata al mare" (18,21), allo stesso modo sarà gettata la sede del falso Cristo ed i suoi seguaci, correndo la stessa fortuna le città dei gentili, dove avevano il suo trono i re che sostenevano la Bestia. L'enorme grandine che finalmente cadrà dal cielo completerà l'eliminazione dalla terra degli uomini che avranno questo destino nel giudizio dei vivi.

4) Gli eventi nel cielo nel tempo del Giudizio di Dio sulla terra.

Ricordiamo che nel punto C.2.e presentiamo l’elevazione al cielo dei santi eletti, all'incontro col Signore. Vediamo ora quali sono le esperienze che essi vivono mentre si produce nella terra il versamento delle Coppe del furore di Dio.

a) La Nuova Pentecoste.

L'Apocalisse presenta il magnifico quadro di quello che vivranno i santi “rapiti” nel suo incontro "nell'aria" con Gesù, e la sua esperienza della Nuova Pentecoste (Apoc. 14,1-5).

Questa scena ci mostra a Gesù nella cima del monte Sion, e con lui i 144.000 sigillati col nome di Dio nella fronte, che furono preservati delle tribolazioni descritte per la quinta e sesta tromba, e rapiti all'incontro del Signore.

Non si trovano nel cielo, poiché ascoltano un canto che viene dal cielo, ma neanche stanno nella terra, bensì in un'altezza sopra di lei, raffigurata per la cima del monte Sion escatologico. Noi interpretiamo che questo è "l'incontro col Signore nell’aria", che descrive 1 Tessalonicesi 4,17, dei santi rapiti dalla terra. Per questa fine furono preservati delle tribolazioni e finalmente rapiti secondo quello visto anteriormente.

In questo incontro con l'Agnello ascoltano un "canto nuovo" che proviene dal cielo, da davanti dal trono di Dio. Tutto indica che questo "canto nuovo" è quello che si intona in Apocalisse 5,9-10, che dichiara che l'Agnello "comprò" per Dio uomini "di ogni tribù, lingua, popolo e nazione", e li ha costituiti "un regno di sacerdoti, e regneranno sopra la terra."

Questi redenti ricevono dunque la conferma dall’alto, in una rivelazione dello Spirito Santo che si effonde su essi, che in questa visione si presenta plasticamente come un canto che discende dal cielo. Nessuno può ricevere in questo momento questa effusione dello Spirito Santo eccetto coloro che lì si trovano rapiti.

b) La ressurrezione dei santi.

Dobbiamo situare in forma temporale in parallelo con il rapimento degli eletti, che avviene nel momento storico posteriore alla caduta della Babilonia, la resurrezione dei santi morti, cioè, di quelle anime che si trovavano già nella beatitudine del cielo, in presenza di Dio.

Questa è quella che si denomina la "prima resurrezione", e si appoggia specialmente sul testo di Apocalisse 20,4 -6.

Questa prima resurrezione non offre dubbi che è la definitiva e che è di salvazione, poiché si stabilisce che quelli che resuscitano non potranno oramai soffrire la "seconda morte" che significa la dannazione eterna nell'Apocalisse. Si stabilisce anche che ci sarà una seconda resurrezione che otterranno "gli altri morti", dopo che trascorra il periodo di "mille anni."

c) Le Nozze dell'Agnello con la Chiesa.

Una volta sollevati verso il cielo i santi vivi, e resuscitati i santi morti, ci troviamo che si produrrà un avvenimento sorprendente e magnifico che scappa ad ogni possibilità di conoscenza per la mente dall'uomo, benché sia stato rivelato per Dio per suscitare la speranza di tutti i santi: le Nozze di Gesù Cristo con sua Sposa, la Chiesa.

L'Apocalisse c'offre un passaggio chiave sul tema delle Nozze dell'Agnello con la sua Chiesa (Apoc. 19,1-9). Sua Sposa è la Chiesa, costituita per la Chiesa Celestiale e la Chiesa Terrena. Nella scena vista anteriormente troviamo la Chiesa Celestiale, formata per i santi risorti, col simbolo della purezza dei suoi bianche vesti di puro lino.

Ma Gesù Cristo prenderà anche per Sposa alla Chiesa terrena, simbolizzata nell'Apocalisse per la Gerusalemme descritta in 21, 9 -27. Per chi è composta questa Nuova Chiesa Terrena? Per i santi vivi che, essendo stato scelti e preservati, furono rapiti all'incontro del Signore nell’aria.

Purificati per la Seconda Pentecoste, e avendo ricevuto la conferma in grazia, vivranno insieme alla Chiesa Celestiale (in una maniera misteriosa che non è spiegata nella Scrittura) le Nozze col Signore, e ritorneranno accompagnando allo Sposo nella sua Parusia, come dettaglieremo nel seguente punto.

5) La Parusia del Signore

Effettuato nella terra il giudizio ai vivi, e sconfitte le forze di Satana ed i suoi seguaci, arriverà la Parusia di Gesù Cristo, cioè, la sua manifestazione visibile in gloria a tutti gli abitanti della terra, in modo che non rimanga dubbio che tutti gli avvenimenti trascorsi nel mondo furono parte del suo ritorno con potenza e maestà.

In tutta la rivelazione del Nuovo Testamento su questo magno avvenimento si indica che apparirà un gran segno nel cielo, e dopo si vedrà al Figlio dell'uomo venendo sulle nuvole, accompagnato per i suoi santi.

Tutti i dettagli di questa descrizione riflettono la gloria e la potenza di Gesù Resuscitato che ritorna alla terra con la sua piena maestà divina, per assumere il suo Regno come il Signore dei signori e Re dei re.

Il testo ci dice che è accompagnato per "gli eserciti del cielo", i cui componenti sono “vestiti di lino bianco e puro". Chi sono i membri di questa milizia celestiale? Vediamo che ci dice un altro passo: Apoc. 19,7-8.

I santi qui descritti, che hanno assistito alle Nozze dell'Agnello, accompagnano a Gesù facendo parte del suo esercito, riconosciuti per le vesti. Qua avremmo una prima conferma che quelli che ritornano con Gesù sono i santi che furono rapiti, poiché essi, d’accordo al nostro sviluppo, sono quelli che prendono parte, come Chiesa Terrena, delle Nozze dell'Agnello con lei come Sposa.

Sarà in questo tempo, come sosteniamo nel nostro libro, che si produrrà la conversione degli ebrei come popolo a Cristo, secondo il passo di Apoc. 1,7. I cristiani sopravvissuti alla gran tribolazione nella terra loderanno allora a Dio, come descrive la visione di Apoc. 15,2-4.

Perché affermiamo che ci troviamo qui in una scena terrestre? In principio, le persone che si vedono si nominano come "quelli che hanno vinto la Bestia", per quello che stavano nella terra soffrendo la tribolazione sotto l'impero dell'Anticristo. E continuano a stare in essa, come lo dimostra il suo canto: "tutte le nazioni verranno”; se ci sono nazioni, è che ci troviamo nel mondo, ed esse si raduneranno dove sono riuniti i fedeli cristiani vincitori.

6) L'instaurazione del Regno di Dio.

Arriviamo ora al concetto più importante che comprende l'avvenimento del "Giorno del Signore”, con la seconda Venuta di Cristo: l'instaurazione del Regno di Dio.

Comincerà così a manifestarsi il proposito eterno di Dio, il proposito supremo per il quale la Santissima Trinità, senza necessità e solo per puro amore, creó all'uomo e l'universo materiale: avere una moltitudine di figli adottivi, coi quali condividere per tutta l'eternità la sua stessa vita divina.

Si farà finalmente realtà la visione da tanti profeti dell'Antico Testamento, scorta in mezzo ad ombre, e presa come la suprema speranza del Popolo di Dio: la nascita del Regno di Dio.

Il punto centrale della nostra tesi sull'instaurazione del Regno di Dio si basa in che la descrizione che fa l'Apocalisse da 21,1 fino a 22,5 corrisponde a due realtà differenti che denominiamo la Nuova Gerusalemme Celestiale e la Nuova Gerusalemme Terrena, e che comprendono gli stati della Chiesa celestiale e terrena della fine dei tempi.

La Chiesa celestiale si identifica col Regno di Dio celestiale, poiché è una stessa realtà finita e perfetta, mentre la Chiesa terrena è lo strumento o sacramento mediante il quale si stabilirà il Regno di Dio sulla Terra.

La forma in cui si instaurerà il Regno di Dio in queste due realtà si trova principalmente descritta nella Bibbia nel Libro dell'Apocalisse, che racconta gli avvenimenti che si succederanno dopo la Parusia del Signore Gesù Cristo, nel famoso e tanto temuto e discusso Capitolo 20, scoglio e pietra di scandalo per moltitudine di teologi cristiani durante la storia della Chiesa fino al giorno di oggi.

E lo scoglio principale, di accettare questa possibilità, sorge dalla posizione di Cristo e dei santi risuscitati in questo Regno terreno. Tutto questo comprende il polemico tema del millenarismo, tanto agitato nella dottrina cristiana, e che ha diviso i teologi in una prima istanza in "millenaristi" e "non millenaristi", dando dopo luogo ad altre divisioni: amillenaristi, millenaristi mitigati, millenaristi spirituali, etc.

Nel nostro Articolo “Il millenarismo: concetto e portata” sviluppiamo in dettaglio quello che si riferisce alla storia di questo concetto e le diverse tendenze dei teologi, per quello che andremo ora direttamente allo sviluppo della nostra spiegazione, per cui, come già lo delimitiamo, mostraremo che nell'Apocalisse si parla della Gerusalemme che scende dal cielo comprendendo due descrizioni molto distinte.

a) La Gerusalemme celestiale: Apoc. 21,1-8. 22,1-5

Di quello che non c'è dubbio è che siamo ubicati fuori dell'ambito terreno, nel cielo, in corrispondenza a tutte le visioni anteriori del cielo che presenta il veggente Giovanni, col trono di Dio e la sua presenza lì (Capitoli 4; 5; 7,9-17; 19,1-9).

Chi sono quelli che nel momento della Parusía abitano questa Città celestiale?: i suoi cittadini sono i santi risuscitati nella prima resurrezione.

Si danno caratteristiche di questa Gerusalemme celestiale che definiscono alcune delle qualità della vita eterna dei risuscitati: ovviamente la morte non esisterà più (immortalità), né il dolore (impassibilità), non ci saranno pianto né lamento, bensì solamente gioia ed allegria. Non ci sarà né la fame né la sete, poiché esisteranno frutti abbondanti (22,2) e la cosa più importante, tutti godranno della visione beatifica, vedranno il viso di Dio, si vedranno faccia a faccia con Lui (22,4).

Perché crediamo che il testo di 22,1-5 è continuazione di 21,1-8? È abbastanza evidente, poiché la descrizione incomincia parlando del fiume di acqua di vita che esce dal trono di Dio e dell'Agnello. L'unica descrizione dell'esistenza del trono di Dio l'abbiamo in 21,3 e 21,5, mentre nel passo di 21, 9-27 non c’è trono alcuno, perché neanche troviamo il santuario, che è il luogo che alberga il trono di Dio e la sua presenza, come vedremo in dettaglio nel punto seguente.

b) La Gerusalemme Terrena: Apoc. 21,9-27

All'improvviso il Capitolo 21 dell'Apocalisse ha un cambiamento a partire dal versetto 9. Sembrava che la descrizione fatta negli otto versetti anteriori era già arrotondita, poiché concludeva con la descrizione di chi sarebbero gli uomini che formerebbero al popolo di Dio ammesso ad abitare in essa per tutta l'eternità, ma qui dà l'impressione di prodursi un nuovo principio, riferendosi ad una realtà distinta.

Questo brusco cambiamento è quello che ha confuso enormemente ai teologi ed esegeti lungo i secoli del cristianesimo, che hanno voluto sostenere che non è più che una continuazione di quello che si è descritto anteriormente.

Si sono branditi diversi argomenti per unire entrambe le descrizioni, da quando la prima è come una specie di introduzione, e la seconda entra nel dettaglio più meticoloso, fino a che il testo è l’opera di un discepolo un pò trascurato dello scrittore originale, che non conservò nel libro l'ordine stabilito per l’autore.

La nostra opinione sostiene che questo testo si riferisce ad una realtà completamente differente, ed allora sviluppiamo nel nostro libro una dettagliata analisi di differenti argomentazioni.

La Gerusalemme Celestiale è praticamente descritta senza nessun dettaglio di indole materiale, solamente si menziona l'esistenza del trono di Dio e di un fiume di acqua di Vita, con aspetto di vetro, che corre per una piazza dove ci sono alberi molto speciali, distinti a tutti quelli della terra, che danno un raccolto per mese (quello che indica l'abbondanza di alimento e l'impossibilità che esista fame) ed le cui foglie servono per medicina (dettaglio che mostra l'inesistenza di malattie).

Invece, la Gerusalemme Terrena possiede una complessa descrizione costruttiva, tanto nelle sue forme architettoniche come nei materiali impiegati. Ovviamente sono tutti elementi con un significato simbolico, in generale abbastanza complesso ed oscuro, e che hanno svelato a moltitudini di teologi ed investigatori che si immersero in essi cercando la possibile interpretazione.

Ma quello che c'interessa in questo studio è che, senza dubbio, si sta descrivendo una città materiale, con componenti esistenti nella terra, ed un'architettura che chiaramente mira alla vera città di Gerusalemme. Così appare circondata di un muro edificato su solide fondamenta, con dodici porte ed una piazza, essendo il materiale costruttivo dell'edificazione l'oro puro.

Un altro aspetto definitorio come differenzia tra un ed un'altra città è la presenza di Dio. Alla Gerusalemme Celestiale Dio è seduto nel trono, insieme all'Agnello, ed in questa sua dimora abita con gli uomini. Lungo tutto il Libro dell'Apocalisse si ubica la presenza di Dio, il suo trono, nel "Santuario", definito per la parola greca "naos", che si trova sempre nel cielo (Apoc. 7,15; 11,19; 15,8).

Pertanto, alla Gerusalemme Celestiale si trova Dio nel suo Santuario ("naos"). Ma nella Gerusalemme Terrena Giovanni esplicita qualcosa di importante (Apoc. 21,22-23): non esiste santuario ("naos") in essa, perché come si rischiara in 21,10-11, la Gerusalemme Terrena possiede la gloria di Dio.

Questo passo produce molte volte confusione, perché la parola greca "naos" è tradotta come "tempio" che è "hieron" in greco e possiede un altro significato. Vediamo così questa differenza tanto importante tra la Gerusalemme Celestiale ed la Terrena, in quanto alla presenza di Dio: nella prima è la sua stessa persona, nella seconda è la sua gloria che irradia su essa.

Attraverso il nostro studio proviamo che il argomento centrale della nostra tesi, nel senso che nel passo che va da Apoc. 20.1 fino a 22,5 si parla di due realtà differenti, che denominiamo la "Gerusalemme Celestiale" e la "Gerusalemme Terrena", si trova chiaramente stabilito.

c) Il Regno di Dio Terreno è instaurato.

Dopo della manifestazione di Gesù Cristo nel cielo, in forma visibile a tutta l'umanità in gloria e potenza, sorge uno dei interroganti cruciali per definire come sarà l'instaurazione del Regno di Dio terreno: Quale è il destino di Gesù Cristo? O, detto altrimenti, arriva Gesù alla terra e rimane lì, o ritorna al cielo dopo la sua manifestazione gloriosa?

La risposta a questa domanda può sgombrare il cammino tra le polemiche esposte durante buona parte della storia della Chiesa.

Tutti i passi che descrivono la Parusia parlano sempre di una visione di Cristo glorioso nel cielo, ma in nessuna parte della Bibbia troviamo un riferimento a che il Signore arrivi fino alla terra.

Al contrario, l'unica descrizione dettagliata la dà l'Apocalisse in 21,9-27, dove si vede che alla terra arriva, scendendo dal cielo, da Dio, la Gerusalemme terrena, che secondo vedemmo già anteriormente è la Chiesa formata per coloro che furono rapiti all'incontro del Signore.

Allora otteniamo un dato di enorme importanza, come l'analizziamo nel punto C.6.b: nella Gerusalemme terrena che scende dal cielo non si trova la presenza visibile di Cristo, solamente la sua luminosa gloria. Invece rimase chiaro che sì troviamo questa presenza alla Gerusalemme celestiale, dove Gesù Cristo, l'Agnello, occupa il trono insiemme al Padre.

Di tutto questo otteniamo la seguente conclusione fondamentale: Gesù Cristo, dopo della sua apparizione nelle nuvole nella Parusia, visibile a tutto il mondo, e con qualche forma di comunicazione all'umanità, il cui contenuto e forma ignoriamo, lascerà i santi vivi che l'accompagnarono nella terra, e ritornerà alla Gerusalemme celestiale, assieme agli angeli ed i santi risuscitati.

Lì lo troviamo nella descrizione della Gerusalemme celestiale, e da lì, coi suoi santi risuscitati, governerà al mondo, attraverso i santi vivi che rimangono nella terra.

d) Il governo del Regno Terreno.

La rivelazione biblica più chiara sul governo del mondo per i santi, e le circostanze che lo circondano, la dà il Libro dell'Apocalisse (20,1-4): si narra qui in forma di visione profetica gli avvenimenti che trascorrono dopo l'annichilazione dell'impero dell'Anticristo e di tutti quelli che non sono destinati a sopravvivere alla gran tribolazione. Il primo evento è quello che si conosce come "l’incatenamento di Satana", e consiste nel fatto che Dio cancella il suo permesso affinché il Diavolo possa agire sugli uomini con la sua tentazione.

In questo passo troviamo le due prime menzioni del periodo di "mille anni" delle cinque che presenta il capitolo 20. Satana rimane impedito nel suo azionare sugli uomini, consistente in sedurre o tentare alle nazioni, per un periodo di mille anni. Risulta ovvio da questa espressione che ci saranno nazioni in questi mille anni, per quello che si sta parlando del mondo terreno.

D’ogni modo bisogna pensare che possibilmente non sia una cifra esatta in anni, ma esprime un tempo lungo, un periodo importante nella storia umana. Dopo questo intervallo Satana sarà liberato nuovamente, come descrive 20,7. Finisce il passo che stiamo esaminando con una frase abbastanza oscura: "Poi vidi alcuni troni, e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare."

La maggioranza dei commentatori dell'Apocalisse trovano gran difficoltà in questo breve versetto, ma alla luce di quello che veniamo sviluppando si può interpretare con abbastanza facilità e certezza. Ci sono "troni", che nella concezione dell'epoca significano il luogo dove si sedono quelli che governano e giudicano, e ci sono persone che occupano questi troni, ed è data loro "lil potere di giudicare”.

La cosa importante è individualizzare chi sono questi che ricevono tale potestà, e chi è quello che gliela dà. Se consideriamo che questa visione è chiaramente continuazione dell'anteriore, dove avvenne il trionfo di Cristo, con una rappresentazione plastica degli avvenimenti prodotti al versarsi il flagello della settima Coppa, dobbiamo fermarci nei personaggi che troviamo lì, per riconoscere a chi stiamo cercando.

Vediamo che il centro della scena l'occupa Gesù Cristo, chi cavalca assieme all'esercito celestiale, composto, come vedemmo prima alla fine di quello Capitolo 6, per i santi vivi rapiti, i santi risuscitati e gli angeli. Allora, il riferimento che “si sedettero nei troni" corrisponderebbe ai santi vivi, e cui gli diede loro il potere di giudicare non può essere un altro che lo stesso Gesù Cristo.

Questo l'avalla il testo che segue: Apoc. 20,4b -6. Appena ora, dopo la descrizione anteriore, si rivela la sorte dei santi morti, che resuscitano nella prima resurrezione e fanno anche parte del corteo del Signore nella sua Parusia: "regnarono con Cristo per mille anni", cioè, staranno alla Gerusalemme celestiale con Gesù, e non nella terra come gli anteriori.

Centriamo ora la nostra attenzione nelle azioni che svolgeranno questi santi risuscitati. Ci rivela questo testo che "regnarono con Cristo per mille anni", e che "saranno sacerdoti di Dio e del Cristo." Se Cristo si trova nella Gerusalemme o Chiesa Celestiale, allora anche questi santi risuscitati stanno lì. E ci domandiamo ora: su chi regnano? Per rispondere a questa domanda dobbiamo tornare a guardare la situazione nella terra.

Ci troviamo nel mondo posteriore alla Parusia, dove la Chiesa possiede lo splendore dei santi che la formano, "presentati" all'umanità, per così dirlo, per lo stesso Gesù nella manifestazione della sua gloria, e che sono facilmente riconosciuti per il splendore o aureola che li avvolge.

È cosicché troviamo una Chiesa di gran santità, che dovrà governare ed evangelizzare un mondo nel quale ci sono cristiani e pagani. Precisamente nella descrizione della Gerusalemme terrena che scende dal cielo in Apocalisse 21,16 troviamo in forma simbolica descritto il potere che ha dato Dio a questa sua nuova Chiesa per arrivare a tutti i confini del mondo.

Lì si dice che questa Gerusalemme che scende dal cielo ha la forma di un cubo, i cui lati misurano 12.000 stadi, che equivalgono in cifre rotonde a 2.200 chilometri. Anche questa dimensione ha dato molto lavoro agli esegeti per potere spiegarla, ma crediamo che il suo simbolismo è molto semplice e chiaro: la Gerusalemme terrena, cioè la Chiesa nel Regno di Dio terreno, avrà, in prima istanza, un'influenza simbolizzata per la luce divina che irradia che raggiungerà tutto il mondo.

Se ubichiamo su un planisfero un quadrato in scala di 2.200 chilometri di lato, e lo collochiamo in differenti posizioni toccando alla città di Gerusalemme, troveremo alcuna ubicazione che coprirà praticamente tutto il mondo conosciuto in quell'epoca, da Roma, passando per la Grecia, Asia Minore ed il nord dell'Africa. Di questa maniera rimane chiaro il significato di questa enorme dimensione: l'influenza di Gerusalemme "raggiunge" i confini del mondo conosciuto allora, copre tutti i popoli e nazioni dell'orbe.

Ma abbiamo un altro aspetto dimensionale sommamente importante: la città, in realtà, è un cubo, che ha anche un'altezza di 2.200 chilometri. Oggi sappiamo che a questa altezza al di sopra della terra stiamo già nell'esosfera, ultima cappa dell'atmosfera, nella quale a poco a poco i gas si disperdono fino a che la sua composizione è simile a quella dello spazio interplanetario, dove esiste praticamente il vuoto.

Con questo ci rendiamo conto di quanto enorme è in altezza la dimensione della Gerusalemme terrena, e l'unico significato simbolico possibile è che, per l'epoca in cui fu scritto l'Apocalisse, si considerava che quell'altezza arrivava fino al cielo, fino alla dimora di Dio. Cioè, altrimenti, questo significa che la Chiesa terrena è unita con la Chiesa celestiale, c'è una comunicazione diretta tra ambedue stati della Chiesa.

In questa unione, o per spiegarlo con più proprietà, in questa comunione, si produce il regno dei santi risuscitati che si trovano alla Gerusalemme celestiale, sul Regno di Dio terreno, durante i "mille anni" della sua durata.

Questa funzione di "regnare", essendo sacerdoti di Dio, la realizzano a partire del mistero della "comunione dei santi”, il cui significato ed applicazione esaminiamo in forma esaustiva nel nostro libro.

7) Il Giudizio Finale ed il Regno di Dio eterno.

a) La Fine del mondo.

Il Libro dell'Apocalisse, culminando il famoso Capitolo XX, ci segue descrivendo gli avvenimenti che succederanno all'instaurazione del Regno millenario di Cristo nella terra (Apoc. 20,7-10).

In questi quattro versetti di molta intensità, vediamo gli avvenimenti che succederanno terminando il periodo simbolico dei "mille anni." Ci sarà un avvenimento commovente: l'Avversario dell'uomo, Satana, sarà libarato dalla prigione dov’e era stato rinchiuso pieno di catene per un Angelo poderoso (20,1 -3).

Misteriosa e spaventosa rivelazione, che produce un freddo mortale al accettare la possibilità della sua realizzazione, poiché è come un temibile strepito che scuote la calma e la pace imperante nel Regno di Dio terreno. Tornerà a sorgere la tentazione diabolica tra gli uomini, magari aiutata per un tempo in cui la fede cristiana avrà cominciato a raffreddarsi nuovamente, stando già molto lontano nella storia e nella memoria il avvenimento della Parusia del Signore.

Questa seduzione di Satana ai popoli per tornare a formare un esercito col quale affrontare ai santi e la città amata Gerusalemme, la Chiesa, è diretta specificamente a due popoli denominato "Gog" e "Magog", che rappresentano ai regni e popoli anticristiani.

Il fuoco scenderà direttamente dal cielo e, come rivela 2 Pietro 3,3-13, tutti gli elementi si fonderanno e si produrrà quello che possiamo denominare con proprietà "la fine del mondo."

b) Il Giudizio Finale Universale.

La realtà del Giudizio finale ed universale è una verità di fede divina e cattolica (dogma di fede). In questo giudizio compariranno tutti gli uomini resuscitati nella seconda resurrezione, per rendere conto dei suoi atti e ricevere il premio o la punizione eterne.

Il Libro dell'Apocalisse presenta con figure di gran plasticità questo avvenimento che culminerà la storia dell'umanità (Apoc. 20,11-15). Questo è il momento della fine del mondo, dove tutto rimarrà consumato e dove finalmente avrà perfetto compimento il proposito eterno del Padre creando l'umanità.

Come presenta il libro dell'Apocalisse l'instaurazione del Regno di Dio dopo la fine del mondo terreno? Con la figura della Nuova Gerusalemme, la Città Santa, come la descrive nel capitolo 21,1-8 e 22,1-5, che abbiamo identificato con la Chiesa Celestiale.

In questo modo avrà terminato di completarsi la grandiosa assemblea celestiale che Giovanni aveva potuto vedere dall'inizio delle sue visioni, come lo descrive in 7,9-17, e che nella sua pienezza eterna rimane magnificamente descritta nella risonanza gloriosa di questi versetti:

Apocalisse 22, 3-5: “E non vi sarà più maledizione. Il trono di Dio e dell’Agnello sará in mezzo a lei e i suoi servi lo adoreranno; vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome sulla fronte. Non vi sará più notte e non avranno più bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli.”

D) Schema della sequenza cronologica dell'Apocalisse.

Presentaremo adesso in un riassunto le parti componenti e lo schema cronologico dell'Apocalisse, per permettere una visualizzazione rapida dell'ubicazione di ognuna delle sue parti:

1) Il Prologo: Capitolo 1

Abbiamo qui il titolo del Libro ed il suo senso profetico.

2) Le Lettere alle sette Chiese: Capitoli 2 y 3

Queste Lettere rappresentano la materia del Giudizio di Cristo per i santi vivi che, definirà chi saranno i santi preservati della gran tribolazione e rapiti all'incontro col Signore.

3) La visione del Cielo prima dell'incarnazione del Verbo: Capitolo 4

Questa visione mostra alla Santissima Trinità nel Cielo, circondata per una magnifica ed eterna liturgia celestiale.

4) Inizio degli avvenimenti della fine: l'apertura dei sette sigilli: Capitoli 5, 6 e 8,1.

Gli strumenti di Dio che daranno principio ai tempi della fine sono rappresentati per l'apertura dei sette sigilli che chiudono il libro della rivelazione degli eventi della fine, quelli che saranno dati a conoscere a Giovanni.

5) Il tempo dell'avvertenza della Misericordia di Dio:

Gli strumenti di Dio che daranno principio ai tempi della fine sono rappresentati per l'apertura dei sette sigilli che chiudono il libro della rivelazione degli eventi della fine, quelli che saranno dati a conoscere a Giovanni.

Le 4 prime trombe: 8,2-13
La quinta tromba: 9,1-12 y 12,7-12
La sesta tromba: 9,13-21 y 18,1-24
La settima tromba: 11,15-19 y 19,1-6

Contiene i seguenti eventi:

a) La Gran Babilonia: 17,1-12

Quando arrivi finalmente il momento vicino alla fine della storia attuale dell'umanità, nel mondo ci sarà una potenza politica ed economica dominante, la "Gran Babilonia."

b) Il sigillo degli eletti: 7,1-8

I santi vivi sommessi al giudizio di Dio secondo le avvertenze stabilite nelle Lettere alle sette Chiese, e che trionfino, saranno preservati della tribolazione nella terra, prodotta per il suono delle sei prime trombe.

c) La proclamazione del Vangelo della fine a tutto il mondo:

I santi proclamano il vangelo della fine a tutto il mondo, con tre annunci:

Il contenuto della proclamazione: 10,1-10 y 14,6-13
La proclamazione finale: 11,1-11

d) Il rapimento degli eletti: 11,12-14 y 12, 1-6. 13-17

I santi eletti sono sollevati al cielo all'incontro col Signore.

e) Il sorgimento dell'Anticristo:

L'Anticristo sconfigge alla Gran Babilonia: 17,13-18
L'Anticristo prende il potere come falso Cristo: 12,18-13,18

f) I santi rapiti vivono la Nuova Pentecoste: 14,1-5

g) Questi santi condividono le Nozze dell'Agnello: 19,7-10

h) La resurrezione dei santi morti: 20,4b-6 che vivono alla Gerusalemme celestiale: 7,9-16

6) Il tempo del Giudizio di Dio.

La settima Tromba segna l'inizio del giudizio di Dio: 14,14-20

Questo giudizio si realizza per l'azione di Dio versando per i suoi angeli le sette Coppe con i flagelli: 15,1.5-8 y 16,1-21

7) La Parusia del Signore: 19,11-21

Cristo si manifesta come Re dei re e Signore dei signori, accompagnato dai santi rapiti e trasformati per la seconda Pentecoste.

I vincitori della Bestia cantano un inno trionfale: 15,2-4

8) L'instaurazione del Regno di Dio terreno:

Satana è incatenato e non potrà oramai tentare gli uomini: 20,1-3

I santi rapiti ritornano con Cristo e governeranno al mondo: 20,4 y 21,9-27

9) Il Giudizio finale, la fine del mondo e la discesa della Gerusalemme Celestiale: 20,7-15; 21,1-8; 22,1-5

10) Epilogo: 22,6-21

Cristo conferma le profezie del libro della Rivelazione (Apocalisse).


Di questa maniera abbiamo esposto sinteticamente il nostro schema proposto per l'interpretazione cronologica delle distinte parti e visioni dell'Apocalisse. Avvertiamo già che lo sviluppo completo di questo schema lo presentiamo nel nostro libro "Il Regno di Dio si instaura con la seconda Venuta di Gesù Cristo" presentato in questo Sito Web, che consideriamo sinceramente che significa un nuovo contributo per la comprensione dal punto di vista dottrinale cattolico degli eventi che porteranno all'instaurazione del Regno di Dio, nelle sue due fasi, Terrena e Celestiale.


Gianfranco Benedetto
Buenos Aires – Argentina
Novembre 2010

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Il Millenarismo: concetto e portata dell’espressione


Indice:



Articolo in via di traduzione - Sarà disponibile in breve tempo

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I messaggi di María al P. Gobbi (Movimento Sacerdotale Mariano), e la seconda Venuta di Gesù Cristo


Indice:



A) Introduzione
B) I messaggi della Madonna
  1) L’analisi della realtà del nostro tempo
    a) L’ateismo pratico nella umanità e nella Chiesa
    b) La gran purificazione ed i segni dei tempi
    c) L’annuncio di Salvazione
  2) Quello che succederà nella Chiesa e nel mondo
    a) La Seconda Venuta di Gesù
    b) La Madre del Secondo Avvento
    c) Il piano di María per salvare alla Chiesa, e mediante lei al mondo
    d) Gli Nuovi Apostoli
    e) La funzione degli Arcangeli
    f) Il refugio nel Immacolato Cuore di Maria
    g) La Seconda Pentecoste
    h) L’instaurazione del Regno di Gesù: una nuova era di pace e santità
    i) La Comunione dei Santi
  3) Le rivelazioni della Madonna sul Libro dell'Apocalisse
C) Conclusioni

La Experiencia Mística y la SantidadScarica in formato PDF per imprimere

A) Introduzione.

L'articolo che presentiamo ha come oggettivo mostrare l'unione che esiste tra il senso dei messaggi ricevuti per il sacerdote italiano Padre Stefano Gobbi a partire dall'anno 1973, attribuiti alla Santa Vergine Maria, quelli che diedero nascita al Movimento Sacerdotale Mariano, MSM, e la dottrina relativa agli ultimi tempi dell'umanità e la seconda venuta di nostro Signore Gesù Cristo che sviluppiamo nel nostro libro "Il Regno di Dio si instaura con la seconda Venuta di Cristo" che presentiamo in questo Sito Web.

Nel mio caso personale, come spiego nel prologo del libro, quando conobbi il testo del P. Gobbi "Ai sacerdoti figli prediletti della Madonna", mi sentii fortemente attratto per il contenuto dei messaggi della Vergine María, benché molti degli elementi ed eventi che lì si menzionanoì, come il fatto di una nuova era di pace, giustizia e santità che succederà alla seconda Venuta del Signore, o della nuova e speciale effusione dello Spirito Santo denominata "la Seconda Pentecoste", non si combinavano con le mie conoscenze dottrinali di radice cattolica sul tema degli ultimi tempi.

Mi dedicai allora con affanno a cercare e studiare tutto quello che potei trovare relazionato con l'escatologia cattolica, ma non trovavo le risposte ai punti interrogativi che mi aveva suscitato il libro del P. Gobbi, così pure come altre rivelazioni appartenenti a diverse apparizioni mariane dell'ultimo secolo.

Finalmente sboccai nell'unica uscita che trovai: mettermi personalmente a studiare il tema dell'escatologia, a partire in primo luogo dell'Apocalisse, ma anche fermandomi in tutta la rivelazione sulla fine dei tempi del Nuovo Testamento, quello che mi portò anche, come era di sperare, allo studio delle profezie messianiche dell'Antico Testamento.

Così nacque il libro "Il Regno di Dio si instaura con la seconda Venuta di Gesù Cristo", dopo nove anni di intenso benché non continuo lavoro, il cui contenuto spiega perfettamente tutto quello rivelato nei messaggi della Madonna al P. Gobbi, come lo svilupperemo subito.

Riassumiamo in primo luogo i principali concetti del suddetto libro, prescindendo dallo sviluppo esegetico che può trovarsi in forma particolareggiata nel lavoro citato:

1°) Instaurazione del Regno di Cristo terreno.

a) Arrivati i tempi della fine dell'attuale epoca o secolo ("eone") presente, che solamente il Padre conosce quando saranno, il mondo (almeno quello che conosciamo come "occidentale"), si troverà dominato per il potere di una gran metropoli materialista ed anticristiana che l'Apocalisse denomina la "Gran Babilonia", con appoggio in una coalizione di nazioni e centri di potere politico ed economico ("re della terra”).

b) In quelle circostanze questo potere politico ed economico sarà affrontato e sconfitto per mezzo di una terribile guerra nucleare con conseguenze devastatrici per l'umanità, per uno dei suoi antichi alleati, che guiderà la ribellione in suo contro: questo sarà il "Anticristo", personaggio che si dichiarerà come il vero Cristo che è ritornato al mondo nella sua Parusia, in mezzo a convincenti segni prodigiosi ed appoggiato per la dottrina ed azione di una falsa Chiesa cristiana comandata per un Papa impostore che l'Apocalisse denomina il "falso Profeta." Tutti essi saranno strumenti docili compiendo i propositi del suo padrone, Satana.

c) La vera e fedele Chiesa di Cristo, con la sua successione apostolica ininterrotta, costituita per un piccolo resto di fedeli che non saranno imbrogliati per l'impostura dell'Anticristo, sarà in parte (gerarchia e servi della Chiesa), rapiti all'incontro con Cristo nel cielo, mentre il resto rimarrà nella terra soffrendo la persecuzione spietata dell’Anticristo e i suoi seguaci.

d) La Chiesa rapita vivrà la sua purificazione e santificazione piena nella Seconda Pentecoste, e dopo di partecipare nelle Nozze dell'Agnello con lei, come Chiesa terrena, insieme ai santi risuscitati che formano la Chiesa celestiale, essendo entrambe l'unica Sposa degna del Figlio di Dio che sarà stata preparata per lo stesso Signore per questo sublime momento.

e) L'Anticristo abolirà la messa e la consacrazione eucaristica, per quello che sparirà la presenza reale di Cristo nella terra, esistente nel Santissimo Sacramento, rimanendo di questa maniera il mondo sottommesso per prima volta all'assoluto dominio del Diavolo e dei suoi strumenti, sembrando che il male avrà raggiunto il suo massimo trionfo, quando in realtà comincerà la sua perdizione definitiva.

f) Questo sarà il tempo del giudizio di Cristo sui vivi (i santi che saranno rapiti e coloro che rimarranno come sopravvissuti nella terra), ed i morti (i santi che resusciteranno nella prima risurrezione).

g) Il regno dell'Anticristo sarà di breve durata e finirà annichilito per gli stessi elementi scatenati per la sua malvagità e per le forze della natura, le sette piaghe delle Coppe descritte nell'Apocalisse.

h) Avvenerà allora la Parusia del Signore, nella quale Gesù Cristo si manifesterà visibilmente nel cielo a tutte le nazioni del mondo, lasciando nella terra ai santi rapiti che ritornarono con Lui, che saranno gli addetti di evangelizzare e governare ai popoli della terra.

i) I santi risuscitati abiteranno insieme a Cristo alla Gerusalemme celestiale, da dove collaboreranno col Re di Re nel governo del Regno terreno ("giudicheranno" al Popolo di Dio). Questo si porterà a termine per mezzo di una rinnovata e molto più profonda "comunione dei santi”, con comunicazione di grazie e beni tra la Chiesa celestiale dei santi risuscitati e la Chiesa terrena dei santi che ritorneranno con Cristo, che avranno ricevuto la conferma in grazia, per quello che, quando muoiano, avranno assicurata la sua salvazione eterna.

Questo Regno del millennio, eliminata l'influenza tentatrice di Satana, perché sarà stato "incatenato nell'abisso” e non potrà agire già nel mondo, fiorirà con una santità mai vista prima nell'umanità dei tempi del cristianesimo.

j) Di fronte agli avvenimenti della Parusia, il popolo ebreo si convertirà al cristianesimo, riconoscendo il compimento degli annunci dei profeti dell'Antico Testamento. Si incorporerà all'unica Chiesa, sotto la guida dell'unico Pastore, il Signore Gesù Cristo, apportando una gran ricchezza dottrinale e di interpretazione delle Scritture, ed anche un'azione di evangelizzazione che si manifesterà nello splendore del "eone" mlileniale.

k) Alla fine della durata simbolica del Regno terreno di Cristo espressa come "mille anni", Satana sarà liberato nuovamente, e la sua tentazione metterà a molti a confronto contro la Chiesa di Cristo, ma questi nemici di Dio saranno distrutti per il fuoco che verrà dal cielo, che annichilirà ugualmente al mondo materiale, cedendo passo alla Nuova Gerusalemme celestiale, dimora eterna dei figli adottivi di Dio che abbiano raggiunto la salvazione, che "scenderà" dal cielo prendendo il posto del mondo antico, costituendo il “nuovo cielo e la nuova terra” che non finiranno mai.

l) Tutti gli uomini che siano morti nella storia dell'umanità resusciteranno in corpi materiali, e riceveranno la sua sentenza nel Giudizio Finale Universale, per salvazione eterna nel cielo o per dannazione che non avrà fine, insieme a Satana ed i suoi demoni, nell'inferno.

Analizzando questa sintesi apprezziamo che la dottrina che proponiamo nella nostra opera citata salva totalmente le obiezioni della Chiesa in quanto alla possibilità di un Regno terreno di Cristo, poiché non esiste la presenza visibile nel mondo né del Signore né dei santii risuscitati, che abitano alla Gerusalemme celestiale.

Nel nostro lavoro sviluppiamo dettagliatamente gli argomenti per i quali evidenziamo che, senza quella presenza visibile, questo Regno sarà pieno di giustizia e di pace, con una santità generalizzata mai vista né immaginata prima nel cristianesimo, benché continuerà ad esistere il peccato tra gli uomini (che sarà l'eccezione e non la regola), come succede nei nostri giorni e che si aggraverà più ancora man mano che c'avviciniamo ai tempi della fine.

2°) Ragioni per le quali è conveniente l'esistenza di un Regno di Cristo terreno:

Le ragioni che avallano lo stabilimento di un Regno terreno di Cristo come sintesi delle posizioni "millenariste" dentro del cristianesimo (vedere "Il milenarismo: concetto e portata"), non hanno, secondo la nostra opinione, nessuna consistenza. Analizziamo questa affermazione:

Il motivo principale che si è svilluppato storicamente, secondo quello che studiamo all'inizio dell'articolo menzionato, è il fatto di dare ai santi che resuscitano una compensazione alle sue sofferenze terrene, nello stesso mondo in cui le sopportarono, dove godranno di piaceri spirituali (eccettuiamo fin dal principio al millenarismo crasso).

Questa retribuzione non possiede nessun sostegno, poiché i redenti godono nel cielo la felicità piena della visione beatifica nella presenza di Dio, ancora dallo stato di anima separata prima della risurrezione. Questa felicità avrà dopo un aumento intensivo come conseguenza della risurrezione dei corpi, dove inoltre dovranno vivere, senza dubbio, in un mondo materiale, benché sicuramente trasformato di una maniera che non possiamo immaginare e che non è stata rivelata per Dio.

Pertanto, niente può aggiungersi a questo stato di felicità piena per il fatto di vivere nella terra nel Regno milleniale, poiché lì nessun piacere spirituale che potesse esistere sarà paragonabile con quelli che si sperimenteranno nel cielo.

L'altro motivo che si adduce anche spesso, si riferisce al compimento perfetto delle profezie dell'Antico Testamento fatte al popolo dell'Israele, che veramente si produrrà nel Regno mileniale, ma non sarà unicamente per il popolo ebreo convertito, bensì per tutto il Nuovo Israele o Chiesa di Cristo, della quale farà parte l'Israele secondo la carne, e riceverà la gioia di quelle promesse insieme a tutto il cristianesimo.

Un'altra delle ragioni che si presentano è quella di concedere a Gesù Cristo un riconoscimento e glorificazione nello stesso mondo in cui fu disprezzato e vilipeso. Crediamo che questa è una visione troppo antropomorfica del Signore, che fa pensare che Gesù ha bisogno di questa specie di riparazione, Egli che oggi possiede tutta la gloria e la potenza seduto alla destra di Dio nel cielo.

Niente può aggregare alla gloria attuale e futura del Signore questa "glorificazione" umana riconoscendolo Re delle nazioni, per la quale dovrebbe stare visibilmente a carico del governo mondiale.

Invece di queste argomentazioni, noi sviluppiamo due ragioni di convenienza sull'esistenza necessaria dal Regno di Cristo terreno, prendendo in considerazione aspetti fondamentali della dottrina cattolica, come possiamo vederlo in dettaglio nel "Capitolo 7.D.” dell'opera che veniamo menzionando.

A scopo informativo, benché sia necessario esaminare il tema in forma più dettagliata nel Capitolo citato anteriormente, facciamo un riassunto di queste due importanti ragioni:

1°) Il grado di gloria eterna dei redenti.

Secondo la dottrina cattolica della beatitudine nel cielo, data per la visione beatifica, ogni beato possiederà un grado di "luce di gloria" differente, conseguenza del grado di grazia santificante raggiunto al concludere la sua vita terrena, per cui la sua visione intuitiva di Dio o visione beatifica sarà più o meno profonda, dalla quale risulterà un grado maggiore o minore di felicità. Tutti i beati saranno sazi secondo il suo grado di felicità, ma alcuni godranno più profondamente di Dio che altri.

Non prestare la dovuta attenzione a questa dottrina porta a che la gran maggioranza dei cattolici credano che ci sono solamente due opzioni: arrivare al cielo o andare all'inferno. La conseguenza è che per molti appare una specie di "ingiustizia" di Dio, quando, per esempio, si pensa che un assassino può arrivare al cielo se prima di morire si pente sinceramente del suo crimine e riceve il sacramento della riconciliazione, così come arriverà una persona buona che si sacrificò tutta la sua vita in bene degli altri.

Ma il dettaglio è che manca prendere in considerazione il grado di gloria che raggiungeranno uno ed un altro nel cielo, quello che darà loro per tutta l'eternità una gran differenza nel grado di felicità che godranno. Santa Teresa di Gesù diceva che ella sarebbe stata disposta a ricevere durante il resto della sua vita tutte le sofferenze possibili in questo mondo, se quello gli assicurava un po' più di gloria per vivere nell'eternità.

Pertanto ci rendiamo conto che, prendendo solamente il concetto che una persona si salva o condanna, senza ponderare il tema del grado di gloria che si riceverà nel cielo, stiamo occultando con le dottrine che presuppongono il fine del mondo al momento della Parusia, una situazione nell'eternità, nella Chiesa celestiale, di una povertà di grandi santi che richiama molto l’attenzione.

Esposta l'esistenza di una Chiesa rinnovata, la Gerusalemme terrena, che instaurerà il Regno di Dio nella terra, esteso a tutte le nazioni superstite del mondo, seguono conclusioni molto interessanti.

Vedemmo già come, avendo esaminato la situazione che si darà nel Regno di Dio terreno, che sarà il compimento delle petizioni del Padre Nostro "venga il tuo Regno" e "sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra”, ci sono vari elementi che c'assicurano che si vivrà un eone (era) di gran santità e splendore cristiano:

*Ci sarà una Chiesa pura e santa, la Gerusalemme che avrà sceso dal cielo, figura che esprime il ritorno dei santi vivi alla terra come i nuovi apostoli dopo essere stati rapiti, ed vivere la Seconda Pentecoste, ed essere uniti come Sposa all'Agnello nelle sue Nozze.

Questi grandi santi avranno la missione di evangelizzare tutta la terra, già preparata per gli avvenimenti che si saranno vissuti, e di guidare al popolo di Dio in un cammino di crescita in santità che non riconoscerà precedenti nell'anteriore storia della Chiesa.

*In questo compito, tanto gli evangelizzati come gli evangelizzatori avranno l'aiuto prezioso dei santi risuscitati che abitano alla Gerusalemme celestiale, i cui, attraverso il mistero della comunione dei santi, potranno offrire in forma più intensa le sue "preghiere ed il suo potente aiuto per impetrare grazie da Dio" (Lumen Gentium N° 50), quelle che saranno effettive dovuto alla gran apertura spirituale che avranno la maggioranza dei cristiani.

*Esisterà inoltre una rinnovata e profonda vita eucaristica, con la comunione e l'adorazione del Santissimo Sacramento, come fonte inesauribile di grazie per i cristiani.

*Ci sarà anche un altro argomento molto importante: non esisterà oramai l'azione tentatrice di Satana, insieme a tutta la sua corte di demoni, perché il nemico dell'uomo sarà "rinchiuso", non avrà il permesso divino per agire tra gli uomini dalla terra, avendo perso così la sua condizione di "padrone" del mondo, sconfitto egli ed i suoi seguaci per il Re di Re e Signore di Signori nella sua seconda Venuta.

L'unione di tutti questi elementi farà che in questo "Regno Messianico" si produrrà la nascita di un enorme numero di grandi santi, quelli che, a sua volta, saranno esempi a seguire per il resto degli uomini, come faro che illuminerà le moltitudini, e che spingerà alla santità a molti, in una retroazione che trasformerà questo nuovo eone in una vera "fabbrica" di santi di enorme statura.

2) La conversione degli ebrei e la sua incorporazione alla Chiesa.

L'ammissione degli ebrei convertiti nella Chiesa è equiparata per San Paolo, in Romani 11,15, con una "risurrezione dai morti”. L'interpretazione di questa espressione bisogna prenderla in funzione di quello che Paolo sta esponendo, che è la ricchezza della Chiesa che produrrà la conversione di tutto l'Israele.

In questo contesto può interpretarsi che la conversione dell'Israele produrrà una risurrezione spirituale nella Chiesa cristiana, tanto sia come che la sua conversione produca un effetto di emulazione in altri popoli pagani, come per il contributto di saggezza e rinnovazione che porterà alla Chiesa il tesoro conservato per il popolo ebreo per tanto tempo, le Scritture dell'Antico Testamento, che sapranno interpretare e spiegare alla luce di Cristo come magari non si sia fatto mai prima.

I teologi cattolici, nella sua maggioranza sono d’accordo sul fatto che la conversione dell'Israele non significherà un nuovo mezzo di salvazione del quale la Chiesa si sarebbe visto privata fino ad allora. Ma sì, invece, sarà una ricchezza che si incorporerà ad essa per la sua crescita in santità e la conversione dei popoli pagani nel Regno terreno di Cristo.

Questi sono i concetti che abbiamo sviluppato nel nostro lavoro che avallano con ragioni di convenienza molto importante l'esistenza del Regno di Cristo terreno.

B) I messaggi della Madonna.

Studieremo ora in dettaglio la concordanza dello schema sviluppato secondo quello visto sopra coi messaggi della Madonna dati come locuzioni interne al Padre Gobbi. Ovviamente qui presupponiamo la serietà ed autenticità di tutto quello scritto per il P. Gobbi, appoggiata nei frutti del Movimento Sacerdotale Mariano e nel discernimento di numerosi sacerdoti e laici cattolici.

Come bene spiega l'introduzione del libro "Ai sacerdoti figli prediletti della Madonna", la spiritualità del Movimento Sacerdotale Mariano si basa su tre compromessi essenziali:

* La Consacrazione al Cuore Immacolato di María.
* L'unione col Papa e con la Chiesa a Lui unita.
* Il condurre i fedeli ad una vita di consegna fiduciosa alla Madonna, verso una rinnovata devozione mariana.

Il libro che comprende i messaggi dalla Madonna al P. Gobbi, ricevuti per mezzo di locuzioni interne, in qualche modo va tracciando l'itinerario che deve seguirsi per vivere in concreto la consacrazione al Cuore Immacolato di María.

Ma ci sono due aspetti sommamente importanti che spiccano da questi messaggi, che sono quelli che vogliamo esaminare in dettaglio, poiché hanno già una relazione diretta col contenuto e sviluppo del nostro libro menzionato prima:

* L'analisi della realtà del nostro tempo, vista con l'amoroso sguardo della Madre di tutti gli uomini, col suo Immacolato Cuore oltrepassato per il dolore di vedere il rifiuto radicale di Dio nella nostra attuale società, dove l'uomo, ingigantito per il progresso tecnico e scientifico, si è messo nel posto di Dio e ha costruito la nuova civiltà di tipo secolare e materialista.

Questa realtà abbraccia, per logica, alla Chiesa stessa, colpita e frammentata per l'irruzione nel suo seno intimo dello spirito di questo mondo, il secolarismo, che ha penetrato nel suo interno, provocando lo stato di gran sofferenza e di crisi in cui si trova sommersa in questi tempi.

* Le profezie su quello che succederà nella Chiesa ed il mondo, come conseguenza di questa realtà scarna che presentano i messaggi della Vergine. Ovviamente questo aspetto è il più controverso, al mio giudizio, dei quali presenta il libro del P. Gobbi, poiché queste profezie offrono aspetti e circostanze difficili da interpretare secondo la dottrina cattolica, fino ad oggi generalmente accettata, rispetto alla fine dei tempi e la Seconda Venuta di nostro Signore Gesù Cristo alla terra.

Quello che faremo in questo studio, allora, abbraccerà questi due aspetti dei messaggi del libro, che cercheremo di chiarificare, dando a loro una luce nuova, in base alle conclusioni del nostro libro "La seconda venuta di Cristo e l’instaurazione del Regno di Dio."

1) L'analisi della realtà del nostro tempo.

La descrizione che va facendo la Madonna in moltissimi dei suoi messaggi sulla realtà del nostro tempo in quanto all'umanità in generale e la Chiesa cattolica in particolare, si produce col fondo costante di due chieri elementi: da una parte, il dolore del suo Immacolato Cuore di fronte a questa realtà ed il suo permanente sollecito di Madre affinché i suoi figli persi si voltino nuovamente verso il suo Gesù amato, e, d'altra parte, l'urgenza del suo avviso rivelando che di fronte a questa situazione i tempi per l'intervento diretto di Dio nella storia degli uomini si vanno facendo sempre di più brevi.

Adesso faremo l’analisi ed il commento di alcuni di questi messaggi, scelti tra le centinaia che contiene il libro, tenendo in conto che per la sua migliore comprensione bisognerebbe percorrere le pagine di tutto il libro del P. Gobbi.

Daremo come riferimento la data del messaggio, del quale, per ragioni di estensione, solitamente trascriveremo solamente alcuni passi (non sono ancora inserti questi brani, poichè non abbiamo ancora ricevuto il libro del P. Gobbi in italiano. Si è tradotta soltanto una corta frase indicativa del tema del messaggio).

a) L'ateismo pratico nell'umanità e nella Chiesa.

Messaggio del 01/12/1973: l’ateismo ha entrato in molte anime.

Fin dall'inizio dei suoi messaggi la Madonna vuole richiamare l'attenzione sull'influenza di Satana sul mondo, che con la sua attuazione subdola ed insidiosa spinge agli uomini all'ateismo, alla ribellione contro Dio.

Messaggio del 02/09/1996: L’ateismo pratico è il male del vostro secolo.

Si presentano qui le terribili conseguenze di questo "male del nostro secolo”. Come vedemmo nel primo messaggio citato, anche i sacerdoti cadono in questa trappola dal nemico, e María rivela che con essi il demonio si sta formando una truppa per liberare la sua guerra:

Messaggio del 16/07/1973: Il Movimento uscirà allora allo scoperto per combattere apertamente alla truppa che il demonio, il mio avversario di sempre, si sta formando tra i sacerdoti.

Messaggio del 09/07/1975: sono tanti i poveri miei figli Sacerdoti che Satana ha acchiappato già completamente.

Arriverà il momento in cui questi sacerdoti anche si manifesteranno pubblicamente contro la Chiesa:

Messaggio del 25/04/1975: È arrivato il momento nel quale alcuni dei miei figli Sacerdoti si dispongono a manifestarsi pubblicamente contro mio Figlio, contro me stessa, contro il Papa e la mia Chiesa.

Messaggio del 04/01/1975: Quando venga il momento dal terribile incontro coi Sacerdoti portatori dell'errore.

Messaggio del 31/12/1975: Satana sta tramando nella mia Chiesa di maniera sempre più manifesta.

Le seduzioni di Satana si vanno facendo sempre di più pericolose e sottili, colpendo tutti, laici e devoti, semplici e dotti:

Messaggio del 02/02/1989: Le seduzioni del Avversario sono diventate tanto pericolose e sottili che quasi non si riesce scappare da esse.

Tutti i messaggi citati anteriormente permettono di vedere con chiarezza qualcosa di terribile che sta apparendo già nel mondo di oggi, e che continuerà crescendo fino al tempo della Seconda Venuta: ci sarà una gran apostasia, diretta per sacerdoti ai quali ispirerà il Demonio.

b) La gran purificazione ed i segni dei tempi.

La Madonna denomina "la gran purificazione" al doloroso processo che scatenerà l'apostasia. anteriormente descritta:

Messaggio del 20/11/1976: questi sono i tempi della purificazione, sono i tempi in cui la Giustizia di Dio punirà questo mondo, ribelle e pervertito, per la sua salvazione.

Messaggio del 25/11/1975: È arrivata per la mia Chiesa l'ora della desolazione e l'abbandono.

Messaggio del 03/04/1976: Gli errori si diffondono sempre di più e fanno perfino preda tra i buoni.

In messaggi successivi si descrivono i segni che preannunciano che è arrivato il tempo della purificazione della Chiesa: la confusione, l'indisciplina, la divisione e la persecuzione:

Messaggio del 28/01/1979: Vari segni vi indicano che è arrivato per la Chiesa il tempo della purificazione: il primo di essi è la confusione che regna in lei.

Rimane chiaro che la confusione e l'errore si introducono nella Chiesa attraverso il modo nuovo e "aggiornato" di comprendere la Parola di Dio e le verità che ella rinchiude.

Messaggio del 02/02/1979: Questo è il secondo segno che vi indica come per la Chiesa è arrivato il tempo conclusivo della sua purificazione: l'indisciplina diffusa a tutti i livelli, specialmente tra il clero.

Messaggio del 11/02/1979: Questa divisione che ha penetrato all'interno della Chiesa, è il terzo segno che vi indica con sicurezza che è arrivato il momento conclusivo della dolorosa purificazione per lei.

Messaggio del 03/03/1979: Il quarto segno che vi indica che è arrivato per la Chiesa il periodo culminante della sua dolorosa purificazione, è la persecuzione.

La Madonna previene in forma molto chiara sulla necessità di una dolorosa purificazione interna della Chiesa, molti dei cui membri della gerarchia sono stati sedotti dall'Avversario di María dall'inizio e collaborano fomentando l'errore, l'indisciplina, la divisione e la persecuzione.

La purificazione della Chiesa e dell'umanità costituisce il "tempo della gran prova":

Messaggio del 01/01/1993: La gran prova è arrivata per tutti voi, i miei poveri figli, tanto minacciati per Satana e maltrattati per gli Spiriti del male.

Ci sono molti segni nel mondo di oggi che la Madonna aiuta a comprendere ed interpretare, e che riassumono la sua gran preoccupazione come Madre di tutti gli uomini. Ma menziona anche il compimento di molti segni evangelici:

Messaggio del 31/12/1987: Nei Vangeli, nelle lettere degli Apostoli, nel Libro dell'Apocalisse vi sono stati chiaramente descritti indizi sicuri per farvi comprendere quale è il periodo della gran tribolazione.

È molto interessante comparare le manifestazioni della Vergine Maria in questi messaggi rispetto ai segni dei tempi, coi segni biblici precursori della Seconda Venuta di Cristo, riassunti nel Capitolo 1 del libro "Il Regno di Dio si instaura con la seconda Venuta di Gesú Cristo”, punto C.
Vediamo lì che il primo segno consisterà nell'apparizione di un inganno religioso generalizzato, in modo che si andrà perdendo la vera fede cristiana. È chiaro quello che esprimono i messaggi visti anteriormente in questo senso, al quale aggreghiamo il seguente:

Messaggio del 13/03/1990: La diffusione delle apostasie è, dunque, il segno che indica che la seconda venuta di Cristo è già prossima.

Appariranno anche in forma sostenuta guerre, fame, pesti e catastrofi naturali. Tutto questo, in una gran misura, provocato per i mali nei quali si immerge sempre di più l'umanità, basati nell’allontanamento di Dio sempre più pronunciato, conseguenza dell'ateismo pratico generalizzato che cresce come un fuoco attizzato per il vento dell'azione subdola di Satana.

L'altro segno importante è che ci sarà una proclamazione rinnovata dell'annuncio dell'arrivo del Regno di Dio nel mondo intero, appoggiata per segni e prodigi. Anche questa circostanza è manifestata nei messaggi di María al Padre Gobbi:

c) L'annuncio di salvazione.

Messaggio del 30/11/1974: Uno solo è il segno che Dio dà al mondo e la Chiesa di oggi: Io stessa.

Sarà la Madonna chi annuncerà la purificazione e rinnovazione del mondo e della Chiesa che verrà:

Messaggio del 15/01/1977: Io stessa, come Madre, ti assisto in questa agonia della tua dolorosa purificazione.

Messaggio del 16/10/1991: E la presenza della Madre porterà alla Chiesa la grazia di una rinnovazione totale.

Questa rinnovazione della Chiesa sarà il compimento del piano della Madonna per gli ultimi tempi. Qui cominceremo allora a studiare il secondo aspetto che c'interessa dei messaggi al Padre Gobbi.

2) Quello che succederà nella Chiesa e nel mondo.

La Madonna rivelerà nei suoi messaggi gli eventi che succederanno nel mondo, e quale sarà il suo intervento amoroso in favore dei suoi figli. Vedremo la descrizione dei principali avvenimenti ai quali fa riferimento la Madre nelle sue rivelazioni.

a) La Seconda Venuta di Gesù.

La Vergine annuncia insistentemente che i segni dei tempi stanno mostrando chiaramente che si avvicina la Seconda Venuta di suo Figlio Gesù, benché il giorno e l'ora seguono nascosti tra i segreti del Padre. Rivela anche che il suo ritorno precederà la sua venuta ultima per il Giudizio Finale. Il tempo intermedio tra questi due eventi è evidentemente quello che si conosce come "millennio" o "Regno milleniale" di Cristo nella terra.

Messaggio del 24/12/1978: Come fu la sua nascita in questa Notte, sarà il ritorno di Gesù nella sua gloria, prima della sua ultima venuta per il Giudizio Finale.

Tutti i cristiani dovrebbero stare con la speranza sistemata nel glorioso ritorno a questa terra del Signore Gesù Cristo:

Messaggio del 26/03/1989: Vivete sempre nell'allegria ed in una sicura speranza, in attesa del suo glorioso ritorno.

Questo glorioso ritorno di Gesù appare già prossimo:

Messaggio del 14/04/1990: E prossimo il momento del ritorno di mio Figlio Gesù sulle nuvole del cielo.

Se c'è qualcosa che la Vergine Maria afferma con profonda certezza e totale autorità è che suo Figlio Gesù ritornerà nello splendore della sua gloria:

Messaggio del 13/10/1992: sulla nube luminosa verrà a voi mio Figlio Gesù nello splendore dalla sua gloria.

Quando Gesù ritorni si arriverà alla "pienezza dei tempi”:

Messaggio del 24/12/1997: Entrate con Me nella pienezza dei tempi, che si raggiungerà quando Gesù ritornerà nello splendore della sua gloria divina.

Precisamente il tema in generale della seconda Venuta di Gesù è quello che esponiamo nel nostro libro presentato in questo Sito Web, ed i messaggi della Madonna non lasciano dubbi in quanto alla vicinanza di questo avvenimento, benché ovviamente non sia possibile misurare questa imminenza in termini di tempo, poiché il giorno e l'ora rimangono inscrutabili per gli uomini nei propositi che soltanto il Padre conosce.

Tuttavia il graduale compimento dei segni biblici rivelati per lo stesso Gesù ci danno l'avviso che il ritorno del Signore in gloria non è qualcosa che sia lontano da una possibilità concreta, ma, al contrario, implica di essere ogni giorno più attento alla sua possibile venuta.

Per quello detto sopra si comprende l'importanza per il cristiano di penetrare al massimo possibile nella conoscenza della rivelazione di Dio su questo magno avvenimento, e gli eventi sorprendenti che l'accompagneranno, a partire dai Vangeli, le Lettere Pastorali, e molto specialmente, nella rivelazione profetica finale della Bibbia, il Libro dell'Apocalisse.

b) La Madre del Secondo Avvento..

La Madonna rivela che, per proposito divino, ella è la Madre del Secondo Avvento, quella che è destinata a preparare il cammino per il Signore che viene:

Messaggio del 01/01/1990: Sono la Madre del secondo Avvento. Io vi preparo per la sua nuova venuta.

Messaggio del 08/12/1991: Io sono chiamata ad essera la Madre del secondo Avvento.

c) Il piano di María per salvare alla Chiesa, e mediante lei al mondo..

A poco a poco, attraverso i suoi messaggi, la Madonna continua a rivelare il piano che le è stato raccomandato portare a termine per salvare alla Chiesa:

Messaggio del 29/04/1977: Nessuno potrà ostacolare il mio piano che da tempo ho preparato per salvare alla Chiesa.

La maggiore arma con la quale conta María per la lotta contro l'azione di Satana nel mondo è formare sacerdoti santi:

Messaggio del 18/05/1977: Lasciatevi condurre per Me, figli miei prediletti, la Mia battaglia ha incominciato già.

In un altro messaggio troviamo più precisioni sul cammino di purificazione e santità per il quale María vuole portare ai sacerdoti che si consacrino al suo Cuore Immacolato:

Messaggio del 06/08/1977: Vi formo con sollecito di Madre. Con la mia stessa mano strappo da voi tutto quello che, in qualche modo, possa spiacere al Signore.

La strategia decisiva della Madonna si basa sui sacerdoti consacrati a lei:

Messaggio del 24/08/1977: La mia strategia decisiva, quella che porterà la vittoria, siete voi, figli prediletti.

Per i motivi che vedemmo, la Madre non dubita di dirigere ai sacerdoti, ed ovviamente anche a laici che si consacrino al suo Cuore Immacolato, il suo angoscioso appello:

Messaggio del 21/01/1978: Aiutatemi, i miei figli prediletti, ad impedire che questo mondo cada nell'abisso.

Anche la Madonna rivela, in un messaggio straziante, le ragioni per le quali oggi continua a piangere:

Messaggio del 15/09/1987: Piango perché l'umanità non accoglie il mio materno invito alla conversione ed il suo ritorno al Signore.

Si annuncia con molta chiarezza che sono già arrivati i tempi predetti per la Madonna a Fátima:

Messaggio del 13/10/1994: I miei tempi sono arrivati. Sono arrivati i tempi predetti per Me a Fátima.

In un altro messaggio da Fátima si rivela il segreto di María:

Messaggio del 11/03/1995: Il mio segreto riguarda la Chiesa. Nella Chiesa si porterà a termine la gran apostasia che si diffonderà per tutto il mondo.

Dopo la tribolazione sorgerà una Chiesa piena di santità nel suo gran splendore:

Messaggio del 28/06/1995: allora formerete il cuore nuovo della nuova Chiesa.

C'è un proposito dato a María per la Santissima Trinità per i tempi della seconda venuta di Gesù, che si realizzerà in un piccolo resto fedele dei suoi figli:

Messaggio del 08/12/1995: Il mio proposito è quello di portare ai tutti i miei figli per la via della perfetta imitazione di Gesù.

Rimane così delineato nelle sue linee generali il piano di María per compiere il proposito di Dio quando arrivi il tempo del ritorno in gloria di Gesù: si formerà tra i suoi figli prediletti (sacerdoti) e gli altri suoi figli (laici che si consacrino al suo Cuore Immacolato) un resto fedele portato alla santità, col quale Gesù recarà al mondo il suo Regno glorioso.

d) I nuovi Apostoli.

Quello resto fedele che María prepara con la Consacrazione al suo Cuore Immacolato rappresenta la nascita dei nuovi Apostoli della Chiesa degli ultimi tempi:

Messaggio del 13/10/1978: Sto formandovi per essere gli apostoli in questi momenti.

Messaggio del 20/09/1984: Siete i miei Apostoli, vivendo e diffondendo quanto, in questi anni, vi ho detto.

In un altro messaggio la Madonna chiama ai suoi figli prediletti “gli apostoli della nuova era", indicando con precisione la missione che li aspetta:

Messaggio del 3/09/1991: Ora vi chiedo che vi trasformiate negli Apostoli della nuovi era che vi aspetta.

Anche questi Apostoli ricevono il nome di "Apostoli degli ultimi tempi":

Messaggio del 8/12/1994: Apostoli degli ultimi tempi, perché dovete annunciare il vicino ritorno di Gesù in gloria.

Questa formazione dei cosidetti "Apostoli degli ultimi tempi" o "nuovi Apostoli" risulta sviluppata molto chiaramente nel nostro libro, e corrisponde a quello che faranno i santi che furono rapiti all'incontro con Cristo e ritornano alla terra con Lui nella sua Parusia.

In primo luogo, prima del rapimento, proclamano il "Vangelo della fine” a tutto il mondo (Capitolo 2.D.3.), e dopo al suo ritorno alla terra, assumono il governo del Regno terreno di Cristo attraverso la Chiesa ed evangelizzano alle nazioni pagane del mondo (Capitolo 7.C.).

Le azioni che indicano i messaggi sono molto concrete:

1°) Prima della Seconda Venuta:

*Annunciare a tutti, fino agli ultimi confini della terra, il vangelo di Gesù.
*Annunciare il vicino ritorno di Gesù in gloria.
*Portare la rugiada dell'amore misericordioso di Gesù ad un mondo appassito per l'incapacità di amare.

2°) Dopo la seconda Venuta:

*Ricostruire la Chiesa, dove è stato tanto perseguita e violata dal mio avversario.
*Evangelizzare a questa povera umanità che è stata ingannata e sedotta per lo spirito del male.
*Dare a tutti la stessa vita di Dio, per mezzo della Grazia che comunicano i Sacramenti.

e) La funzione degli Arcangeli..

I messaggi di María rivelano che la Madonna, come Regna degli Angeli, ha al suo servizio anche gli Arcangeli, per aiuto dei suoi figli prediletti:

Messaggio del 29/09/1979: Sentite sempre al vostro lato agli angeli di Dio ed invocate frequentemente il suo aiuto e protezione.

La protezione e difesa degli Arcangeli sarà molto importante man mano che arrivino i tempi delle grandi prove. Ognuno di essi ha una missione definita per svolgere; così San Gabriele aiuta a rivestirsi della forza di Dio, San Rafaele cura le ferite causate per il peccato e San Michele lotta ed entra in combattimento contro l'Avversario.

Come rivela la Madonna, Satana è riuscito a stabilire il suo regno nel mondo, ma annuncia anche che è vicino il momento della sua sconfitta, nella quale sarà decisivo l'intervento degli Arcangeli:

Messaggio del 29/09/1986: Con voi nel combattimento stanno anche gli angeli del Signore che, alle mie ordini, compiono la missione che Io ho confidato loro.

Gli angeli sono gli addetti di continuare a raccogliere da tutte le parti agli eletti che faranno parte dell'esercito vittorioso di María:

Messaggio del 29/09/1987: I Angeli di Luce del mio Cuore Immacolato stanno ora raccogliendo da tutte parti agli eletti, chiamati a fare parte del mio esercito vittorioso.

Gli eletti, nella nostra interpretazione, sono quelli che saranno rapiti all'incontro col Signore, e dopo di vivere la Seconda Pentecoste ritorneranno vittoriosi con Lui per instaurare il Regno di Dio nella terra (Capitolo 3.B.1). Questa stessa funzione è chiarita in un altro messaggio:

Messaggio del 29/09/1994: A loro tocca salvare al popolo di Dio, raccogliere da tutte parti della terra a chi è chiamato a fare parte del piccolo resto che rimarrà fedele, nel sicuro rifugio del mio Cuore Immacolato.

Il piccolo resto fedele della Chiesa, raccolto da tutte le parti della terra per gli Angeli, sarà al sicuro nel rifugio del Cuore Immacolato di María che, come già vedremo subito in dettaglio, è figura del rapimento degli eletti.

f) Il rifugio nell'Immacolato Cuore di María..

Un tema che si reitera con molta frequenza nei messaggi di María, e che è uno dei "leit-motiv" delle rivelazioni, è il riferito al suo Cuore Immacolato, come "rifugio" per i suoi figli:

Messaggio del 10/02/1978: Coloro a chi ho chiamato si stanno rifugiando nel mio Cuore Immacolato.

La Madonna chiama i figli fedeli a lasciarsi riparare nel suo Cuore Immacolato, con un senso chiaro:

Messaggio del 13/10/1982: Per questi tempi vi ho preparato il sicuro rifugio dove dovete ripararvi per essere confortati e salvati. Questo rifugio è il mio Cuore Immacolato.

Stare nel Cuore Immacolato della Vergine significa ricevere la luce, "i raggi che provengono dal Cuore di Gesù", cioè, di tutta la grazia che porta alla santità. La luce di Gesù rinnoverà la Chiesa, oscurata e ferita per la realtà umana.

Più avanti sorge un messaggio che rivela più ancora il significato di questo rifugio:

Messaggio del 11/06/1983: Il mio Cuore Immacolato è la Porta del Cielo, attraverso la quale passa lo Spirito di Amore del Padre e del Figlio per arrivarve a voi e rinnovare a tutto il mondo.

Il Cuore di María è come una porta che comunica al Cielo con la terra, cioè, dove si comunica l'azione dello Spirito Santo. Lì può compiersi la missione materna della Vergine, che consiste in che ognuno dei suoi figli possa compiere il proposito del Padre per essi.

D’accordo all'esegesi sviluppata nel nostro libro, nel Capitolo 3.B.1, definiamo con gran quantità di basi bibliche l'evento conosciuto come "il rapimento degli eletti", ed vedemmo a questo episodio figurato per la visione della "donna incoronata di stelle”, di Apocalisse 12,1-6.

Commentiamo anche nel riferito Capitolo l'interpretazione mariológica di questa visione, che indica che la donna rappresenta la Madonna, che formerà nel suo Cuore Immacolato ai suoi discepoli ed Apostoli degli ultimi tempi. Essi saranno dopo rapiti all'incontro con Cristo, in modo che nel Cenacolo dell'Immacolato Cuore della Madre si produrrà l'avvenimento della Seconda Pentecoste. Crediamo che questa è l'interpretazione di quello che manifesta Maria nei suoi messaggi, che si osserva nel seguente:

Messaggio del 30/07/1986: Questo è il momento di rifugiarvi tutti in Me, perché Io sono l’arca della Nuova Alleanza.

Il rifugio del Cuore Immacolato di María equivale all’arca della Nuova Alleanza, dove quelli che entrino in questa sacra arca, come nei tempi di Noé, saranno preservati della tribolazione che flagellarà all'umanità.

Questo messaggio non offre nessun dubbio rispetto a che la Madonna si sta riferendo all'evento che denominiamo "rapimento degli eletti”, e che il proposito dello stesso non è altro che la santificazione del resto fedele della Chiesa mediante la rinnovazione che produrrà la Seconda Pentecoste, lo spiega in un'altra rivelazione:

Messaggio del 7/06/1987: Così, nel Cenacolo del mio Cuore Immacolato, quando tutta la Chiesa sia entrata in lui, accadrà il gran prodigio della seconda Pentecoste.

Tutta la Chiesa fedele che sarà rapita, preparata per la Madonna, vivrà la seconda Pentecoste (vedere Capitolo 3.B.2.), e, portata alla perfezione della santità, sarà lo strumento col quale il Signore porterà all'umanità a vivere nel Regno glorioso di Cristo:

Messaggio del 13/05/1991: Rimarrà fedele solamente il piccolo resto che in questi anni, accogliendo il mio invito materno, si è lasciato rinchiudere nel rifugio sicuro del mio Cuore Immacolato.

La Chiesa purificata e santificata ritornerà alla terra con la Parusia di Cristo venendo in gloria, iniziando il Regno di Cristo terreno. Il Cuore Immacolato di María è, allora, il sicuro rifugio per, in primo luogo, essere protetti delle minacce del mondo e dell'Avversario, e dopo, per arrivare alla trasformazione della seconda Pentecoste:

Messaggio del 11/06/1994: Il mio Cuore Immacolato è il vostro rifugio, nel quale Io vi riunisco, come in un nuovo Cenacolo spirituale, per ottenervi il dono dello Spirito Santo.

Vediamo finalmente altri due messaggi, tra molti, che non ci lasciano dubbi rispetto all'interpretazione che veniamo affermando:

Messaggio del 01/01/1996: Perchè nel sicuro rifugio del mio Cuore Immacolato aspettarete nella preghiera il ritorno di Gesù in gloria, che porterà il suo Regno al mondo.

Messaggio del 08/12/1996: Tutta la Chiesa vedrà l'aiuto straordinario che gli offre la Madre Celestiale, per condurrla all'interno del sicuro rifugio del suo Cuore Immacolato, dove conoscerà l'ora luminosa della sua seconda Pentecoste.

In questo ultimo messaggio si riafferma il senso finale del MSM in quanto a che deve essere lo strumento affinché la Chiesa sia aiutata ad entrare nell’arca della Nuova Alleanza, che è il Cuore Immacolato di María, per arrivare alla ora della sua seconda Pentecoste.

g) La Seconda Pentecoste:

Già dall'inizio dei messaggi della Vergine María al Padre Gobbi troviamo il riferimento ad una "nuova Pentecoste":

Messaggio del 5/11/1977: arriva il tempo dello Spirito Santo che vi sarà dato ogni volta con maggiore abbondanza per il Padre ed il Figlio, per portare a tutta la Chiesa alla sua nuova Pentecoste.

María rivela con molta chiarezza che perseverando con Lei nella preghiera, i suoi figli saranno preparati per ricevere il dono dello Spirito Santo in pienezza:

Messaggio del 8/09/1980: Perseverando con me nella preghiera, vi potrò preparare per ricevere il dono dello Spirito Santo che vuole comunicarsi sempre di più di maniera piena.

La Vergine, presentandosi come "la Sposa dello Spirito Santo", rivela anche la necessità di una rinnovazione e trasformazione totale della Chiesa per il fuoco dello Spirito Santo:

Messaggio del 7/06/1981: Sono la Sposa dello Spirito Santo. La mia potente funzione di mediatrice tra voi e mio Figlio Gesù si esercita, soprattutto, in ottenervi, con sovrabbondanza, dal Padre e dal Figlio, lo Spirito di Amore.

In questo messaggio la Madre celestiale c'insegna a tutti la migliore maniera di chiedere in preghiera l'effusione dello Spirito Santo. La nuova Pentecoste rinnoverà alla Chiesa e tutta la faccia della terra:

Messaggio del 30/05/1982: Nel Cenacolo del mio Cuore Immacolato preparatevi a ricevere il fuoco di amore dello Spirito Santo che porterà alla mia Chiesa a vivere il gioioso momento della sua Pentecoste e rinnoverà tutta la faccia della Terra.

La santificazione della Chiesa sarà completa, quello che si produrrà, come vedemmo prima, per il rapimento del resto fedele che si sarà rifugiato nell'Immacolato Cuore di María, per vivere in questo Cenacolo santo la nuova e gran effusione dello Spirito Santo:

Messaggio del 28/01/1984: Nel Cenacolo del mio Cuore Immacolato, apostoli di questi ultimi tempi, con vostra Madre Celeste, potete ottenere una nuova effusione dello Spirito Santo.

Lo Spirito Santo porterà alla Chiesa alla santità piena, dandogli la perfezione dei suoi sette preziosi doni, quello che implica vivere la vita spirituale "al modo divino” (vedere “La Piena Vita Cristiana, Quarta Parte, Capitolo 2”.)

Messaggio del 26/05/1985: Vieni, oh Spirito di Amore e rinnova tutta la Chiesa: portala alla perfezione della carità, dell'unità e della santità.

Qui la Madonna ricorda l'enorme importanza che significa per la santificazione del cristiano l'azione dei sette doni dello Spirito Santo, quelli che si "attivano" sempre di più nella misura che si avanza nell'esperienza della contemplazione infusa. Precisamente il cammino a percorrere, particolarmente per i laici cattolici, per raggiungere la vita contemplativa, è quello che esponiamo ed insegniamo nella nostra “Scuola di Preghiera e Crescita Spirituale”.

Quando si produca la seconda Pentecoste, la santità della Chiesa purificata e trasformata sarà lo strumento per instaurare il Regno di Dio terreno e per potere evangelizzare a tutte le nazioni della terra:

Messaggio del 22/05/1988: Lo Spirito Santo verrà per instaurare il regno glorioso di Cristo che sarà un regno di grazia, di santità, di amore, di giustizia e pace.

Lo Spirito Santo sta preparando un secondo Avvento, affinché l'umanità sia trasformata nel Regno di Dio terreno. Per questo obiettivo, in un altro messaggio si riafferma la sua azione per effondere ed evidenziare l'operazione dei suoi sette doni tra gli eletti, chi allora potranno diffondere la luce di Cristo in tutte le nazioni della terra:

Messaggio del 3/06/1990: Lo Spirito Santo apre e chiude le porte del secondo Avvento. Per quel motivo tutto il periodo del Secondo Avvento che state vivendo, è il tempo dello Spirito Santo.

Sulla maniera in cui l'azione dei doni dello Spirito Santo perfeziona alle virtù teologali e cardinali, può vedersi “La Piena Vita Cristiana, Seconda Parte, Capitolo 4”.

Anche la Vergine María definisce con molta chiarezza in un altro messaggio l'azione dello Spirito Santo:

Messaggio del 19/05/1991: Allora, lo Spirito Santo vi porterà alla comprensione della verità integra.

Vediamo in che aspetti si evidenzierà l'azione dello Spirito Santo:

*Porterà alla conoscenza della Verità integra.
*Farà penetrare nel segreto della Parola di Dio.
*Farà comprendere i segni del nostro tempo.
*Preparerà i cuori e le anime per la seconda Venuta di Gesù.
*Preparerà all'umanità per il suo completo cambiamento.
*Rinnoverà la faccia della creazione.

In un altro messaggio dato per la Madonna nella solennità di Pentecoste di 1995 si dettaglia ancora più l'azione dello Spirito Santo:

Messaggio del 4/06/1995: Discenderanno un'altra volta sulla Chiesa e sopra tutta l'umanità miracolose lingue di fuoco.

In questa rivelazione appare qualcosa di molto interessante: la luce dell'azione dello Spirito Santo genera come un "giudizio in piccolo", cioè, mostra alle anime come in un specchio, che è quello della verità di Dio, la sua situazione di peccato, per dopo purificarli per la divina misericordia. È quello che noi, nel nostro libro, denominiamo "Il giudizio dei vivi" (vedere Capitoli 3, 4 e 5).

Nella festa di Pentecoste del seguente anno il messaggio di María rivela che apparirà il Regno di Cristo nella terra solo dopo che la Chiesa abbia raggiunto la massima santità nella seconda Pentecoste:

Messaggio del 26/05/1996: Soprattutto lo Spirito Santo comunicherà alla Chiesa il Dono prezioso della sua unità piena e della maggiore santità. Solo allora Gesù gli consegnerà il suo Regno di gloria.

La Chiesa, piena dello Spirito Santo, come lo fu piena quella prima comunità di apostoli e discepoli che vissero la prima Pentecoste, sarà quella che porterà il dono dello Spirito a tutta l'umanità per trasformarla e fare del mondo un giardino pieno di virtù, poiché quello sarà il regno che Cristo instaurerà con la sua seconda Venuta.

h) L'instaurazione del Regno di Gesù come una nuova era di pace e santità..

Quella che potrebbe denominarsi come "la gran novità" teologica dei messaggi della Vergine María al Padre Gobbi è la rivelazione dell'instaurazione del Regno terreno di Cristo, in una nuova era dell'umanità piena di grazia e santità.

Nella nostra opera "Il Regno di Dio si instaura con la seconda Venuta di Gesù Cristo", nel Capitolo 7, esponiamo lo sviluppo esegetico dell'instaurazione del Regno di Dio nella sua doppia fase, terrena e celestiale, a partire dalla Parusia del Signore.

Lì diamo l'appoggio dottrinale pieno alle rivelazioni che sorgono dai messaggi di María sul Regno di suo Figlio nella terra ed ad una nuova era ("eone") nella storia dell'umanità. Analizzeremo di seguito i dettagli di questa rivelazione:

Il primo riferimento alla venuta del regno di Gesù la troviamo nel seguente messaggio:

Messaggio del 13/05/1978: Così tutto il mondo vedrà come si sta realizzando il piano di amore del Cuore Immacolato di vostra Madre Celeste per la venuta del Regno di mio Figlio Gesù.

La Madonna rivela che ha un piano per preparare la venuta del Regno di Gesù, che include i suoi figli prediletti, i sacerdoti che ascoltino la sua chiamata:

Messaggio del 28/07/1978: Attraverso voi, i miei Sacerdoti, richiamo ora tutti a consacrarsi al mio Cuore Immacolato.

I Sacerdoti che si consacrino al Cuore Immacolato di María saranno gli strumenti affinché altri cristiani facciano la stessa cosa, per preparare una Chiesa santa che sarà la precursora della venuta del Regno di Gesù nella terra.

Il messaggio che segue, dato in Fatima, non lascia dubbi che la Madonna sta annunciando un Regno di Cristo terreno:

Messaggio del 25/11/1978: Affinché finalmente possa risplendere nel mondo il suo Regno di verità e di grazia, di amore, di giustizia e di pace.

Una rivelazione fondamentale per questo futuro Regno di Cristo terreno è che nello stesso l'Eucaristia sarà il cuore ed il centro della Chiesa:

Messaggio del 14/06/1979: Il suo Regno glorioso risplenderà soprattutto nel trionfo di Gesù Eucaristia, perché l'Eucaristia tornerà ad essere il cuore ed il centro di tutta la vita della Chiesa.

Qui non rimangono dubbi su uno dei punti centrali della tesi che sviluppiamo nel nostro libro: dopo della Parusia Gesù non rimarrà visibilmente nella terra, ma la sua presenza reale sarà data per il Santissimo Sacramento, dove si trova realmente il suo Corpo, il suo Sangue, la sua Anima e la sua Divinità. (vedere Capitolo 7.C.2.).

Questa rivelazione è fondamentale, poiché elimina radicalmente tutte le obiezioni che, in più di diciassette secoli della storia della Chiesa, si sono fatte rispetto al millenarismo, dove la presenza visibile di Gesù e dei santi risuscitati nella terra, mischiati coi uomini, presentava aspetti dottrinali impossibili da salvare per la teologia cattolica.

Invece, nel nostro sviluppo, collochiamo le cose nel suo posto: nel Regno di Cristo terreno, la Chiesa rinnovata e santificata nel rapimento all'incontro col Signore e la sperienza della seconda Pentecoste, che ritorna alla terra accompagnando Gesù nella Parusia, è quella che governa ed evangelizza il mondo sopravvissuto della gran tribolazione.

Nel Regno di Cristo celestiale, Gesù ed i santi risuscitati "giudicano", cioè, "governano" il Regno terreno attraverso una nuova e forte "comunione dei santi”, come vedremo nel seguente punto.

D'ora in poi, ogni sperienza profonda dell'adorazione Eucaristica, è un anticipo di quello che vivrà la Chiesa nel Regno di Cristo che si instaurerà con la sua seconda Venuta. Nel nostro libro, nel punto 3 dell'Epilogo sviluppiamo le considerazioni per le quali sosteniamo che il Regno di Dio terreno avrà un splendore ed una santità mai prima conosciuti nel mondo, che è quello che proclamano costantemente i messaggi della Madonna sul Regno glorioso di suo Figlio Gesù.

L'ultimo giorno dell'anno 1980 la Madonna dà un messaggio annunciando una nuova era che nascerà:

Messaggio del 31/12/1980: Un'era di grazia, di amore e di pace nasce già, dai dolorosi giorni che state vivendo.

Pochi giorni dopo questo messaggio, si equipara al resto della Chiesa fedele al "nuovo popolo dell'Israele", che preparerà all'umanità per il ritorno del Signore, dopo di vivere la nuova Pentecoste:

Messaggio del 2/2/1981: Gloria al nuovo popolo dell'Israele, chiamato a preparare all'umanità per il ritorno di Gesù.

In un altro messaggio si identifica al "nuovo Israele di Dio", la Chiesa, con la nuova Gerusalemme:

Messaggio del 5/3/1982: Oh, nuova Gerusalemme, Chiesa di Gesù, vero Israele di Dio!

Tutto quello esposto nel messaggio anteriore è completamente coincidente con la nostra esegesi rispetto alla Gerusalemme che scende dal cielo (Capitolo 7.A.2.). Lì sosteniamo che la descrizione della Gerusalemme terrena di Apocalisse 21,9-27 simbolizza alla Chiesa terrena formata per i santi rapiti all'incontro col Signore, e purificata dopo per la sperienza della nuova Pentecoste, che ritorna alla terra accompagnando al Signore nella sua Parusia, con la missione di governare ed evangelizzare alle nazioni del mondo. Questi santi morranno al suo tempo, ma saranno stati confermati in grazia, cioè, si salveranno.

Nella festa di Cristo Re di 1986 la Madonna spiega di che maniera Gesù dovrà regnare nel suo glorioso Regno che sta già alle porte:

Messaggio del 23/11/1986: Gesù deve regnare in tutta l'umanità, affinché essa sia un nuovo giardino.

Il Regno di Cristo nella terra, che coinciderà col trionfo del Cuore Immacolato di María, sarà instaurato a partire dalla luce dello Spirito Santo che invaderà la Chiesa purificata nella seconda Pentecoste, che evangelizzerà e guiderà alla santità alle persone, le famiglie e le nazioni, affinché Cristo regni su tutta l'umanità.

L'azione dello Spirito Santo che discenderà dall’alto come fuoco sul mondo, sarà quella che darà compimento alla petizione della preghiera che lo stesso Gesù insegnò ai suoi discepoli: "venga a noi il tuo Regno":

Messaggio del 3/07/1987: Gesù che vi ha insegnato la preghiera per invocare la venuta del Regno di Dio sulla terra, vedrà finalmente compiuta la sua invocazione, perché instaurerà il suo Regno.

Il regno di Cristo nella terra manifesterà pienamente la presenza del Signore tra gli uomini attraverso il trionfo universale della sua Eucaristia, che permetterà sperimentare in una maniera nuova e straordinaria la sua presenza reale per il Sacramento.

In questo senso il Regno di Dio sulla terra potrebbe denominarsi con tutta proprietà "il Regno Eucaristico di Gesù":

Messaggio del 21/8/1987: La venuta del Regno glorioso di Cristo coinciderà col maggiore splendore dell'Eucaristia. Cristo instaurerà il suo Regno glorioso col trionfo universale del suo Regno Eucaristico.

La Madonna ricorda che la nascita di una nuova era di santità e di grazia, che è il Regno di suo Figlio nella terra, sarà posteriore alla purificazione del mondo per la gran punizione che il Signore permetterà che vivano gli uomini:

Messaggio del 1/1/1991: La gran sofferenza che vi aspetta è per prepararvi alla nascita della nuova era che sta per arrivare al mondo.

Questa prova è necessario tanto per la Chiesa come per tutta l'umanità:

Messaggio del 2/2/1991: È una prova tanto grande e dolorosa che né tanto almeno potete immaginarla, ma è necessaria per la Chiesa e per tutta l'umanità.

Nella festa dell'Assunzione di María di 1991 la Madonna dà nel suo messaggio una rivelazione che coincide pienamente con la nostra esegesi sull'instaurazione del Regno di Cristo nella terra, ed il significato della Gerusalemme Terrena che scende dal Cielo (vedere Capitolo 7.A.2.):

Messaggio del 15/8/1991: La nuova Era è la Gerusalemme Celestiale che abbassa del cielo alla terra, per trasformarla completamente e formare così la nuova terra ed i nuovi cieli.

Nel nostro libro sosteniamo che la Gerusalemme che scende dal cielo simbolizza alla Chiesa terrena purificata e santificata nel rapimento, dopo di vivere la seconda Pentecoste e le Nozze dell'Agnello. La Madonna denomina a questa discesa "un particolare incontro di amore, di luce e di vita tra il Paradiso nel quale mi trovo e la terra."

Chiaramente abbiamo qui identificate le due fasi del Regno di Dio: la celestiale e la terrena, unite nell'incontro di grazia che produce la "Comunione dei Santi” (vedere punto seguente, "i").

In un altro messaggio la Madonna si riferisce all'importante fatto che Satana non avrà oramai azione né influenza nel Regno di Cristo nella terra, e che sarà la presenza eucaristica di Gesù quello che libererà tutto suo divino potere nei cuori e le anime degli uomini:

Messaggio del 21/11/1993: Il Regno glorioso di Cristo si stabilirà dopo la completa sconfitta di Satana e di tutti gli Spiriti del male e con la distruzione del suo diabolico potere.

Per finire questo punto, ci riferiremo ad un’altro importante messaggio, dove la Madonna equipara l'esperienza che avrà l'umanità della venuta di Gesù in gloria con quello che sperimentarono Pietro, Giacomo e Giovanni nel Tabor:

Messaggio del 6/8/1997: Perché Gesù si manifesterà nel suo splendore e la sua umanità sarà completamente trasfigurata per la luce fulgida della sua divinità.

Nella nostra opera analizziamo l'evento della Trasfigurazione di Gesù come parte dell'esegesi che mostra chiaramente il ritorno dei santi rapiti insieme a Gesù nella sua seconda Venuta (vedere Capitolo 3.B.1.).

i) La Comunione dei Santi.

Nel punto anteriore, dove analizziamo l'instaurazione del Regno di Gesù sulla terra, vedemmo che la forma di "governo" che avranno il Signore ed i santi risuscitati dalla Gerusalemme celestiale si troverà basata nella chiamata "comunione dei santi”.

Nel nostro libro sviluppiamo ampiamente questo tema, perchè è fondamentale per comprendere un aspetto cruciale del Regno di Cristo terreno, che si riferisce al fatto di "giudicare" o "governare" questo regno, senza essere presente in forma visibile sulla terra (vedere Capitolo 7.C.2).

Ci sono molti messaggi della Madonna al Padre Gobbi che confermano senza dubbi alla nostra esegesi; vediamo alcuni dei più rilevanti:

Messaggio del 2/11/1978: Per questo, oggi, cielo e terra si uniscono, in questa straordinaria comunione di amore, di preghiera e di azione, alle ordini della vostra Celestiale Capitana.

C'è un'unione tra i santi del cielo e quelli che si purificano nel Purgatorio con la Chiesa terrena che formano nel suo insieme l'esercito della Madonna. La sua funzione la troviamo descritta in queste azioni:

*Aiutano a compiere i propositi della Madonna.
*Difendono dal male.
*Proteggono contro i pericoli.
*Sostengono e danno forza.

Questa comunione di vita diventerà sempre di più intensa e sarà strumento privilegiato per l'instaurazione del Regno di Gesù nella terra:

Messaggio del 1/11/1981: La Madre Celeste vuole fare più forti i vostri vincoli di amore col Cielo affinché ogni giorno godiate della Comunione dei Santi.

La Madre Celestiale rivela che la comunione dei santi è come una "porta luminosa" per la quale il Paradiso si unisce con la terra, e permette che il mondo sperimenti la gloriosa presenza di Cristo:

Messaggio del 1/11/1990: Che vi rallegri la certezza che i Santi del Paradiso riflettono su voi la luce della sua beatitudine, per aiutarvi a vivere nella terra, per la glorificazione perfetta della Santissima Trinità.

La "nuova era" o "eone" che comprende il Regno di Cristo terreno implicherà una Comunione dei Santi piena e forte:

Messaggio del 15/8/1991: La nuova era che sta già per arrivare, vi porta ad una piena comunione di vita con quelli che vi hanno preceduti e che nel Paradiso godono della perfetta felicità.

Nuovamente la Madonna riafferma in un altro messaggio che la comunione dei santi equivale a che il Paradiso si unisca alla terra:

Messaggio del 1/11/1995: Il Paradiso si unisce alla terra, ora che state vivendo il periodo conclusivo della purificazione e della gran tribolazione.

Questa Comunione dei Santi aiuta alla Chiesa terrena nei difficili tempi della purificazione, e quando si instauri il Regno di Cristo nella terra, sarà la via di comunicazione perfetta delle grazie e gli aiuti che si spargeranno dal cielo.

L'azione dei santi ("giudicare", cioè, secondo l'accezione ebrea, "governare") si evidenzia con l'aiuto per vincere le insidie di Satana ed avanzare per il cammino verso la santità, già prima della Parusía.

Dopo dell'instaurazione del Regno di Cristo, eliminata l'influenza del Diavolo, che rimarrà "incatenato", l'azione della Comunione dei Santi sarà decisiva per la fioritura in tutto il mondo di una santità generalizzata mai vista anteriormente nel cristianesimo.

Completiamo in questo modo il panorama che ci danno i messaggi di María Santissima su quello che succederà nella Chiesa e nel mondo nei tempi della fine, mostrando come il nostro sviluppo esegetico si trova in completa armonia col contenuto di queste rivelazioni.

3) Le rivelazioni della Madonna sul Libro dell'Apocalisse.

Considerando la gran quantità di messaggi della Madonna ricevuti per il P. Gobbi, sono molti che si riferiscono alla sua intenzione di portare ai suoi figli prediletti alla comprensione della Divina Scrittura. Risulta sommamente importante sottolineare quello che chiarisce rispetto al Libro dell'Apocalisse, dicendo che “tutto è già predetto in esso", di dove sorge specialmente il valore che ha il suo studio ed interpretazione, a partire dalla comprensione che viene dalle rivelazioni della Madre:

Messaggio del 24/4/1980: Soprattutto, vi leggerò le pagine del suo ultimo Libro che state vivendo. Tutto è già predetto in lui, nonostante quello che ancora sta per succedere.

Troviamo anche severe avvertenze rispetto alle interpretazioni "moderne" dei vangeli:

Messaggio del 25/3/1982: Mai come oggi, si dà un'interpretazione del gran mistero di Dio tanto meschina e banale.

Nel nostro libro, nell'Introduzione, punto B, sosteniamo il nostro punto di vista sull'esegesi "moderna", completamente coincidente con quell'espresso in queste parole della Madonna.

Si accusa la massoneria ecclesiastica di cercare interpretazioni del Vangelo con basi esclusivamente razionaliste e naturali:

Messaggio del 13/6/1989: Allora la massoneria ecclesiastica opera per oscurare la sua Divina Parola, per mezzo di interpretazioni naturali e razionali.

Ci sono molto specialmente numerosi messaggi che rivelano la verità rinchiusa in diversi passi del Libro dell'Apocalisse:

Messaggio del 29/6/1983: La Donna vestita del Sole combatte apertamente col suo esercito contro l'esercito alle ordine del Drago rosso.

Si identifica al "Drago Rosso" con l'azione dell'ateismo marxista, che è l'esercito sistemato al suo servizio, ed alla "Bestia Nera" come la massoneria infiltrata nella Chiesa.

Rivela anche María che la catena che legherà a Satana ed ostacolerà la sua maligna azione sul mondo sarà il Santo Rosario:

Messaggio del 7/10/1983: La superbia di Satana sarà vinta un'altra volta per l'umiltà dei piccoli, ed il Drago rosso si sentirà definitivamente sconfitto e vilipeso, quando Io lo leghi con il mio Rosario.

Il tempo in che Satana sarà incatenato arriverà prima di quello che si pensa:

Messaggio del 9/10/1987: Infine preparo il giorno, già vicino, della vostra liberazione con la definitiva sconfitta del Drago rosso.

Anche María spiega l'interpretazione della persecuzione del Drago Rosso alla Donna vomitando un fiume di acque, e la sua salvazione per le due ali dell'Aquila:

Messaggio del 6/5/1989: I grandi prodigi che Io realizzo oggi nel deserto nel quale mi trovo, sono quelli di trasformare completamente la vita dei miei piccoli figli.

La missione di María coi suoi figli prediletti è di fare che anche essi siano portati per la fede e la carità al deserto dove si trova la Madre Celeste, per essere trasformati e portati alla santità completa. Interpretiamo che qui la Madonna si riferisce alla preparazione dei santi che saranno dopo rapiti (figura di essere trasportati per le due ali dell'aquila) all'incontro con Gesù, e nel Cenacolo figurato per il Cuore Immacolato di María vivranno la soprannaturale esperienza dell'effusione dello Spirito Santo nella nuova Pentecoste, che trasformerà completamente le sue vite affinché siano gli strumenti di Gesù per instaurare il suo Regno nella terra.

In un altro messaggio si definisce l'azione della Bestia nera e dei titoli scritti su ogni testa della bestia:

Messaggio del 3/6/1989: L'obiettivo delle logge massoniche, oggi, è quello di agire con gran astuzia, per portare da tutte le parti all'umanità a disprezzare la Santa Legge di Dio.

Un altro passo dell'Apocalisse, "la marca nella fronte e nella mano" (Apocalisse 13,16-17) è chiarito nel suo senso:

Messaggio del 8/9/1989: La marca nella fronte e nella mano è espressione di una totale dipendenza di chi è marcato per questo segno.

La Madonna rivela anche il significato di "La Donna vestita di sole" e della sua corona di 12 stelle (Apocalisse 12,1):

Messaggio del 8/12/1989: Alla fine sono vista come la Donna vestita di Sole, che ha la missione di combattere contro il Drago Rosso ed il suo poderoso esercito, per vincerlo, legarlo e gettarlo nel suo regno di morte.

C'è finalmente un messaggio che condensa l'intenzione della Madonna rispetto all'interpretazione del Libro dell'Apocalisse:

Messaggio del 5/8/1995: Per il sentiero dei miei messaggi vi porto ancora alla comprensione di quello che è scritto nel Libro sigillato.

4) Conclusioni

I messaggi della Santissima Vergine María dati al Padre Gobbi prospettano la rivelazione di certi avvenimenti relativi ai tempi della fine, cioè, al momento in che si produrrà la Seconda Venuta di suo Figlio Gesù Cristo al mondo.

Questa rivelazione presenta i seguenti eventi principali:

*Ci sarà una gran purificazione per il dolore e la sofferenza nella Chiesa e nel mondo, che si denomina “il tempo della gran prova." La Chiesa passerà per un'apostasia ed un scisma tremendi, entrando in lei l'uomo di iniquità ed instaurando “l’abominio della desolazione”.

*I segni dei tempi stanno mostrando chiaramente che si avvicina la seconda Venuta di Cristo, nella gloria e la potenza. Si raggiungerà allora la "pienezza" dei tempi.

*A Maria la Santissima Trinità l'ha raccomandato di essere la Madre del Secondo Avvento, preparando in primo luogo alla Chiesa, e mediante lei all'umanità, per la nuova venuta del Signore.

*Per realizzare questo proposito Maria ha tracciato un piano, nel quale il punto strategico si riferisce alla formazione di sacerdoti e fedeli santi. Questo si realizzerà a partire dalla consacrazione dei cattolici al suo Cuore Immacolato, di dove sorgeranno i "nuovi Apostoli" o "Apostoli degli ultimi tempi."

*Per portare a questi Apostoli alla santità, la Madonna offre il sicuro rifugio del suo Cuore Immacolato, quello che significa consacrarsi a Lei ed allontanarsi dalle cose del mondo. In qusto rifugio, a modo di un nuovo Cenacolo, i suoi figli vivranno la trasformazione prodotta per la seconda Pentecoste, data per una nuova e poderosa effusione dello Spirito Santo.

*Questi santi purificati e trasformati interiormente saranno gli strumenti di Gesù per instaurare nel mondo il suo glorioso Regno, inaugurando una nuova era di grazia, santità e pace mai vista nella terra.

*In questa nuova era di grazia si produrrà un azione molto forte della Comunione dei Santi, con una comunicazione, a modo di "porta aperta", tra il cielo e la terra, quello che sarà fonte di aiuti soprannaturali per la Chiesa terrena.

Tutto questo si trova ovviamente nel contenuto del Nuovo Testamento, specialmente nel Libro dell'Apocalisse, al quale queste rivelazioni aiutano per trovare un significato più chiaro e più preciso di quello che ci vuole dire.

Nel mio caso personale, come menzionavo al principio di questo articolo, tutto questo itinerario di studio cominciò cercando le risposte che mi esponevano i messaggi della Madonna al Movimento Sacerdotale Mariano attraverso il P. Gobbi, sboccando finalmente in un sviluppo dottrinale che, di fronte al mio gran stupore, dà risposte chiare ai grandi punti interrogativi che erano sorti.

È per questo motivo che oggi, più che mai, sento la certezza che la Madonna sta parlando in questo tempo alla Chiesa, della quale è la Regina, e, per ende, a tutti i suoi figli amati, mediante questi messaggi dati a suo piccolo figlio Stefano.

La conseguenza è, allora, sommamente importante: sollecitati come stiamo per le esortazioni e le rivelazioni di nostra Madre Celeste, non possiamo lasciare cadere né nell'indifferenza né nella dimenticanza le sue parole, ma, al contrario, dobbiamo tentare di penetrare sempre di più nella profondità del significato di quello che sta ripetendoci un ed un'altra volta.

Per certo, questo è, in definitiva, il senso di questo articolo e di tutto il contenuto di questo Sito. Spero sinceramente che, di questa maniera, possa apportare il mio granello di sabbia che serva per avanzare verso una migliore comprensione del messaggio amoroso ed urgente della Madre del secondo Avvento.



Gianfranco Benedetto
Buenos Aires – Argentina
Ottobre 2010

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La Venuta Intermedia di Gesù: un'analisi di questa dottrina

A) La Dottrina della "Parusia Intermedia"
  1) Libro "Gesù Risorto sta per venire", di A. Norrito e G. Vinci
  1) Libro "Parusia Intermedia", di Johannes De Parvulis
B) Paragone col nostro sviluppo dottrinale
  1) Punti principali del nostro sviluppo dottrinele
    a) Distinzione tra la Gerusalemme Terrena e la Gerusalemme Celestiale
    b) "Elevazione" o "Rapimento" dei santi eletti
    c) Giudizio dei vivi e dei morti
    d) Apparizione di Gesù in forma visibile nel cielo nella Parusia ed instaurazione del Regno di Dio Terreno
    e) Governo di Gesù e dei santi risuscitati
    f) Fine del Mondo e sussistenza eterna della "Gerusalemme Celestiale"
  2) Paragone con la dottrina della "Parusia Intermedia"
C) Conclusioni finali


La Experiencia Mística y la SantidadScarica in formato PDF per imprimere

Meno di due anni fa, quando avevo già quasi finito la redazione del mio libro "Il Regno di Dio si instaura con la seconda Venuta di Gesù Cristo", che come spiego nel Prologo dello stesso fu studiato e scritto durante nove anni, presi conoscenza della dottrina che sostiene la cosidetta "Venuta Intermedia" di Gesù Cristo alla terra.

Dato che praticamente tutti gli autori che sviluppano questo tema sono italiani, ed i suoi libri sono scritti in questa lingua, mi trovai in Internet con questi articoli, quando ero impegnato nella traduzione al italiano del mio libro "La piena vita cristiana", pubblicato nel Sito Web www.it.contempladores.com.ar.

Mi interessò molto il tema, perché aveva diretta relazione con tutta l'esegesi e lo sviluppo dottrinale che realizzai nel libro menzionato in primo termine, per quello che studiai tutto il materiale che potei trovare, ed ora presento in questo articolo una sintesi di quello che ho trovato su questa dottrina, facendo anche un paragone con il sviluppo esegetico del mio proprio lavoro.

A) La dottrina della "Parusía Intermedia"

Negli ultimi decenni sono apparsi alcuni teologi e studiosi della Bibbia che cominciarono a sviluppare quello che denominarono la "Venuta Intermedia di Gesù" o "Parusía Intermedia", secondo l'accezione coniata per il sacerdote italiano P. Martino Penasa attorno all'anno 1990.

Questi studi apparvero come risposta alle rivelazioni che sorgono da molte delle apparizioni della Madonna, o a locuzioni interne che la Madre ha dato, per esempio tra altre, al P. Stefano Gobbi, originando il Movimento Sacerdotale Mariano. Si conoscono anche numerosi messaggi fatti agli cosidetti "carismatici", tanto attribuiti alla Madonna come a Gesù, considerati come rivelazioni private che hanno ricevuto differenti persone.

In questi messaggi si parla non solo della vicinanza della Parusia, bensì soprattutto dell'instaurazione del Regno di Dio in questa terra, in un periodo che si è denominato "Millennio felice", secondo l'interpretazione letterale del passaggio di Apocalisse 20,1-4.

Nel nostro articolo edito in questa Pagina, "Il millenarismo: concetto e portata", sviluppiamo la storia del milenarismo nella vita della Chiesa, e come a partire da Sant’Agostino si accetta la dottrina "allegorica" relativa al Capitolo 20 dell'Apocalisse, facendo cominciare il millennio con l'incarnazione di Gesù Cristo, e fissando il suo termine con la "fine del mondo”.

Questo aspetto spicca molto specialmente nella dottrina della "Parusía intermedia", dove si afferma che Gesù tornerà alla terra per instaurare il "millennio felice", molto tempo prima (il periodo simbolico di mille anni) che si produca la sua seconda Venuta per il giudizio Finale.

Dato che quasi la totalità della bibliografia riferita alla Venuta Intermedia di Gesù è di autori italiani, e si trova in lingua italiana, offriamo ai lettori che parlano spagnuolo una sintesi di testi dove si sviluppa questa dottrina.

Per motivo che non ho potuto leggere le opere dei primi autori, i Padri Aldo Gregori e Martino Penasa, citerò due dei lavori più conosciuti attualmente, dove ci sono molti riferimenti a questi pionieri della Venuta Intermedia.

1) Libro "Gesù rísorto sta per tornare", di Antonio Norrito e Girolamo Vinci.

L'autore Antonio Norrito spiega questo tema:

“Precisiamo, però, che il biblista Martino Penasa, nel sostenere la Parusia intermedia non entra in contraddizione con la dottrina della Parusia finale, come qualcuno ha pensato, ma mette in luce l’esistenza di un ‘vuoto dogmatico’ nella Sacra Dottrina che la sola dottrina della Parusia finale non riesce a colmare. In breve, manca una parusia, la cosiddetta Parusia intermedia accennata in Apocalisse 20. Quindi è bene sottolineare che non è in discussione il dogma della Parusia finale, fin qui siamo tutti d’accordo, ma bensì si vuole riflettere sulla mancata definizione di una parusia intermedia, riconosciuta unanimemente dai primi cristiani, studiata dai Padri della Chiesa e cancellata successivamente dall’interpretazione allegorica di Origene, Agostino e Girolamo. Ribadiamo ancora che senza la parusia intermedia non si comprendono bene molti passi biblici e la relativa storia della salvezza dove tutto ha un ordine secondo il divino progetto. E vedremo in seguito che il non credere alla venuta intermedia di Cristo può essere molto grave per chi coltiva le virtù teologali, perché si sottrae ai fedeli la possibilità di credere di sperare di amare in modo perfetto alla Signoria di Cristo anche in questo mondo e nel nostro tempo.”

Lo stesso autore sviluppa in che cosa consisterà questa Venuta Intermedia di Gesù:

“Che vuol dire ritorno? Cristo è in Paradiso, ritorna perchè è già venuto nella natura umana, ritorna in modo relativo, perchè Gesù con la Sua Divinità è già presente nell’Eucaristia, ritorna in quanto si manifesterà in maniera gloriosa a questo mondo e porterà il Suo Regno qui su questo mondo. E allora questa Sua Venuta rappresenterà l’unione di questi tre o più elementi: a) Finalmente sarà compiuta la Preghiera che Gesù ci fa fare nel Padre Nostro: venga il Tuo Regno. Da tutte le creature sarà compiuta in maniera perfetta la Divina Volontà, per cui verrà su questa terra il Regno del Divino Volere;
b) Coinciderà con la seconda Pentecoste;
c) Sarà il più grande miracolo della Divina Misericordia e il Trionfo dell’Amore Misericordioso di Gesù, che aprirà il mondo ad una Nuova Era, ad una nuova civiltà, a conoscere finalmente la civiltà dell’amore;
d) Ma soprattutto il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria e il ritorno di Gesù nella Gloria coincideranno con l’Avvento del Regno Eucaristico di Gesù”.

Si prospetta in questo lavoro che in definitiva esiste una Triplice Venuta di Gesù:

“E’ necessario chiarire subito i termini del discorso dicendo che esiste una Triplice Venuta di Gesù: la prima è la sua nascita da Maria Vergine a Betlemme, circa 2000 anni fa, per redimere l’umanità; la seconda, chiamata ‘Venuta Intermedia’ è il ritorno di Gesù con Potenza e Gloria su questo mondo per regnare ed è molto vicina; la terza sarà alla fine della storia dell’umanità, alla fine del mondo, per il Giudizio Universale e che è molto lontana.”

Una sintesi dei argomenti teologici di questo autore è la seguente:

*Gesù, nella sua Venuta Intermedia, stabilirà il suo Regno terreno, conosciuto come "il millennio felice."

*In questo millennio Satana sarà "Legato", cioè, non potrà sviluppare la sua azione tentatrice tra gli uomini.

*È certo che ancora le conseguenze del peccato originale si faranno sentire, e rimarrà la debolezza della natura umana, ma essendo stato relegato il diavolo all'inferno e distrutte le opere del male, tutto favorirà il bene e la santità.

*Con la Venuta Intermedia di Gesù si parla della "fine dei tempi attuali", e non della "fine del mondo”.

*Gesù, nella sua Venuta Intermedia, sarà visto per tutti venendo tra le nuvole dal cielo con gran potenza e gloria.

*Questo regno terreno non sarà ancora lo stadio finale del Regno di Dio, poiché lo stadio finale è il Paradiso.

*Sarà preceduta dall’Anticristo, che sta per manifestarsi. Prima della manifestazione dell’Anticristo, secondo S. Paolo ( 2 Ts 2, 3) avverrà la Grande Apostasia, cioè la perdita della fede nella maggioranza dei cristiani e questa Apostasia è già in atto.

*Vi è dunque la prima risurrezione per i santi e i beati, e una necessaria trasfigurazione per i superstiti vivi ad opera dello Spirito Santo. La trasfigurazione (come per Gesù in Lc 9, 28-36) è un anticipo della risurrezione (Ap 20, 4-6). I vivi trasfigurati non subiranno la seconda morte, quella spirituale, che è la perdita della grazia, ma subiranno la prima morte, che è la morte fisica, per trovarsi nella risurrezione generale alla fine del tempo.

*Inoltre all’inizio del millennio compare la Gerusalemme messianica. La città scenderà dal cielo e si poserà in un punto sulla terra (a Dozulé, secondo un messaggio celeste). La Trinità vi prenderà stabile dimora (Ap 20, 9-27. 22, 1-5). Tuttavia, secondo il libro dell’Apocalisse, vi sono che servono a guarire le nazioni, perché è ancora un tempo, quello dei mille anni, della misericordia di Dio attraverso i sacramenti e la mediazione della Chiesa.

Questo autore si riferisce anche all’interessante argomento della differenza tra la doctrina cattolica della “Parusia Intermedia” e quella della “Fine del mondo” creduta dai cristiani protestanti:

“Spesso alcuni lettori in modo superficiale hanno accostato il concetto di “Venuta Intermedia di Cristo” all’ idea della fine del mondo annunciata da molti gruppi cristiani protestanti, come ad esempio quella degli avventisti, dei Santi degli ultimi giorni, e in modo più insistente dei Testimoni di Geova. Facilmente i due concetti possono essere assimilati da chi non è competente in materia, accusando ingiustamente i cattolici che credono alla Venuta Intermedia di eresia o tutto al più di esprimersi come i Testimoni di Geova. In realtà i due concetti escatologici, pur avendo delle affinità, sono sostanzialmente differenti, perchè:

1) a livello temporale la Venuta Intermedia di Cristo non corrisponde alla fine del mondo, ma “alla fine dei tempi”, cioè a questi nostri giorni: mentre sta tramontando un’epoca, il Signore sta preparando una nuova era, che sarà inaugurata dalla Venuta Intermedia di Gesù.
2) a livello confessionale la Venuta intermedia di Cristo riguarda tutti gli uomini di ogni religione. Tutti sono chiamati in un estremo atto di fede durante il”giudizio interiore”(Grande Avvertimento), a riconoscere Cristo come Dio e Signore dell’universo.
3) a livello teologico la Venuta Intermedia di Gesù pur purificando il mondo attuale con la seconda Pentecoste non muta la realtà dei sacramenti, anzi i messaggi carismatici annunciano una maggiore glorificazione dell’Eucaristia e quindi della Chiesa gerarchica, custode e dispensatrice dei Sacramenti, mentre per i gruppi protestanti con questa Venuta gloriosa, Cristo comanderebbe direttamente sui fedeli , senza più strutture ecclesiali e mezzi sacramentali.
Pertanto i cattolici che credono alla Venuta Intermedia di Cristo si distinguono anche da tutti gli altri cattolici che, confusi della interpretazione di S. Agostino circa il “millennio felice”, non credono che Cristo un giorno verrà sulla terra come Dio e come Re dell’Universo, ed inoltre si distinguono da quei cristiani di altre confessioni che pur credendo alla Venuta di Cristo sulla terra, negano di fatto quella cattolicità così evidentemente proclamata dal Vangelo e dalle profezie attuali. In realtà quando Cristo verrà nella Venuta intermedia il concetto di cattolicità si esprimerà in tutto il suo significato, quello appunto dell’universalità delle fede in Cristo annunciato dagli Apostoli e dai loro validi successori.”

2) Libro "Parusia Intermedia" di Johannes De Parvulis.

Un altro autore che scrive sulla Parusía Intermedia è Johannes De Parvulis, nel suo libro "Parusía Intermedia”. Sviluppa in primo luogo i diversi concetti del messianismo, dopo espone sul millenarismo, tanto nei Padri della Chiesa, come nell'equivoco di Sant’Agostino, e puntualizza le distinte forme del millenarismo corrotto.

Quindi entra direttamente nel tema della Parusia Intermedia, facendo un'analisi del testo biblico di Apocalisse 20,4 -7:

“Questa profezia non è l’unica, ma è la più rappresentativa fra tutte quelle che nella Bibbia annunziano il “Regno di Dio in Terra” come conseguenza della Parusia intermedia. Vi si assume che il potere mondiale di Satana – tutti sanno che Satana è l’attuale “Principe di questo mondo” – sarà rimpiazzato dal potere mondiale di Cristo. A partire da quel momento Gesù Cristo sarà considerato Re dell’umanità, e questa sua regalità effettiva durerà un millennio. Se alle parole bibliche appena riportate viene dato un senso letterale, che è quanto la Chiesa raccomanda ogniqualvolta la cosa è possibile, un millennio sono mille anni, ovvero dieci secoli. Se invece viene dato loro un senso simbolico, i mille anni sono un periodo indeterminato.
Il ragionamento che segue ha una certa sua importanza. Che significano le parole “riprendere vita e regnare con Cristo per mille anni”, presenti nel testo appena citato? S. Giovanni specifica che in questo “riprendere vita” consiste la prima risurrezione. Se Giovanni sente il bisogno di parlare di prima risurrezione, segno è che di risurrezioni ce ne possono essere più di una. Noi diciamo che ce ne possono essere due. E se questa è la prima, qual’è la seconda? Quella della Fine del mondo? Certo! Se tutto ciò è vero, ne deriva che le Parusie sono tre, non due, e che la Parusia intermedia di cui noi parliamo continuamente nella rivista PROFETI DI DIO è quella di cui Gesù si servirà per instaurare il suo Regno temporale, il Regno messianico. S. Giovanni prosegue esclamando:
«Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione! La seconda morte non avrà potere su di loro! Saranno sacerdoti di Dio e del Cristo! Regneranno con lui per mille anni! »
In questa piccola serie di frasi esclamative S. Giovanni usa l’espressione seconda morte. Questo ci fa pensare che anche le morti da prendere in considerazione siano due, e se questa è qualificata di “seconda”, dov’è la prima? Che morte è la prima morte nel pensiero di S. Giovanni? A nostro avviso non è possibile che S. Giovanni pensi a due morti fisiche (la cosa non avrebbe senso), ma è possibile che egli pensi a due morti, una fisica e una spirituale. Già si sa che la prima morte, quella fisica, è obbligatoria per tutti. E la seconda? Chi sono coloro che saranno esonerati dallaseconda morte, quella spirituale, eterna? Di chi sarà questo insigne privilegio?
Prevenendo questo nostro interrogativo S. Giovanni afferma in anticipo che coloro che non morranno della seconda morte (quella eterna) sono i risuscitati della prima risurrezione, cioè coloro che si saranno lasciati decapitare (tagliare la testa) pur di non abiurare la loro fede in Cristo. Se Gesù intende affidare a queste persone il governo della Terra rigenerata, ciò significa che per esse non sarà possibile perdere i vantaggi spirituali già acquisiti con il martirio appena subìto. Esse avranno già guadagnato il premio eterno, e sarà per questo che Gesù le sceglierà per “regnare con lui” nel sacerdozio millenario. La ricompensa che questi esseri umani riceverebbero da Dio “regnando con Cristo per mille anni” significherebbe che Cristo li avrà giudicati degni di vita beata iniziando già dalla terra, perché questa terra sarà divenuta come un nuovo Paradiso terrestre.
Che cos’è la terra resa degna di diventare un nuovo Paradiso terrestre? È il Millennio felice descritto da S. Giovanni nel testo sopra citato, il Regno di Dio in Terra. È il Regno messianico, quello che il mondo cristiano invoca da due mila anni con la preghiera del Padre Nostro.”

Di seguito l'autore fa un’analisi molto completa delle "voci mistiche che annunciano un mondo nuovo", citando molte rivelazioni private su questo tema.

In un'ultima Appendice cita e commenta i passi biblici principali che parlano della Parusia Intermedia e del Millennio felice:

“Padre Martino Penasa, esegeta di spicco, e Mgr Aldo Gregori si sono preoccupati di raccogliere i passi biblici che parlano della Parusia intermedia e del Millennio felice. Ambedue hanno poi pubblicato il loro lavoro.
Lo scopo delle pagine seguenti, dodici in tutto, è di offrire al lettore di questo libro la quintessenza di questi due lavori, e qualche piccola testimonianza personale, come quella relativa al passo biblico n. 1, che qui segue.

Passo biblico n. 1:
-Matteo 6,9-10. Nella preghiera del “Padre Nostro” noi diciamo: “sia santificato il tuo Nome, venga il tuo Regno; sia fatta la tua Volontà come in cielo così in terra”.
Un giorno la Provvidenza mi ha permesso di udire un vescovo cattolico dire ad un suo confratello: « Non è possibile che le parole del Padre Nostro si riferiscano alla Venuta finale di Gesù, quella del Giudizio universale, perché in quel momento la storia della terra sarà già conclusa. » Ne ho dedotto che le espressioni della preghiera del Padre Nostro ci rivelano che prima di attuarsi nell’eternità il Regno di Dio si attuerà sulla terra. (Johannes De Parvulis).

Passo biblico n. 2:
-Matteo 24, 21-22: “Vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall’inizio del mondo fino ad ora, nè mai più ci sarà; e se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati”.
Commentando questo passo Mgr Gregori scrive: «È impossibile che questo testo si riferisca alla distruzione di Gerusalemme, quella del 70 dopo Cristo ad opera dei Romani, della quale si parla nei versetti precedenti (Mt 24, 15-20). La tribolazione grande di cui parla il testo si riferisce sicuramente a qualcosa che riguarda il mondo intero. … Inoltre, nei versetti seguenti (Mt 24, 23-41) si parla di un periodo di tribolazioni che “per amore degli eletti sarà abbreviato”. Ne si deduce che la storia dell’umanità dovrà continuare anche dopo tale periodo. Si dice infatti: “nè mai più ci sarà”. Da questo “nè mai più ci sarà” si capisce che la suddetta tribolazione riguarda tutta l’umanità, e che non va collocata alla Fine del mondo, ma molto prima. (Gregori op. cit. p. 15):

Passo biblico n. 3:
– Matteo 24, 37-39. « Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo.»
Commentando questo passo, Mgr Gregori scrive: «Non avrebbe senso riferire queste righe alla rovina del Tempio e a quella di Gerusalemme; tanto meno è possibile riferirle alla Fine del mondo. … L’esempio del Diluvio lo fa escludere, perché dopo il Diluvio la vita sulla terra ha continuato con Noè. Quindi la venuta del Figlio dell’uomo alla quale si fa riferimento è un’altra da quella finale. » (Gregori, op. cit., p. 13).

Passo biblico n. 4:
– Luca 19, 11-14: «Essi [i discepoli di Gesù, ndr] credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro. Allora Gesù disse: "Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano allo scopo di ricevere il titolo di re, e poi ritornare. … Quando fu di ritorno, dopo aver ottenuto il titolo di re, fece chiamare i servi... »
Padre Penasa scrive: «Con l’Ascensione Gesù parte. E il ritorno come avverrà? Avverrà “allo stesso modo…”, e questo suppone una Parusia che sia intermedia (gli angeli la predicono in At 1, 11). La partenza di Gesù è per prendere il titolo di “Re”, e il suo ritorno avverrà quando sarà l’ora di prendere possesso effettivo del “Regno”. » (Penasa, op. cit., p. 31).

Passo biblico n. 5:
– Luca 21, 28 : “Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina".
Mgr Gregori commenta: «È evidente che si tratta di una liberazione che deve avvenire su questa terra, durante la nostra vita terrena. La nostra terra sarà liberata dalla malvagità di Satana, che sarà neutralizzato per mille anni. » (Gregori, op. cit., p. 86-98).

Passo biblico n. 6:
– Luca 22, 17-18: «Preso un calice, rese grazie dicendo: “Prendetelo e distribuitelo tra voi, poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il Regno di Dio”. »
Mgr Gregori scrive: «È evidente che questo passo fa riferimento ad un Regno di Dio che esisterà in questo mondo, come anticipo di quello che poi dovrà esistere nell’eternità. » (Gregori, op. cit., p. 86-98).

Passo biblico n. 7:
– Atti 3, 19-21 ss.: «Pentitevi dunque e convertitevi, affinché vi siano rimessi i peccati, e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore, ed egli mandi quello che vi aveva destinato come Messia, cioè Gesù. Per ora è necessario che egli rimanga in Cielo fino al tempo della restaurazione di tutte le cose, come ha detto Dio fin dall’antichità, per bocca dei suoi santi profeti. Mosè..., e tutti i profeti, da Samuele in poi. »
Padre Penasa commenta questo passo nel modo seguente: «L’apostolo Pietro constata la risurrezione di Gesù, e assiste poi all’Ascensione. Le parole di Gesù prima dell’Ascensione, e quelle dell'angelo dopo l'Ascensione, gli fanno capire che la nuova Gerusalemme non si realizzerà nell’immediato futuro, ma in un futuro remoto. Capisce pure che questa grandiosa “restaurazione” inizierà con una “Ascensione” identica a quella alla quale ha già assistito, ma in senso inverso: in “discesa” anziché in “salita”. Spiega alle folle che le promesse fatte da Dio al suo Popolo parlano di una restaurazione attuabile in questo mondo. La nuova Gerusalemme, secondo lui, prima ancora di realizzarsi nel mondo futuro (quello eterno) dovrà realizzarsi nel mondo presente. » (Penasa: op. cit., p. 45).
È normale che la nuova Gerusalemme abbia inizio con una Parusia, alla quale si dovrà dare un nome. Padre Penasa la chiama: “Parusia intermedia”.

Passo biblico n. 8:
– Atti 1, 11. «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù che è stato di tra voi assunto al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo. »
Commentando questo passo biblico Mgr Gregori scrive: «Il Regno di Dio verrà instaurato il giorno in cui Gesù ritornerà sulla terra “allo stesso modo in cui è partito”. Chi dice che il ritorno prossimo di Gesù si deve intendere come una venuta invisibile e tutta spirituale (o magari come una specie di apparizione carismatica, o di esperienza mistica) non si accorge di mettersi in stridente contrasto col Vangelo. Gli angeli dicono ai discepoli: “Quel Gesù che avete visto salire… ritornerà allo stesso modo…”. Le parole degli angeli appaiono come una prova della Venuta intermedia di Gesù. » (Gregori: op. cit., p. 25).

Passo biblico n. 9:
– Ebrei 9, 28 «Cristo, essendo stato offerto una volta per togliere i peccati di molti, apparirà una seconda volta senza rapporto al peccato,a salvezza di coloro che l'aspettano. » Mgr Gregori commenta: «Gesù dovrà apparire una seconda volta. Quando? Alla Fine del mondo? In questo brano non troviamo alcun accenno alla Fine del mondo, nè alla risurrezione dei morti, nè alla glorificazione degli eletti. Quando Cristo tornerà da noi per la seconda volta, non sarà più per redimerci dal peccato (per la sua opera redentrice il peccato è già stato debellato) ma per salvare “coloro che l'aspettano”. Chi sono “coloro che lo aspettano”? Non certo i beati del Cielo che già lo posseggono, ma coloro che debbono essere salvati, cioè coloro che si trovano ancora nel combattimento di questa vita. » (Gregori, op. cit., p. 86-98).
Conclusione: Il secondo ritorno di Gesù è un ritorno che non chiuderà la storia, ma libererà definitivamente coloro che combattono le insidie del Maligno, al quale Gesù si è già riferito una volta definendolo: “Il principe di questo mondo”.

Passi biblici n. 10 e n. 11:
– 1 Ts 5, 2-4: «II giorno del Signore viene come un ladro nella notte. E quando diranno “Pace e sicurezza”, allora improvvisamente la rovina si abbatterà su di essi come i dolori del parto sulla donna incinta, e non sfuggiranno. Ma voi, o fratelli, non siete nelle tenebre, perché questo giorno vi sorprenda come un ladro.»
– 2 Ts 2, 1-10: «Per quanto riguarda la venuta di nostro Signore Gesù Cristo e il nostro adunarci con Lui, vi preghiamo, o fratelli, di non lasciarvi turbare così presto ... come se il giorno del Signore fosse imminente. Che nessuno vi illuda in alcun modo. È necessario che prima si verifichi l'apostasia, si manifesti l'iniquo, … colui che si esalta al di sopra di tutto ciò che porta il nome di Dio o è oggetto di culto, fino a insidiarsi nel tempio di Dio e a proclamarsi Dio. ...
Voi già conoscete l'impedimento attuale, per cui l'avversario non può manifestarsi che nel momento assegnatogli. Il mistero d'iniquità infatti già esercita la sua azione nefasta; solo c'è chi per ora lo trattiene, fino a che non venga tolto di mezzo. Allora l'iniquo si manifesterà, ma Gesù lo distruggerà col soffio della sua bocca, l'annienterà con lo splendore della sua venuta. La manifestazione dell'empio, per l'azione di Satana, sarà accompagnata da ogni sorte di portenti … »

Mgr Gregori dice che qui S. Paolo descrive i prodromi del grandioso ritorno di Gesù. Aggiunge che il pensiero di S. Paolo non è fisso all'ultima Parusia, ma ad una Parusia destinata ad avverarsi in un futuro più vicino nel tempo, una Parusia che teoricamente potrebbe cogliere di sorpresa anche i suoi contemporanei.
Noi diciamo che si tratta della Parusia intermedia. Il motivo che ci spinge ad affermare questo è che l'annientamento dell'Anticristo di cui S. Paolo ci parla non è collocabile alla Fine del mondo. Alla Fine del mondo si parlerà di Satana, non dell'Anticristo.
I segni precursori del ritorno di Gesù, quelli di cui S. Paolo fa menzione, oggi sono già presenti in mezzo a noi: incredulità, abbandono delle pratiche religiose, apostasia, disorientamento teologico e morale. È riconoscibile anche l’ “impedimento” che trattiene l’Anticristo. Benché esso sia volutamente ignorato dagli esegeti, noi diciamo che tale “impedimento” è il Papato. Il Papato è l'unica fonte di verità e di giustizia che riesca ancora a trattenere la generale catastrofe. Questo baluardo di verità e di giustizia verrà purtroppo abbattuto. Allora apparirà l'Anticristo, e non solo come movimento, ma come persona fisica. Malgrado questa durissima prova, Dio concederà alla sua Chiesa il privilegio di rinascere dalle sue ceneri in vista del Millennio felice.
Se è vero che le porte dell’Inferno non prevalsero contro Cristo, perché risuscitò glorioso, esse non prevarranno nemmeno contro il suo Corpo mistico, la Chiesa. Il destino di questa è di camminare sulle tracce del suo Fondatore: da Betlemme al Calvario, e dal Calvario alla Risurrezione pasquale.

Passo biblico n. 12:
– 1 Ts 1, 9-10: «Tutti raccontano ... come vi siete convertiti a Dio allontanandovi dagli idoli ... per attendere dai cieli Gesù, suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti affinché ci liberi dall'ira ventura. »
«Gli esegeti non vanno d'accordo sul significato da dare a queste parole. L'ira che si approssima è per loro imbarazzante, e qualcuno tra essi pensa alla distruzione di Gerusalemme. Ma S. Paolo non pensa alla distruzione di Gerusalemme. Pensa invece a Gesù che deve ritornare sulla terra scendendo dal cielo. Ciò appare dal v. 13 del cap. 3 della stessa lettera. » (Gregori, op. cit., p. 86-98).

Passo biblico n. 13:
– Rom 13, 11-12: «È ora che vi scuotiate dal sonno, essendo la nostra salvezza ormai più vicina di quando abbracciammo la fede. La notte è avanzata e si avvicina il giorno.»
«L'accenno di S. Paolo alla salvezza che ormai è più vicina di quanto non lo fosse al momento della loro conversione [quella dei fedeli ai quali S. Paolo sta parlando, ndr] non può essere una salvezza personale, quella già ottenuta col battesimo. Si tratta invece della salvezza completa, suprema, che dovrà venire il giorno della Parusia intermedia. » (Gregori, op. cit., p. 86-98).
«Quando spunterà questo giorno, esso porterà con sè la “luce universale”, quella che Dio ha concepito per scacciare la “notte universale”. » (J. De Parvulis).

Passo biblico n. 14:
– II Tim 3, 1-5: «Sappi che negli ultimi giorni sopraggiungeranno tempi difficili. Infatti gli uomini saranno pieni d'amor proprio, amanti del danaro, millantatori, orgogliosi, diffamatori, ribelli ai genitori, ingrati, empi, senza cuore e senza pietà, calunniatori, incontinenti, spietati, senz'amore per il bene, delatori, temerari, gonfi, amanti del piacere più che amanti di Dio, simulanti una pietà la cui forza disprezzano. Anche da costoro allontanati. »
A proposito dell’espressione "negli ultimi giorni" che qui è usata, Mgr Gregori dice che non è possibile che si tratti dei giorni della Fine del mondo, altrimenti non avrebbe senso la raccomandazione dell'Apostolo al suo discepolo: "anche da costoro allontanati".
Dato che l’espressione "negli ultimi giorni" viene spesso usata dai profeti antichi per indicare l'Era messianica, noi diciamo che qui si tratta di un futuro indeterminato (un futuro che teoricamente potrebbe riguardare anche lo stesso Timoteo). Questi “ultimi giorni” noi ora li stiamo vivendo. Sembra che S. Paolo li descriva per noi, uomini d’oggi. La descrizione è applicabile al mondo attuale. (Gregori, op. cit., p. 86-98).

Passo biblico n. 15:
Apocalisse 19, 11-20: “Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava "Fedele e Verace": egli giudica e combatte con giustizia. I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; porta scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui. E’ avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è Verbo di Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro. Dalla bocca gli esce una spada affilata per colpire con essa le genti. Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell’ira furiosa del Dio onnipotente. Un nome porta scritto sul mantello e sul femore: Re dei re, e Signore dei signori. … Vidi allora la bestia e i re della terra con i loro eserciti radunati per muover guerra contro colui che era seduto sul cavallo e contro il suo esercito. Ma la bestia fu catturata e con essa il falso profeta che alla sua presenza aveva operato quei portenti con i quali aveva sedotto quanti avevano ricevuto il marchio della bestia e ne avevano adorato la statua. Ambedue furono gettati vivi nello stagno di fuoco, ardente di zolfo.
Padre Penasa dice che in questo passo è descritta la Parusia intermedia al completo. (Penasa: op. cit., p. 25).

Passo biblico n. 16:
– Ap 20, 1-8: «Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell’Abisso e una gran catena in mano. Afferrò il dragone, il serpente antico cioè il diavolo, satana e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un po’ di tempo. Poi vidi alcuni troni, e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni”. Quando i mille anni saranno compiuti, satana verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magog, per adunarli per la guerra… »
Padre Penasa afferma che questo passo descrive il Millennio felice, e precisa: «Il particolare dei mille anni posteriori a detta Parusia è ripetuto sei volte, questo affinché a nessuno venga in mente di dubitarne. » (Penasa, op. cit., p. 25).
Mgr Gregori, dal canto suo, dice che il dramma umano è destinato a svolgersi intieramente su questa terra. Siccome il Millennio felice fa parte integrante di questo dramma, è evidente che esso corrisponde a quel Regno che Dio vuole avere anche sulla terra, e con diritto. Detto Regno va dunque inserito nella storia dell’uomo presente sulla terra. Non è possibile pensarlo altrimenti.
Per Mgr Gregori le conclusioni sono tre: 1) Il Regno di Dio non può essere collocato nel Vecchio Testamento perché esso avviene dopo l'immolazione dell'Agnello. 2) Il Regno di Dio non può essere collocato subito dopo la Redenzione perché il libro dei sette sigilli verrà aperto molto tempo dopo, e parla di guerre, di calamità, e di castighi che presuppongono l’esistenza di precedenti infedeltà umane. 3) Il Regno di Dio non può essere collocato nell’eternità celeste perché sta scritto che i giusti regneranno sulla terra. Si tratta dunque di un Regno di Dio, ma di un regno terrestre, di un regno che dovrà avvenire dopo gli sconvolgimenti conseguenti all'apertura dei sette sigilli, e dopo l'imprigionamento di Satana. (Gregori, op. cit., p. 86-98).

Passo biblico n. 17:
– Apocalisse 20 4-6 : «Poi vidi alcuni troni, e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni. »
Secondo Mgr Gregori, le anime di “quanti ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni”, sono anime sopra le quali la seconda morte (la dannazione) non ha potere. Ciò significa che a loro è già stata resa giustizia. Sono anime che già godono della ricompensa eterna.
Che senso hanno le parole: “Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni” ? Mgr Gregori dice che si tratta di una risurrezione corporale, come corporale è la risurrezione dei morti alla fine del mondo. Tale risurrezione è riservata a pochi. Sono i martiri e i santi della Grande Tribolazione. Se la seconda morte – la dannazione – non ha potere su di loro, è perché davanti al nemico di Dio, l’Anticristo, essi hanno preferito lasciarsi decapitare piuttosto che tradire la loro fede in Cristo.

Passo biblico n. 18:
– I Timotteo 6, 14: “Custodisci il tuo mandato immacolato, irreprensibile, fino alla manifestazione del Signore Nostro Gesù Cristo”.
Senza commento.

Passo biblico n. 19:
– Fillipesi 4, 5: “Gioite nel Signore, sempre! Di nuovo ve lo dico: gioite! La vostra clemenza divenga manifesta a tutti gli uomini. Il Signore è vicino".
Senza commento.

Passo biblico n. 20:
– I Corinzi 1, 7-8: “Non manca dono alcuno di grazia a voi mentre siete in attesa della manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. Sarà lui, appunto, che vi renderà saldi fino alla fine, affinché siate irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo".
Senza commento.

Passo biblico n. 21:
– II Pt 3, 8-10. "Una cosa però non dimenticate, o carissimi, che un giorno solo presso il Signore è come mille anni e mille anni sono come un solo giorno. Il Signore non ritarda il compimento della promessa. Egli porta pazienza verso di noi, non volendo che alcuno di noi perisca, ma che tutti si volgano a penitenza. Verrà però il giorno del Signore, come un ladro".
Senza commento.

N.B. In modo velato anche il Vecchio Testamento parla della Parusia intermedia.
Cf. per esempio:
Isaia: 2, 1-5; 9, 5-6; 11, 4-9; 14, 9 ss.; 65, 17-25; 66, 14 ss.
Daniele: 7, 9-14; 7, 23-27.
Ezechiele: 37.“

Nelle Conclusioni finali l’autore stabilisce le sue considerazioni a modo di sintesi del suo lavoro:

“I testi biblici ci permettono di affermare che la Venuta intermedia di Gesù avrà per scopo di inaugurare il Millennio felice. Durante questo Millennio gli uomini della terra vivranno per dare gloria a Dio, in pace con i fratelli. Si compiranno le parole profetiche del Padre Nostro: “Venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua Volontà, come in Cielo e così in terra”.
Il Millennio felice non ha nulla a che vedere col Millenarismo, che è un concetto eretico, condannato dalla Chiesa. Il Millennio felice fa parte del meraviglioso Piano che Dio ha concepito per l’uomo vivente sulla Terra. S. Giovanni evangelista predica a tutti e fa capire a tutti – a tutti gli interessati – che il Regno di Dio non è una realtà riservata esclusivamente al mondo eterno, quello che verrà dopo la morte, ma è un Regno che dovrà venire anche sulla terra. Anzi, sulla terra prima, e in Cielo subito dopo. La durata di questo Regno terrestre è indeterminata (S. Giovanni, nella Bibbia, usa l’espressione “mille anni”).
Con la Venuta intermedia di Gesù e l’inaugurazione dell’Era nuova si attuerà un’altra profezia di Gesù: “Ho altre pecorelle che non sono di questo ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, sotto un solo pastore”. Dopo la Venuta intermedia di Gesù ci sarà dunque “Un solo ovile, sotto un solo pastore”. Non si tratta di un “sogno”, come ha detto un qualcuno di recente, ma di una realtà. Lo Spirito Santo farà l’unità. Tutti formeranno un’unica Chiesa, con a capo Pietro (Mt 16, 18).
Prima della Venuta intermedia di Gesù, Dio manderà tanti segni in cielo, sulla terra, e nelle coscienze. Questi segni avranno per scopo di far capire a tutti che Cristo è l’unico Salvatore del mondo. Ognuno di noi sceglierà liberamente il campo che più lo interessa: o con Gesù o contro. Chi sceglierà di essere contro Gesù, andrà col demonio. È evidente che chi sceglierà il demonio non entrerà nell’Era nuova.
Pochi teologi hanno saputo finora approfondire i testi biblici che parlano della Parusia intermedia (la Venuta intermedia di Gesù). La maggioranza dei teologi odierni non si interessa ai messaggi che il Cielo manda alla Terra tramite i Profeti cristiani contemporanei, che sono persone dotate di carismi straordinari. In mancanza di questo aiuto essi finiscono per fare lo stesso errore che i Capi del Sinedrio giudaico hanno fatto alla prima Venuta di Gesù. Detti “Capi” hanno respinto Gesù, non lo hanno accolto, non hanno voluto saperne di cambiare pensiero in favore di un’interpretazione più spiritualistica delle antiche profezie.
Questa loro mentalità materialistica li ha allora resi schiavi - e altrettanto schiavi li rende oggi - di un’utopia letale, quella che li spinge a concepire il “Regno di Israele” (il Regno messianico, diremmo noi oggi) come un Governo mondiale fatto di potere politico.
Secondo il Vangelo, questa contestazione di idee è segno che la Venuta intermedia di Gesù è imminente.”

Ci sono ovviamente altri autori che seguono questi principi dottrinali, ma con questi due esempi abbiamo i punti basilari di questa dottrina, specialmente i riferiti ai Padri Penasa e Gregori, pionieri in questa materia.
Abbiamo così un panorama riassunto della dottrina della Parusía Intermedia, a partire dal quale tenteremo di fare la sua valutazione e paragone col nostro sviluppo esegetico.

B) Paragone col nostro sviluppo dottrinale.

1) Punti principali del nostro sviluppo dottrinale.

Nello sviluppo dottrinale che facciamo nel libro "Il Regno di Dio si instaura con la Seconda Venuta di Cristo" abbiamo sei premesse fondamentali:

a) Distinzione tra la Gerusalemme Terrena e la Gerusalemme Celestiale:

Facciamo una distinzione chiara tra la "Gerusalemme Terrena" o "Gerusalemme Messianica", descritta in Apocalisse 21,9-27 che identifichiamo con la Chiesa Terrena, e la "Gerusalemme Celestiale", definita nelle visioni di Apocalisse 21,1-8 e 22,1-5, che simbolizza la Chiesa Celestiale, dimora di Dio, degli angeli e dei santi.

b) "Elevazione" o "Rapimento" dei santi eletti:

I santi vivi al tempo della Parusia, che sono i "vincitori" secondo le esigenze esposte nelle Lettere alle sette Chiese di Apocalisse 2 e 3, saranno preservati della tribolazione finale nella terra, essendo "rapiti" al cielo all'incontro col Signore, dove vivranno la Seconda Pentecoste e le Nozze dell'Agnello (assieme alla Chiesa celestiale o santi risuscitati nella prima resurrezione), e dopo ritorneranno alla terra insieme a Gesù Cristo nella sua Parusía (raffigurati per la Gerusalemme messianica che scende dal cielo) per formare e dirigere la nuova Chiesa santificata e purificata che governerà ed evangelizzerà al mondo superstite del giudizio dei vivi.

c) Giudizio dei vivi e dei morti:

Gesù, con la Parusia, come recitiamo nel Credo, verrà alla terra a Giudicare ai vivi ed i morti. Nel giudizio ai vivi, deciderà da un lato chi saranno gli eletti ai quali sollevará alla sua presenza, e d'altra parte chi formeranno parte del Regno di Dio Terreno dei vivi o Millennio felice che sarà instaurato, in modo che non moriranno nella Gran Tribolazione.
I santi morti prenderanno parte per questo giudizio alla Prima resurrezione, e dopo regneranno insieme a Cristo sul Regno di Dio terreno, dalla Gerusalemme Celestiale.

d) Apparizione di Gesù in forma visibile nel cielo nella Parusía ed instaurazione del Regno di Dio terreno:

Cristo apparirà nella sua Parusia in forma gloriosa e visibile per tutto il mondo nel cielo, "presentando" all'umanità a sua Sposa Terrena, la Chiesa, formata per i santi rapiti, purificata e santificata per la Seconda Pentecoste, chi si distingueranno dal resto dei mortali per l'aureola di luce che li illuminerà. Si instaurerà di questa maniera il Regno di Dio terreno, dando fine all'epoca o "eone" attuale, ed iniziando la Nuova Era di pace, giustizia e santità conosciuta come il "Millennio felice", con la durata simbolizzata per "mille anni."

e) Governo di Gesù e dei santi risuscitati:

Quindi il Signore "ritornerà" alla Gerusalemme Celestiale, da dove governerà e giudicherà non solo i santi risuscitati che l'accompagneranno, ma anche al Regno di Dio terreno durante tutto il periodo del Millennio, mediante questi strumenti:

*L'effusione dello Spirito Santo sull'umanità a partire dall'azione di evangelizzazione dei santi che vissero la Seconda Pentecoste.

*La "Comunione dei santi” forte e rinnovata, che si manifesterà come una comunicazione tra i santi del cielo e gli uomini aperti ad essa per l'effusione dello Spirito Santo.

*La presenza Eucaristica di Gesù nella terra, che si convertirà nel centro e culmine della vita cristiana, di una forma mai vissuta prima nella Chiesa.

Inoltre, non esisterà oramai sugli uomini la tentazione di Satana, "incatenato" nell'abisso, da dove non sarà liberato fino alla fine del mondo.

f) Fine del mondo e sussistenza eterna della "Gerusalemme Celestiale":

Alla fine del periodo della storia umana che denominiamo "il Millennio", Satana sarà liberato nuovamente e dirigerà contro la Chiesa l'ultimo attacco, ed allora sarà annichilito per il fuoco che scenderà da Dio. Terminerà allora la storia umana ed avvenerá il Giudizio Finale e la Resurrezione Universale dei morti, ed i beati risuscitati vivranno eternamente in presenza di Dio alla Gerusalemme Celestiale.

Sviluppiamo ovviamente anche l'esegesi dettagliata dagli avvenimenti che accompagnano questi grandi eventi, come per esempio:

*I segni precursori del tempo della fine.
*L'apparizione della "Gran Babilonia", l'umanità "occidentale e cristiana" degli ultimi tempi.
*La proclamazione del "Vangelo del Fine” a tutto il Mondo.
*La distruzione di questa "Babilonia" e la nascita dell'Anticristo.
*La materia del Giudizio di Dio ai santi.
*La Nuova Pentecoste e le Nozze dell'Agnello con la Chiesa.
*La "Trasformazione" dei vivi.
*La distruzione del Regno dell'Anticristo.
*La conversione del popolo ebreo.
*Il governo del Regno di Dio terreno.
*Il senso del Regno di Dio terreno.
*Il compimento delle profezie messianiche dell'Antico Testamento.

2) Paragone con la dottrina della "Parusía Intermedia."

In primo luogo analizziamo la realtà della "Venuta Intermedia" di Gesù secondo il nostro sviluppo dottrinale generale:

La caratteristica della "Venuta Intermedia" è che se la differenzia dalla "Seconda Venuta" di Gesù, lasciando questa ultima denominazione per il momento che si produrrà la "Fine del mondo” o "Fine dei tempi”, e quella di "Venuta Intermedia" per il momento in che Gesù Cristo instauri il suo Regno Terreno (tempo della fine dell'attuale epoca dell'umanità) come una nuova era di giustizia, pace e santità. Il lasso di tempo che media tra le due venute (Intermedia e Seconda), riceve il nome di "Millennio felice", per l'interpretazione letterale del passo di Apocalisse 20,1-6.

Nel nostro studio siamo totalmente di accordo con l'esistenza del "Millennio felice" e la circostanza della sua instaurazione (Venuta di Gesù), benché la chiamiamo "Seconda Venuta" o "Parusia", perché sosteniamo che è la seconda ed ultima venuta del Signore, che si estenderà per tutta la durata simbolica dei mille anni, cioè, abbraccerà la totalità del tempo del Regno di Dio terreno.

Non c’e una Venuta posteriore, ma gli avvenimenti della fine del mondo non sono più che il culmine del regno di Dio terreno, dove terminerà la missione di Gesù di giudicare e regnare, che avrà cominciato nel primo momento della sua Parusia. Questo aspetto non rimane chiaro nello sviluppo dottrinale della "Parusía Intermedia", dove sembra che Gesù venga alla terra in quell'occasione, ma non si stabilisce in che forma "va via" e dopo "ritorna" finalmente alla fine dei tempi nella "Seconda Venuta."

Cioè, la differenza che esponiamo tra la "Venuta Intermedia" e nostra "Seconda Venuta" sembrerebbe essere quasi un problema semantico, benché nello sviluppo esegetico che proponiamo quando avverà la "Fine del mondo”, secondo lo troviamo esposto in Apocalisse 20,7-10, non c'è nessuna nuova Venuta di Gesù, poiché questo passo non lascia dubbi al riguardo, Lì si dice che Satana, che è stato liberato, ed i suoi seguaci Gog e Magog, uomini sedotti nuovamente per la sua tentazione, "saranno divorati per il fuoco che scenderà dal cielo." È la fine del giudizio dei vivi a cura di Gesù Cristo, che cominciò quando fu instaurato il Regno milleniale, e ha la sua consumazione con l'annichilazione del mondo materiale, come lo descrive 2 Pietro 3,10.

Ora vedremo in più dettaglio gli aspetti particolari della dottrina della "Parusía Intermedia”. Molti dei nostri sviluppi dottrinali visti nel punto B.1 li troviamo abbozzati di maniera più o meno esplicita nella dottrina della "Parusía Intermedia".

a) Non si fa in forma chiara la distinzione tra la "Gerusalemme Terrena" e la "Gerusalemme Celestiale", entrambe come descrizioni, simbolizzate per una città, della Chiesa, nei suoi stati terreno e celestiale. Si mantiene l'errata tesi che la "Gerusalemme Terrena" è realmente una città che scenderà dal cielo, dandosi anche l'ubicazione possibile di questa discesa. Appare qui una tesi antica, sostenuta per esempio per il gesuita cileno Manuel Lacunza nella sua Opera "La venuta del Messia in gloria e maestà", che non trova maggiore sostegno nella scrittura.

b) Nel libro di Johannes De Parvulis citato nel punto anteriore si sviluppa il tema del "Rapimento" degli eletti:

“Abbiamo già visto che la Parusia intermedia, la Prima risurrezione, e il Sollevamento degli eletti in cielo sono temi presenti nella dottrina di S. Paolo. S. Paolo ha detto:
«Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti, perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. Prima, risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell’aria, e così saremo sempre con il Signore. Confortatevi dunque a vicenda con queste parole.»
In base a queste parole, i morti in Cristo risusciteranno, e i superstiti ancora vivi si uniranno ad essi per essere “trasportati” in cielo. Chi sono i morti che risusciteranno per “andare incontro al Signore nell’aria” assieme ai superstiti? E chi sono i superstiti, coloro che S. Paolo identifica come: “noi, i vivi, i superstiti” ? S. Giovanni dice che coloro che si uniranno ai superstiti vivi per andare incontro al Signore nell’aria sono i risorti della “Prima Risurrezione”. I superstiti ancora vivi, all’evidenza, sono coloro ai quali la sorte ha permesso di sfuggire alla terribile persecuzione dell’Anticristo.
Secondo l’Apocalisse di Giovanni, la “Nuova Gerusalemme” discenderà dal cielo e si poserà sulla terra, in un punto prescelto da Dio. Io qui mi chiedo: questa “Nuova Gerusalemme”… ce la potremmo noi immaginare come composta da quelle persone che in precedenza sono state rapite “nell’aria”, e che ora stanno per ridiscendere in terra assieme a Cristo? L’idea mi sembra plausibile, ma preferisco lasciare al lettore la risposta finale. Sappiamo che gli angeli raduneranno numerosi cristiani, e che li trasporteranno fuori dal mondo, in una sezione dell’atmosfera. Sappiamo che le persone “trasportate” vivranno questa esperienza singolare non solo in senso spirituale (con la loro anima) ma anche in senso materiale (con il loro corpo). In tal modo essi saranno preservati dalla Tribolazione in atto sulla terra. Alla fine, cioè dopo la purificazione dell’umanità, essi dovranno tornare sulla Terra, che non sarà più la Terra di prima, ma un pianeta Terra completamente rinnovato.”

Noi, nel nostro dettagliato sviluppo esegetico sul tema del "Rapimento", abbiamo già trovato la risposta che sta lasciando aperta questo autore.

c) Il Giudizio dei vivi si trova abbozzato nella dottrina della Venuta Intermedia, tanto nel "rapimento" dei santi vivi come nella permanenza di un umanità sopravvissuta che farà parte del Regno di Dio terreno o "Millennio felice”. Nel nostro lavoro sviluppiamo abbondanti e dettagliate precisioni su questo tema, includendo un studio della materia del giudizio di Cristo ai vivi.

d) L'apparizione di Cristo nella sua Parusia in forma visibile anche è menzionata, benché rimanga nell'ambiguità il tema capitale della sua permanenza o non nella terra. Nel libro di Antonio Norrito "Gesù risorto sta per tornare" menziona che la Trinità abiterà alla Gerusalemme che scenderà dal cielo e si poserà probabilmente in Dozulé, senza ulteriori precisioni.
Noi sosteniamo e dimostriamo con la nostra esegesi che Gesù non rimarrà nella terra in forma visibile, eliminandosi così di radice tutte le obiezioni che si fanno al cosidetto "millenarismo" nei casi che si sostiene questa tesi.

e) Anche alcuni aspetti che sostentano il governo di Gesù sul Regno di Dio terreno si espongono più o meno esplicitamente nella dottrina della Venuta Intermedia, come la Seconda Pentecoste e la sua influenza nel Regno di Dio terreno, e l'importanza della presenza Eucaristica di Gesù nella terra, in una rinnovata influenza nella vita della Chiesa.

Vediamo quello che menziona il libro "Gesù risorto sta per tornare" prima menzionato:

“La Potenza di Cristo Eucaristico è impedita a manifestarsi a causa degli ostacoli che noi poniamo e l’ostacolo è il peccato, peccato personale, peccato sociale, peccato eretto a norma dell’agire. Tutto questo peccato è un rifiuto che noi opponiamo, una barriera che noi mettiamo, per cui Cristo Eucaristico non può manifestare la Sua Divina Potenza. Ma quando satana sarà cacciato all’inferno, la porta dell’abisso sarà chiusa, il potere di satana sarà distrutto, questi ostacoli saranno rimossi. E allora Gesù nell’Eucaristia esploderà, si manifesterà in tutta la Sua Potenza, al di là della specie noi lo vedremo, noi lo sentiremo, perchè opererà in noi, in maniera fortissima come Dio, poichè nell’Eucaristia Gesù è nella pienezza della Divinità, in mezzo a noi. E come Dio arriverà a trasformare i nostri cuori, arriverà a trasformare le anime, le famiglie, le nazioni…farà la pacificazione universale, creerà l’unità della Chiesa, finalmente, dopo tanti anni di disunione e tanti sforzi quasi inutili di ecumenismo, sarà fatta l’unità della Chiesa.
Avremo veramente il Regno di Gesù Eucaristico in noi, per cui, vorrei dire, Gesù che ritorna e si manifesta nella Gloria, si unisce al Gesù che è presente nell’Eucaristia e quasi spalancherà le porte di queste specie che ancora ce lo veleranno, poichè si possa trasformare, con la Sua Potenza, tutto e fare finalmente i Cieli nuovi e la nuova terra, per cui il Ritorno di Gesù nella Gloria coinciderà anche con il più grande Trionfo del Regno Eucaristico di Gesù…”

f) In quanto alla "Fine del mondo” è totale la coincidenza rispetto a che sarà posteriore all'ultima azione di Satana, quando sia "scatenato" della sua prigione, benché puntualizziamo già che noi non consideriamo che in questa opportunità si produrrà una nuova Venuta del Signore, che la dottrina della Parusía intermedia denomina propriamente "Seconda Venuta".

C) Conclusioni finali.

Non c'è nessun dubbio che la nozione della Parusía Intermedia si basa su una considerazione e studio della Rivelazione della Scrittura completamente azzeccata. L'instaurazione del Regno di Dio nella terra come conseguenza del ritorno del Signore è un fatto che ha molti e chiari fondamenti nella Sacra Scrittura che risulta quasi incredibile pensare che questa rivelazione di Dio dall'Antico Testamento sia stata seppellita e dimenticata nella dottrina della Chiesa durante praticamente 16 secoli, dal gran equivoco propugnato per Sant’Agostino fino ai nostri giorni.

Le osservazioni generali su questa dottrina li feci nel punto anteriore, essendo la principale quella che si riferisce allo stabilimento di tre parusie (l'Incarnazione come prima, l'Intermedia come seconda e la Seconda Venuta alla fine del mondo come ultima), poiché nel mio lavoro sostengo che ci sono solo due, facendo coincidere l'Intermedia con quella che considero Seconda ed ultima.

Quello che credo è che alla nozione generale della Parusía Intermedia gli manca un'esegesi più dettagliata, per generare una dottrina con basi ferme e con maggiori possibilità di essere difesa contro quelli che subito mettono il grido nel cielo ricorrendo al fantasma del "millenarismo" condannato per la Chiesa.

Umilmente penso che nel lavoro esegetico che offro nel libro "Il Regno di Dio si instaura con la Seconda Venuta di Gesù Cristo" si riempie realmente in una buona misura il vuoto dottrinale che presenta oggi il concetto di "Parusia Intermedia", e cosí ho la speranza che questo studio permetta, a chi siano interessati in approfondire veramente questo tema, l'opportunità di avanzare molto più nella comprensione di questa verità tanto fondamentale per la fede cristiana.

Condivido totalmente tutto quello sostenuto per la maggioranza degli autori che trattano il tema del Regno di Dio terreno, in quanto all'enorme importanza che ha per la Chiesa ed i fedeli cattolici. Per riaffermare questo, voglio finire trascrivendo quello che esprimo alla fine del Prologo del mio libro:

“È necessario oggi, più che in altre epoche, parlare, insegnare, predicare e gridare a grande voce, se fosse necessario, le verità di Dio sui tempi della fine di questa età presente, di questa "età malvaggia” (Galati 1,3-5), per alimentare la speranza di quelli che ne hanno bisogno per continuare ad avanzare nelle sue convinzioni cristiane, a dispetto di tutto ed a tutti, sapendo che non è in vano, e che santificandosi essi ed aiutando a santificarsi ad altri, non soltanto aspetteranno in pace il ritorno di Cristo nella sua Parusía, ma "affretteranno la venuta del Giorno di Dio", (2 Pietro 3,12), essendo strumenti affinché arrivi più presto possibile l'instaurazione del Regno glorioso di Cristo in questo mondo”.



Gianfranco Benedetto
Buenos Aires – Argentina
Ottobre 2010

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